Addio a David Bowie: si dichiarò gay, poi bi e smentì. Resta un titano

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David Bowie si è spento per cancro all’età di 69 anni. Un camaleonte arcobaleno, un titano

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Gay.it continua il suo viaggio musicale alla scoperta delle icone del rock dall’orientamento omosessuale e bisessuale, un lato poco esplorato ma non secondario nella cultura LGBT. Questa serie di contenuti è offerta dal nostro partner Antony Morato, che nella collezione fall winter 2015 racconta un uomo capace di innovare lo stile italiano e di viverlo con spirito cosmopolita e metropolitano, per sua natura viaggiatore, curioso e con un mood raffinatamente rock.

Le puntate precedenti sono state dedicate a Janis Joplin , Lou Reed , Freddie Mercury , Morrissey e k.d. lang e Frankie Goes To Hollywood ..

Il più grande camaleonte arcobaleno che sia mai esistito. David Robert Jones è un mistero, il creatore del glam rock che nel 1972 si dichiarò prima gay al Melody Maker: “Sono gay, lo sono sempre stato, anche quando ero David Jones” per poi dire a Playboy di “essere bisessuale” (confermò nel 1978 durante un concerto in Nuova Zelanda) e poi smentire nel 1983, clamorosamente, su Time e poi rivelare a Rolling Stones: “Il mio più grande errore mai fatto”.

Ziggy Stardust resterà una Blackstar, una Stella Nera, come si definisce nell’ultimo e testamentario album, in cui spicca il cupissimo e magnetico singolo omonimo e l’insinunante Lazarus in cui appare in un letto d’ospedale per tutta la durata del video: era malato di cancro, da tempo. Vita famigliare complicata (il fratellastro Terry aveva problemi mentali e si suicidò), nel 1971 conobbe Andy Warhol e da quel momento iniziò ad essere attratto dal mondo gay: “Adoravo l’idea di questi locali e di queste persone, nonché il fatto che tutto ciò che li circondava fosse qualcosa di cui nessuno sapeva nulla… Così mi attirava follemente, un altro mondo in vui volevo realmente entrare”.

Per noi resterà un Camaleonte arcobaleno dalla sessualità fluida e sfuggente, l’artefice della rivoluzione musicale che fece arrivare il glam rock, quell’ambiguità seventies che sarebbe approdata al gender quarant’anni dopo: come dimenticare l’alieno pregender con ombretto ceruleo di Life on Mars? (sul retro c’era The Man Who Sold The World). Una sorta di profeta pre-borghese pittato come una segretaria servizievole, massimo scandalo per l’epoca, ma anche creatura punk davvero di un altro universo, che ispirò un’intera generazione di artisti.

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Ed Ecco Ziggy Stardust, una creatura mai vista che poteva essere uno degli ospiti from Transexual Transylvania del Rocky Horror Picture Show, e il successo mondiale. Poi divenne pirata (Diamond Dogs), il borghesissimo Duca Bianco, cambiando pelle mille volte – negli anni ’80, paradossalmente, il suo look era quasi composto! – per poi farci venire i brividi in The Stars Are Out Tonight in cui sua moglie è Tilda Swinton e dove un suo clone è una modella transessuale, Andreja Pejic.

Al cinema è stato l’alieno di un altro pianeta in Un uomo che cadde sulla Terra di Nicolaes Roeg, il vampiro gender del bisex Miriam si sveglia a mezzanotte, Furyo, e una ventina di altri personaggi, tutti magneticamenti seducenti e sfuggenti. E poi quegli occhi, per un’eterocromia: uno azzurro e l’altro verde/marrone, “your eyes”, come dice in Blackstar?

Se ne va un titano.

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