E’ FINITA LA SITUESCION

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Si chiude tristemente il carrozzone del Festival di Sanremo. Vince Alexia, a Giuni Russo il premio della critica. Unica nota divertente della serata finale, il tormentone inventato dalla...

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SANREMO – E’ finita. Chi sperava vincesse Giuni Russo, che pare sia la più amata dai gay che hanno seguito il Festival, è rimasto deluso. Il carrozzone di Sanremo si è arrestato con le solite premiazioni previste, (chi non avrebbe giurato che avrebbe vinto Alexia?) e le polemiche stanche. L’unica nota originale della serata finale l’hanno creata quelli della Gialappa’s che, in combutta con Sergio Cammariere, hanno organizzato alle spalle di Pippo il tormentone di “situescion”. ^fIspirati dal cantautore calabrese (meritatamente classificatosi terzo), che la usa spesso e a sproposito, i ragazzacci della TV hanno pensato di chiedere a tutti i cantanti di infilare nella loro apparizione sul palco dell’Ariston anche la parola “situescion”. Così c’è stato chi ha finto una prova microfono “sa, sa, situescion…” chi l’ha detto subito prima di esibirsi, chi all’interno del discorso.
E’ vero: orami siamo attaccati a sciocchezze come queste per riuscire a trovare interesse in una kermesse che ha perso molto del suo smalto. Deprime anche che i frequentatori del Festival siano così cinici e mentalmente poco aperti, da fischiare e insultare i gay e le trans che sabato hanno protestato davanti all’Ariston. “Voi ci fischiate, ma ricordate che anche vostro figlio potrebbe essere transessuale”: gli esponenti del mondo glbt hanno cercato di far riflettere gli spettatori presenti, ai quali però, interessava soltanto riuscire a vedere da vicino uno dei “big” approdati nella cittadina ligure. La notorietà dell’attimo è forse l’unico impegno politico dell’italiano medio?

Comunque, la piccola rivincita ce l’abbiamo avuta con il Mago Forest, che è riuscito a schioccare a Pippo Baudo un bel bacio (scandalo: bacio gay a Sanremo!). Una piccola performance che ci riscatta da quella assolutamente “femminista” del comico toscano Giorgio Panariello, penalizzata peraltro da una gaffe del regista Gino Landi che ha inquadrato il gobbo nel bel mezzo dell’intervento. Panariello ha giocato molto sui riferimenti sessuali e ha poi attaccato pesantemente il mondo dell’editoria e della televisione, che sfrutta a suo piacimento l’immagine femminile.
“Pippo non mi toccare per l’amor di Dio – ha ironizzato il comico – Né per scherzo né per burla accanto a Panariello non ci vogliamo nulla. L’altro anno chi ti toccava davanti, chi di dietro. Quest’anno pomiciate. Ma poi dico, hai avuto Carla Bruni e Sharon Stone e ti vai a pomiciare la Littizzetto. Hai trasformato il festival in Sodoma e Gomorra”.
Non vengono risparmiati nemmeno i vertici della televisione di Stato: “Pare che Del Noce e Saccà abbiamo preso a Sanremo una matrimoniale. Qui non si sa per quale motivo, ma c’è un’atmosfera troppo libidinosa”. Sull’esclusione della Bugatty dal Dopofestival: “E’ stato il transessuale a dire: ‘ma cosa ci vengo a fare qui? E’ un’atmosfera troppo pesante per me'”.
Deprimente.

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