A SANREMO ARRIVANO I GAY

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Decine di gruppi omo e trans manifesteranno domani davanti all'Ariston. Intanto continua il declino del Festival. Baudo si becca il "Tapiro d'Oro" da Striscia. E in città arrivano...

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SANREMO – A Sanremo sono in arrivo i gay. Domani è attesa l’annunciata manifestazione organizzata per protestare contro l’esclusione della trans Cristina Bugatty dal Dopofestival. Gay e trans si sono dati appuntamento alle ore 15 in Via Matteotti, angolo Corso Mombello a Sanremo, dove leggeranno le tante adesioni pervenute anche dal mondo dello spettacolo, distribuiranno materiale informativo, opporranno i mille colori della pace e delle differenze, all’«orrendo oscurantismo transfobico e omofobico che ha contagiato in questi giorni tanti nani e ballerine sanremesi».

«In nessun modo c’è stata data l’opportunità di replicare – affermano Mirella Izzo, Presidente Crisalide Azione Trans Nazionale, e Aurelio Mancuso (foto), Segretario Nazionale Arcigay, organizzatori della manifestazione – rispetto agli attacchi portati avanti con caparbietà da Baudo e Magalli, personaggi che possono godere dell’impunità perché in Italia non è in vigore, a differenza di tanti paesi europei, una legge contro le discriminazioni sessuali a tutela delle persone glbt nella società e sui luoghi di lavoro».

Sono decine le associazioni che hanno aderito, dal Movimento Identità Transessuale Nazionale al Circolo Mario Mieli di Roma, dal Bari Pride 2003 agli Orsi Italiani; oltre naturalmente il Gruppo Musicale StarMusic in cui milita Cristina Bugatty. Tra le adesioni individuali, quelle di Franco Grillini, Titti De Simone, Vladimir Luxuria e Viola Valentino.

Ma i gay non sono gli unici a dare addosso a Baudo: la terza serata, che nonostante fosse quella più ricca di musica (si sono esibiti tutti i “big” del concorso) e di ospiti (da Sharon Stone a Carla Bruni alla nipote di Gandhi) ha confermato il record negativo degli indici di ascolto.

E la cosa ha valso al Pippone nazionale il conferimento di un premio poco ambito: il Tapiro d’Oro. Stamane il direttore artistico aveva appena iniziato a commentare nella sala stampa dell’Ariston la serata di ieri quando in sala sono piombati Valerio Staffelli e i suoi colleghi di “Striscia la notizia” dirigendosi verso il palco. Baudo ha accolto il gruppetto fingendosi divertito e si è poi offerto a fotografi e cameramen tenendo ben alto con le mani il Tapiro d’Oro.

Mai premio fu più meritato, bisogna dire. Eppure la serata festivaleria di ieri ha riservato qualche momento intenso, come quello dell’esibizione della bravissima Giuni Russo, candidata numero uno al premio della critica, che si è mostrata al pubblico senza il copricapo che aveva la sera prima, rivelando così una finissima decorazione sul cuoio capelluto.

Oppure l’apparizione della bellissima Sharon Stone con la quale Pippo ha avuto anche occasione di fare una sonora gaffe: durante la loro conversazione sul palco dell’Ariston, Baudo le ha chiesto a chi dei due genitori assomigliasse il figlio Roan, che in realtà è stato adottato dall’attrice due anni e nove mesi fa, una settimana dopo la nascita. Da segnalare anche la presenza delle nipote del Mahatma, Tara Gandhi, uno degli ospiti più “seri” che la storia del Festival ricordi.

E come non parlare di Carla Bruni, bravissima e seducente nel suo look molto sobrio, pantaloni e camicia nera, reduce dal successo francese del suo primo album da cantautrice (“Quelqu’un m’a dit”). Chitarra e voce, la Bruni ha eseguito il brano di punta del suo cd, uscito anche in Italia. Peccato solo abbia fatto ricorso al playback.

Nonostante queste presenze “forti” il Festival continua a deludere. Vedremo se le sue sorti si risolleveranno nelle ultime due serate. Per stasera, durante le esibizioni dei diciotto “giovani”, ci sarano gli interventi di ospiti importanti.

Il momento più gay sarà sicuramente quello con Nilla Pizzi, ospite l’estate scorsa della manifestazione gay Friendly Versilia Mardi Gras. La voce di “L’Edera” riceverà stasera il premio alla carriera.

L’ospite musicale straniero della serata, dopo il “bidone” delle Tatu, che dicono di essere impossibilitate per problemi di salute, sarà Shaggy, anche lui protagonista in sala stampa di un siparietto originale: il rapper, incurante dei flash e delle telecamere, ha addirittura offerto uno spinello di marijuana al critico musicale del “messaggero”, Paolo Zaccagnini, che, imbarazzato, ha gentilmente declinato l’offerta.

A parte questi gesti che possono attirar esimpatia, il cantante giamaicano non si distingue certo per il suo carattere “friendly” (la Giamaica, d’altra parte, è una delle nazioni più omofobe al mondo) e non perde occasione di precisare che lui ama le donne, soprattuto quelle italiane. Ma non sono solo i giamaicani a sentirsi in dovere di sottolineare sempre la loro eterosessualità (verrebbe da dire che gli etero non ci danno fastidio, purché non si facciano riconoscere…). Anche Giorgio Panariello, che sarà l’ospite comico di domani sera, si è lasciato andare a battute di dubbio gusto. «Mi chiedo che immagine si facciano gli italiani – ha detto il comico toscano – Con la Stone e la Bruni, Baudo va a baciare la Littizzetto. Mi pare che il Festival stia diventando Sodoma e Gomorra, in giuria popolare ci vorrebbe Rocco Siffredi. Io a Sanremo cammino rasente ai muri».

Parla del festival nel forum “Sanremo 2003”

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