Throwback 1989: 10 indimenticabili singoli compiono 30 anni

Ripercorriamo la storia musicale del 1989, spartiacque tra gli sfavillanti Ottanta e i ribelli Novanta, con una Top 10 delle canzoni più importanti dell’anno.

1989. Un anno particolarmente significativo per la storia contemporanea. Dalla caduta del muro di Berlino al terremoto di San Francisco, passando per prime volte pop che hanno segnato un’epoca: la prima puntata dei Simpson trasmessa su Fox, la prima volta al cinema di Harry ti presento Sally. Anche il mondo della musica era particolarmente in fermento. Prince pubblicava la colonna sonora del primo Batman diretto da Tim Burton, Tina Turner tornava in classifica con il singolo “The Best” e un Lenny Kravitz ancora molto hippie dava alle stampe il suo debut album Let Love Rule. Abbiamo riunito in questa classifica i dieci momenti musicali migliori, con i relativi video, e qualche curiosità.

10. Grace Jones – Love on Top of Love (1989)
Costume da bagno intero, occhiali da sole specchiati, una piscina fiammeggiante. Grace Jones gioca a fare la femme fatale mentre canta “Il mio bacio killer scotta come il ghiaccio”. Inizialmente nel video appariva anche l’attore svedese Sven-Ole Thorsen, che all’epoca usciva con la Jones, ma poi le sue scene vennero tagliate in fase di montaggio. La canzone è rimasta in cima alla classifica Billboard Hot Club Dance Play per due settimane.

9. The Queen – The Miracle (1989)
Traccia n.3 dell’omonimo album, pubblicato a tre anni di distanza dal precedente A Kind Of Magic. Un periodo difficile per il frontman della band che, nel tardo novembre 1989, rivelò ai membri del gruppo di essere malato di AIDS. Nel video un Ross McCall bambino interpreta i diversi periodi della vita di Freddie Mercury: gli anni ‘70 (capelli lunghi e tutina a scacchi), i primissimi anni ‘80 (baffi, giacca e pantaloni di pelle neri), il 1985 e il Live Aid (jeans azzurri e canottiera) e il Magic Tour del 1986 (giacca di pelle gialla, pantaloni bianchi con strisce rosse su entrambi i lati e sneakers).

8. Technotronick – Pump Up the Jam (1989)
Uno dei più grandi successi in discoteca di quell’anno, inserito poi in innumerevoli raccolte di musica dance. La canzone è stata un triplo platino certificato ed è passata alla storia come uno dei migliori esempi di fusione tra hip-hop ed elementi deep house.

7. Chris Isaak – Wicked Game (1989)
Un intramontabile capolavoro. Basti pensare che il video ufficiale è stato diretto da Herb Ritts, tra i migliori fotografi di moda dello scorso secolo, e riprende su una spiaggia delle Hawaii lo stesso Chris Isaak insieme alla top model Helena Christensen. Esiste un secondo rarissimo video girato da David Lynch per il VHS di Cuore Selvaggio, la canzone infatti fa parte anche della colonna sonora del film.

6. The Cure – Lullaby (1989)
Primo singolo estratto dall’album-pietra miliare Disintegration. Il significato recondito di Lullaby è stato oggetto di molte speculazioni da parte dei fan, che hanno voluto intravedere nel testo della canzone dei riferimenti alla dipendenza dalle droghe e alla depressione. Anche Robert Smith stesso ha offerto diverse spiegazioni in merito al significato del brano che è una rappresentazione in musica dei suoi peggiori incubi (in particolare della sua fobia verso i ragni). Il videoclip vinse il premio come Best Video ai Brit Awards del 1990.

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5. The B-52’s – Love Shack (1989)
Rimane tuttora la più grande hit del gruppo, con oltre un milione di copie vendute. La clip annovera la prima apparizione video in assoluto della drag queen RuPaul, prima ancora del suo debutto come cantante e modella. Nominata come una delle 365 canzoni del secolo nel 2001, è stata anche inserita dalla rivista Rolling Stone nella lista delle migliori 500 canzoni di tutti i tempi.

4. Janet Jackson – Miss You Much (1989)
All’epoca divenne il singolo più venduto di Janet, mantenendo la posizione numero uno nella Billboard Hot 100 per quattro settimane. La canzone fu nominata per due Grammy Award, ma poi vinse un American Music Awards e un Billboard Award come miglior singolo dell’anno. La coreografia del video e l’ultima scena in particolare sono state omaggiate da Britney Spears nel suo video “Stronger”, dai Backstreet Boys nell’esibizione live di “As Long As You Love Me” durante il Disney Channel Concert del 1999 e da Pink, Usher e Mýa in una performance congiunta durante la puntata di MTV Icon dedicata alla Jackson.

3. Cher – If I Could Turn Back Time (1989)
Il video è ambientato a bordo della nave militare americana USS Missouri, durante un ancoraggio a Los Angeles datato 1º luglio 1989, e vede Cher esibirsi davanti ad una folla di marinai. A metà degli anni Novanta Cher dichiarò che nel videoclip voleva far passare un messaggio antimilitaristico in vista dell’imminente Guerra del Golfo. La cantante indossa un corpetto retinato sotto un costume da bagno intero estremamente succinto. Questo look causò alcune controversie e molti canali televisivi bandirono il video come MTV che lo escluse dalla sua programmazione, per poi trasmetterlo solo dopo le ore 21 in seguito al grande successo della canzone.

2. Depeche Mode – Personal Jesus (1989)
Tra i pezzi più emblematici del gruppo, con una forte identità blues-rock e una doppia anima elettronica. Il videoclip è diretto da Anton Corbijn, ed è ambientato in un ranch ad Almería, in Spagna. I Depeche Mode cantano in quello che sembrerebbe essere un bordello, accompagnati da prostitute. Tra le moltissime cover postume, due in particolare rimangono iconiche: quella di Johnny Cash nel 2002 e quella di Marilyn Manson nel 2004. Nel 2008 anche la pop star Hilary Duff ha campionato la sezione ritmica di Personal Jesus per il suo singolo Reach Out.

1. Madonna – Like A Prayer (1989)
Pop, rock e gospel music si fondono in quello che rimane uno dei più grandi successi commerciali di Madonna. Il video, diretto da Mary Lambert, mostra alcuni simboli cattolici, come le stigmate, le croci che bruciano stile Ku Klux Klan e un santo di colore. Subito dopo la sua pubblicazione, il Vaticano lo condannò per blasfemia mentre famiglie e gruppi religiosi organizzarono proteste contro la sua programmazione, boicottando inoltre la Pepsi, che aveva usato la canzone per il suo spot pubblicitario.

In apertura un collage fotografico condiviso dal magazine People. © Michael Ochs Archives/Getty; Frederick M. Brown/Getty.