ALLA RICERCA DEL CANTANTE GAYO

Mariella Nava? Grignani? Mah! Tra un gelato al gusto di Pippo Baudo e il miraggio di Patty Pravo, la nostra inviata a Sanremo blocca i 78 bit che fanno i dj in una nota discoteca gay

SANREMO. Sapete cosa va per la maggiore qui a Sanremo?

Il gelato al gusto di Pippo Baudo. Gli ingredienti sono latte, zucchero, pan di Spagna inzuppato nell’alkermes, un sapore, mi dicono, simile alla ciambella dolce. I fans che attendono i cantanti davanti all’Ariston si confortano gustando il cono e io osservo divertita il buffo e variegato panorama umano con ragazzine che chiedono autografi a tutti, compresi i vigili urbani.

Io volevo trovare lei, la Patty, l’ho attesa, pensata, cercata. Si è rivelata elegantissima e lunare nell’esibizione serale, donna-gioiello griffata Cavalli, folle e un po’ strega, semplicemente splendida. Difficile avvicinarla, molto. Dopo una inutile attesa davanti al teatro sono andata a cercarla al suo albergo, il Londra, dove stanno quasi tutti i big. Spero di vederla scendere con la sua grazia stralunata e folle, leggo le notizie ufficiali sul suo album di prossima uscita, RADIO STATION, sull’opuscolo che circola in sala stampa: ”Se facessimo scorrere velocemente il sintonizzatore della radio, frammenti incontrollati di suono entrerebbero nel nostro mondo emotivo. Salti di frequenza con suoni dolci, duri, cupi, rassegnati si alternerebbero a quelli classici e spirituali. Altre volte tetraggini, profondità e pulsioni si affaccerebbero con prepotenza…. Flash di luce che la ripropongono come la Dorian Gray della musica internazionale… è come se facesse brillare tutte le sfaccettature di un diamante”. Belle parole ma di lei nessuna traccia, solo gruppi di fan assatanati, che non temono la pioggia, molto casino, fotografi e operatori in subbuglio.

L’esibizione delle Lollipop mi ha messo qualche fremito e un’ideuccia, ma dopo avere di nuovo domandato a un gruppo di ragazze se le Lollipop sono lesbiche ed essere stata nuovamente mandata al diavolo, faccio due chiacchiere con un gruppo simpatico, che fa parte delle nuove proposte, i 78 BIT. Si esibiranno stasera con la canzone FOTOGRAFIA, si chiamano Pepe, Giaga, Mappa e Mario B. Parlo con Pepe, il più disinvolto e smaliziato, capelli lunghi, grazioso. Mi dice che vengono da Riccione, riconosce il mio accento famigliare, e aggiunge che sia lui che Giaga fanno i dj nella famosa discoteca gay Classic e che conoscono Grillini. Fantastico, penso io, sono quelli che cercavo, mi metto comoda e incalzo chiedendo qual è il loro rapporto col mondo gay e quanti gay non dichiarati o con paura di dichiararsi conoscono nel mondo musicale. E’ sempre Pepe che risponde.

-Guarda, io al Classic faccio il dj ma non frequenterei questo tipo di locali se non fosse per lavoro.(ehi ragazzi, siamo al massimo dell’ipocrisia, sembrano le letterine che venderebbero la mamma per sfondare ma dichiarano tutte di sognare solo “una famiglia e tanti tanti bambini”) Comunque ho moltissimi amici gay, li trovo più sinceri, (adesso dirà autentici e creativi), se una sera lavori male te lo dicono e io questo lo apprezzo, non ti giudicano superficialmente dopo averti ascoltato una sola volta, abbiamo un bellissimo rapporto. Nel mondo musicale conosco dei gay che ammettono di esserlo, magari non pubblicamente ma insomma, si sa, e altri che ancora non lo ammettono ma è solo questione di tempo e di circostanze, sai, già avere degli ostacoli in famiglia è un problema, almeno così mi dicono.(non è che lo sa per esperienza?)

-Dai, fammi qualche nome.

-No, ti prego, non faccio nomi, tra l’altro adesso non mi vengono in mente, non mi sento di dare del gay a nessuno, se non a Mappa (e indica l’altro componente del gruppo seduto vicino a lui)

-Ma così, per fare un po’ di pettegolezzo, Oscar Wilde diceva che è un’arte sublime. Per esempio cosa mi dite di Mariella Nava, o di Grignani?

– (Si guardano un po’ imbarazzati) No..guarda, magari se vieni tra un mese ti dico quello è gay, lo so per certo, quell’altra è lesbica, adesso non me la sento davvero di espormi. Parliamo della canzone.

-Parliamone

-Noi ci conosciamo da quando eravamo bambini e suoniamo un POP a 360 gradi. La canzone, FOTOGRAFIA, è un pezzo carico, che fa riflettere, a proposito il testo uscito su Sorrisi e Canzoni è sbagliato, in realtà è più forte e più completo.

-Cosa vi aspettate dalla vostra esibizione sanremese?

– Che il pezzo piaccia e che piacciamo anche noi, veri romagnoli schietti. L’8 marzo esce un mini CD che contiene 8 canzoni e costa poco più di un singolo, dal titolo CONTRO LA NOIA, il nostro stile di vita, in un certo senso. Poi a fine marzo uscirà l’album intero dallo stesso titolo.

Il loro addetto stampa mi dice di sbrigarmi che hanno un altro impegno con una tivù. Allora mi siedo in un angolo sperando di vedere magicamente comparire Patty Pravo, magari discendere la scala, lei così piccola e minuta, come una Wanda Osiris contemporanea e aliena. Invece passa una splendida ragazza di colore, con una minigonna ascellare, tacchi altissimi, notevole. La guardo con compiacimento e vedo che la guarda anche l’addetto stampa dei 78 Bit, io dico ”Caspita”. Lui mi sorride e dice: “Io con una così mi metto subito fuori gioco… forse tu invece hai più chance.”

Per un attimo non capisco poi faccio mente locale e mi viene da ridere. Essendo l’inviata di gay.it, il mio “caspita” era la naturale dimostrazione del mio essere lesbica. Ripenso alle coraggiose dichiarazioni di Ivan Cattaneo a gay.it, e penso che oltre a tanta ipocrisia è un mondo che non conosce le fluttuazioni dell’identità sessuale, che vive di preconcetti. Ma siamo a Sanremo, cosa si può mai pretendere?

di Francesca Mazzucato – da Sanremo