Carmen Masola: “Gli omofobi li appenderei per le palle!”

Così la vincitrice di Italia’s got Talent a Gay.it alla vigilia dell’uscita di “Vissi d’arte” suo album di debutto: “Anch’io sono stata discriminata per e trattata come una diversa per il mio fisico”

Milano – Abbiamo incontrato Carmen Masola che dopo la vittoria del talen show di Canale 5 corona definitivamente un sogno coltivato in anni e anni di studio con l’uscita del suo primo album. Vissi d’arte, questo il titolo del cd pubblicato da Sony, contiene alcune famose arie d’opera e brani classici popolari arrangiati per lei da Celso Valli ed è in tutti i negozi dal 29 giugno.

Carmen, hai una voce bellissima e un gran talento, come mai non eri ancora riuscita ad emergere prima di Italia’s got talent e cosa facevi prima di arrivare alla popolarità?

Ho avuto tante porte chiuse in faccia. Nel frattempo ho fatto molta gavetta nei teatri e anche i lavori più strani dall’assistenza agli anziani, allo scaricare le casse di frutta al mercato, la promoter nei supermercati e ho gestito un’edicola.

Com’è cambiata la tua vita adesso?

Ho acquistato molta sicurezza. Prima quando salivo su un palco avevo un atteggiamento del tipo: “Scusatemi se canto”. Adesso non più.

Come ti è nata la passione per il bel canto?

In casa mia si è sempre ascoltata molta musica lirica e classica, ma anche i Beatles e il pop e il rock fino all’heavy metal che mi rilassa molto, come i film dell’orrore.

Hai parlato di tante porte chiuse, quali ad esempio?

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Ho chiesto audizioni a moltissimi teatri e nessuno mai mi ha nemmeno risposto. L’unico a rispondermi è stato il Metropolitan di New York dicendo che poiché non ero presentata da nessuno di famoso non avevano tempo per ascoltarmi. L’ambiente della lirica è molto chiuso.

Hai avuto qualche riscontro da parte del mondo della lirica dopo questo tuo exploit e chi sono i tuoi idoli in questo campo?

Non ho avuto nessun riscontro. Il mio ideale è Oren, lui non dirige, fa cantare l’orchestra. Mio mito assoluto tra le cantanti Monserrat Caballè.

La Caballè fece un’incursione nel pop rock con Freddy Mercury, tu con chi faresti un esperimento del genere?

In Italia se potessi – e se ci riuscissi perché morirei dall’emozione – con Renato Zero, lo adoro, sono una sorcina sfegatata, ho tutti i suoi cd e visto tutti i concerti ma non l’ho mai incontrato.

Callas o Tebaldi?

Tebaldi.

Un pensiero sugli episodi di violenza e di omofobia che hanno macchiato il nostro paese nel corso dell’ultimo anno?

Io – se si può dire – li appenderei tutti per le palle questi violenti, razzisti e omofobi. I miei migliori amici sono gay, a differenza degli etero mi hanno aiutata senza mai chiedere niente in cambio.

Tu sei mai stata discriminata per il tuo peso?

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Ho subito tantissime discriminazioni per il mio fisico. Una volta dopo avermi vista mi hanno annullato un concerto, ero troppo grassa. Ogni volta è stato un grande dolore, pensavo di smettere di cantare ma non ho mollato mai.

Hai mai provato a dimagrire?

Certo, ho anche perso 25 kili nell’ultimo anno, ma il mio è un problema di natura ormonale quindi ci devo convivere. Sono nata di 6 kg con cesareo ed ero già 100 kg alle medie, però facevo arti marziali ed ero molto agile. Le arti marziali mi hanno insegnato la disciplina e ad affrontare la vita in maniera diversa.

Ti hanno citata come la Susan Boyle italiana.

Non mi riconosco in lei. È vero entrambe non siamo belle, anzi direi un po’ bruttine, ma io a differenza di lei, che comunque ha una bella voce, ho studiato canto una vita.

Nell’ultima puntata del talent show hai detto di essere innamorata di una persona con cui avevi al momento soltanto una profonda amicizia. È successo qualcosa?

Siamo ancora legati da una profonda amicizia, che coinvolge molto i sentimenti.

Lui non sarà mica gay?

No, lui no. È uno dei pochi amici che non lo è, il problema è che viviamo lontani.

Tu vivi ancora in un paesino in provincia di Novara, pensi di trasferirti?

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Per adesso vivo ancora là e faccio avanti e indietro. Il mio sogno è comprarmi un camper per poter girare e vivere con tutti i miei gatti e i miei pelouche.

di Francesco Belais