Bloom, la canzone di Troye Sivan sul… bottoming

L’azzardo della popstar australiana, che canta un argomento tabù.

Dopo le speculazioni partite sui social è stato lo stesso cantante ad ammetterlo: ormai Troye Sivan sta diventando grande.

Da tempo gay dichiarato, Troye Sivan ha fatto un ulteriore strappo con la sua immagine adolescienziale, una necessità per chi si affaccia precocemente alla notorietà. Un po’ come fece ai tempi Justin Bieber, ma senza dickpics (per ora) e botte ai reporter.

Negli ultimi mesi la popstar 22enne ha infilato una serie di mosse sempre più esplicite e ammiccanti: dal video di “Heaven” in cui bacia il corpo nudo del fidanzato, il modello Jacob Bixenman, all’evocazione dei cruising nella sua hit forse più conosciuta in Italia, “My My My!”, con la partecipazione del pornostar Justin Brody.

troye sivan heaven jacon bixenman

Ora invece siamo a una canzone sulla prima volta come passivo. Il singolo “incriminato” si chiama Bloom, che parla appunto della fioritura di un “giardino segreto” in cui anche i fan più distratti hanno subito colto ben altri antri che si schiudono. E che alla fine come lo stesso Sivan ha ammesso, parla di bottoming.

“Perché è vero baby/ L’ho tenuto per te, baby/ Ho bisogno che tu mi avvisi appena prima che inizi/ Promettimi che mi terrai per mano se mi spaventerò/ Potrei chiederti di prendermi un secondo, baby, di rallentare”.

Esibizionista quanto basta, dobbiamo però dargliene atto: non è semplice, nemmeno per un artista apertamente gay, ricamare sull’argomento. Anche perché persino nella comunità LGBTI esiste una discriminazione machista che a volte colpisce chi è passivo, vero o presunto.

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Quindi se la crescita del giovane cantante australiano ci regalerà non solo qualche centimetro di pelle, ben gradito, in più ma anche qualche tabù e pregiudizio in meno, non avremo guadagnato solo una nuova popstar dal taglio sexy.