DISCO DIVE DE LUXE

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Succulente riedizioni di due mitici album di Donna Summer e Diana Ross, da ascoltare adesso come mai prima, remixati e con tracce addizionali per collezionisti.

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Universal Music prosegue nella sua interessante politica di riproposta di album di artisti famosi in edizione De Luxe, ovvero doppio CD contenente l’originale più un secondo disco con versioni alternative dei brani o chicche inedite per collezionisti. Da qualche settimana sono disponibili due album usciti a cavallo degli anni ’70 e ’80, due gioielli dance ancora oggi tutti da ascoltare con piacere.

Bad girls” (Mercury-Universal) uscì come doppio album in vinile nel 1979 per l’etichetta Casablanca Records. Donna Summer era esplosa due anni prima con l’ipnotico I feel love ma certamente Bad Girls costituì il vertice della sua produzione discografica. Seduti dietro il bancone del mixer c’erano Giorgio Moroder e Pete Bellotte, con la cantante coautrice di molti dei brani e proposta in modo dissacratorio e divertente in copertina, in attesa di clienti sotto il classico lampione.

L’album parla chiaramente di sesso sin dalla sua esplosiva apertura con Hot stuff, brano che ha avuto una seconda giovinezza pochi anni fa grazie alla colonna sonora del film “Full Monty”. Subito dopo, senza soluzione di continuità, arrivano i fischietti del brano che dà il titolo all’intero album e poi a ancora tutti gli altri brani, tra i quali citiamo almeno Journey to the centre of the heart e Walk away.

La grande abilità tecnica del duo Moroder/Bellotte si combina perfettamente con i trascinanti arrangiamenti di Harold Faltermeyer (“Top gun”) che uniscono i canoni disco con influenze pop, rhythm and blues e persino qualche tocco country. Nel vinile la terza facciata era dedicati a brani lenti, tra cui On my honour e There will always be a you. A 24 anni di distanza ritroviamo su un solo CD l’intero doppio album, opportunamente rimasterizzato, ma questa riedizione contiene anche un secondo CD con materiale aggiuntivo assolutamente imperdibile per tutti coloro che ancora apprezzano muovere le gambe alle note di questa euro dance d’annata combinata ad una bellissima voce nera d’America. Bad girls viene proposta sia nella versione provvisoria della Demo version, sia nella impedibile versione estesa 12″ version (i cosiddetti Disco Mix del tempo, usati dai DJ) inedita su CD. Versioni estese anche per Walk away, Dim all the lights e Hot stuff, quest’ultima con lo splendido assolo rock di chitarra di Jeff Baxter (membro degli Steely Dan). Ma c’e’ di più: versioni extended anche per brani estratti da altri album tra cui I feel love, Last dance, On the radio ed il duetto con Barbra Streisand No more tears. Ciliegina sulla torta la assolutamente indispensabile Mac Arthur Park Suite, 17 minuti e mezzo nei quali le doti vocali di Donna Summer hanno tutto il tempo di farsi apprezzare a dovere. Originariamente il brano era la facciata uno di Live and More.

Nata a Boston nel 1949 (vero nome LaDonna Andre Gaines) Donna Summer ha avuto una cattiva pubblicità presso il pubblico gay a causa di una sua presunta dichiarazione sull’Aids come giusta punizione divina. Le sue smentite in proposito sono state numerose e ripetute ma la chiacchiera ha continuato a circolare. Nel 1991 un giornale di New York ha però anche dovuto pagarle una bella cifra per aver ancora una volta riportato la notizia in una sua rubrica di gossip. La cantante ha da allora partecipato molte volte a raccolte di fondi per la lotta all’Aids. Forse e’ arrivata l’ora di lasciarsi alle spalle la vicenda e mettere la cosa a tacere una volta per tutte, e riascoltarla al suo meglio in versione estesa e da… cattiva ragazza.

Verso la fine del 1979 anche un’altra splendida voce nera tornava in sala d’incisione e per il suo nuovo album (l’ultimo che per qualche anno avrebbe inciso per la mitica etichetta Motown): Diana Ross si rivolse alla premiata ditta degli Chic, ovvero agli autori e produttori Nile Rodgers e Bernard Edwards. In precedenza la Ross era stata una Dorothy nera nell’aggiornamento de Il mago di Oz intitolato The wiz, Billie Holiday in The lady sings the blues e aveva posato come Josephine Baker. Era tempo di un cambio di immagine, nonché di stile musicale: ci voleva una svolta radicale che dimostrasse le sua completa libertà dai dettami della nota etichetta di Detroit che l’aveva lanciata ai tempi delle Supremes.

Il risultato fu “Diana” (Motown-Universal), ritmata apoteosi disco-funk e celebrazione di gaiezza, uguaglianza, negritudine, sensualità nonché voglia di divertirsi. L’album uscì nel 1980 e fu subito un successo mondiale, trascinato ai vertici delle classifiche da brani come Upside down e dal molto gay-friendly I’m coming out. Tuttavia e’ interessante sapere che durante le registrazioni ci furono vari attriti tra l’artista (che voleva esaltata la sua presenza vocale) ed il duo creativo e produttivo (che invece puntava a riconfermare l’efficacia dello Chic-sound) e la realizzazione non fu affatto semplice.

Oggi in questo CD ci sono ben due versioni dello stesso album. La prima e’ quella che conoscevamo, remixata allora in extremis dall’ingegnere del suono Russ Terrana per volere di una insoddisfatta Ross e qui rimasterizzata per l’occasione. La seconda e’ la prima versione che Rodgers e Edwards avevano approntato alla loro maniera e che non uscì mai perché, evidentemente, non soddisfaceva pienamente né la star né la Motown. Adesso possiamo ascoltarle entrambe sullo stesso supporto e scegliere i brani nelle versioni che ci piacciono di più, più sofisticati ed eleganti nella versione che uscì a suo tempo ed invece più risoluti e aggressivi nella versione che non fu mai stampata, si veda ad esempio l’uso della chitarra di Rodgers in Upside down (il chitarrista veniva pur sempre da un passato jazz rock). E’ probabile che l’effetto nostalgia qui possa intervenire nella scelta delle versioni preferite ma e’ comunque interessante ascoltare i vari brani in versioni diverse.

Nel secondo disco invece c’e’ tutta una serie di remix, versioni inediti e rarità di quello stesso periodo della carriera della cantante, tra cui una versione alternativa ed estesa di Love hangover, tratta dall’album Monster del 1976 e remix vari del precedente album della Ross, The Boss, il tutto prodotto non certo da novellini (Ashford & Simpson, E. e B. Holland, ecc.). Anche qui c’e’ una ciliegina sulla torta, ovvero un trascinante medley supermix degli hit delle Supremes in versione disco.

Diana Ross (vero nome Diane) e’ nata a Detroit nel 1944 e fece parte prima delle Primettes e poi delle Supremes per iniziare poi dal 1970 una brillante carriera solista. Dispiace vederla oggi uscire ed entrare dalle cliniche per disintossicarsi ma la riedizione De Luxe di questo suo classico da ballo ci permette di riascoltarla al top della forma ed esercitare un esercizio di memoria musicale che e’ anche un piccolo viaggio nel tempo.

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