E’ IL DJ CHE COMANDA!

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Per il White Party, arrivano a Miami il 24 novembre migliaia di gay e lesbiche da tutto il mondo. Chris Wren suonerà per loro. Lo abbiamo intervistato. "La...

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PISA – Cosa fa di un party un party di successo? Ok, c’è l’ambiente, la gente, l’atmosfera… ma quello che più di tutti “pesa” nella riuscita di una serata, è la musica. Vale a dire, il DJ.
Esiste un evento che raccoglie alcuni dei DJ più bravi di tutto il mondo, in una settimana colma di party da non perdere. Questo evento è il “White Party” di Miami, che si terrà dal 24 al 29 novembre in Florida (affrettatevi, le prenotazioni sono ancora aperte…), sei notti di follie e divertimento per una nobile causa, la lotta all’AIDS. Queste serate sono animate da DJ di fama internazionale, la maggior parte dei quali oltre a essere capaci di far ballar e migliaia di persone per ore, sono anche dei bellissimi ragazzi.

E’ il caso di Chris Wren: residente a Los Angeles, segno zodiacale Bilancia, Chris ha suonato nei migliori club degli States, e per il White Party sarà il protagonista di 20 ore di musica allo State di Miami, dalle 22 di lunedì 29 novembre alle 17 del giorno successivo.
Per capire cosa accade realmente al White Party, abbiamo chiesto a Chris Wren di rispondere ad alcune nostre domande.
Ciao Chris, conosci la scena europea?
Non ho ancora suonato in Europa, ma sono da molto tempo un grande fan della scena europea. Ci sono dei club e delle feste strepitose qui negli USA, ma in Europa l’ambiente delle discoteche è quasi magico. A volte negli Stati Uniti, ci dimentichiamo che ci sia tutto un altro mondo che ascolta musica diversa da quella che ascoltiamo noi. E’ per questo che persino gli eventi più grandi degli USA prima ottengono successo in Europa. Penso che in generale lo stile della musica elettronica è accolto meglio in Europa e viene anche presentato sulle radio europee, così nei club puoi rischiare di più musicalmente, e dal momento che la gente vuole sentire cose nuove, l’energia è sorprendente.

E’ la tua prima volta al White Party?
Sì, è la prima volta che suono al White Party. Sono stato alla festa nel 2000 per la prima volta. Penso che sia il ballo di beneficenza più fenomenale al mondo. Care Resource, l’associazione di beneficenza che organizza la settimana dell’evento, è una organizzazione magnifica che lavora duramente per prendersi cura e per educare le persone del sud della Florida su HIV e altre malattie. Quando sei al party, sembra che ci sia una sensazione condivisa da tutti che la ragione per cui la settimana viene organizzata è di aiutare le persone che ne hanno bisogno. Anche se sei a un party, il focus è sulla beneficenza. Care Resource ha un’ottima reputazione, per questo attira i migliori DJ del circuito, ma penso anche che si stiano espandendo, perché il circuito sta diventando sempre più aperto a un pubblico misto.
Ecco, parlaci di quello che avviene al Party.

L’evento più sconvolgente è il vero “White Party“, che si tiene sabato notte al Vizcaya, una splendida villa storica. Tutti sono vestiti di bianco, e tu ti trovi in questo edificio circondato da storia e opulenza. Tutti sono in uno stato d’animo magnifico, c’è cibo e champagne, e performance dal vivo di alcune delle più eccitanti star della musica dance come Deborah Cox o Kristine W.
Dopo il Vizcaya, la maggior parte della gente esce per andare negli altri eventi previsti per la sera.
Perché mi apre di capire che il calendario è pieno di eventi…
Hanno messo su un calendario davvero sconvolgente quest’anno, in alcuni dei migliori locali di tutti gli Stati Uniti: Crobar, Mansion, Space. Ci puoi incontrare tantissima gente da tutte le parti del mondo in questa settimana, e cominci a riconoscere delle facce quando sei alla spiaggia o in palestra o al bar. E’ la cosa più bella di una settimana come questa, perché a volte finisci per conoscere delle persone con cui stringi davvero una bella amicizia, anche se magari abitano lontanissimo. E’ per questo che lo facciamo, no? “Music brings the people together!”

Domandina: cos’è la musica per te?
Io ho studiato come pianista e compositore classico, perciò la musica conta molto per me. La musica ti trasporta davvero nella testa del compositore, e può farti sentire o fare ciò che lui vuole. Come DJ, quando suoni dal vivo, non stai componendo musica, ma mettendo insieme dei pezzi. Come mettere insieme un puzzle in cui ciascun pezzo singolo ha una sua forma. Allo steso modo cominci a mettere insieme i pezzi per sistemarli dove loro ti permettono di essere messi. Vuoi farli impazzire sulla pista da ballo, o vuoi che si concentrino sulla loro mente, oppure vuoi che si siedano nei divani e comincino a chiacchierare? Puoi fare quello che vuoi nel tempo che sei in consolle. Il mio stile si è sviluppato portando il mio pubblico in posti nuovi e diversi. Ho scoperto che la gente ti segue quasi ovunque se li conduci con passione ed entusiasmo attraverso la musica che suoni. Io adoro la musica, ogni tipo di musica. Lavoro molto per trovare e creare nuovi brani eccitanti che siano fuori del “già sentito”, e rendano unico il mio suono. Se suonassi come tutti gli altri, non ci sarebbe ragione di uscire a sentirmi suonare.

C’è differenza tra locali gay e locali etero?
Io ho cominciato a suonare in locali “etero” (ma io preferisco chiamarli “di massa”), e ho suonato in alcuni dei migliori, come Spundae e Club Rubber. Senza dubbio c’è una differenza. Purtroppo, mi sembra che la scena della musica dance gay sia finita dietro alla corrente di massa, ma penso che ora stia accelerando, perché la gente espande la propria consapevolezza musicale e permette ai DJ di prendersi dei rischi in più. Ho un sacco di amici gay che non vanno più nelle discoteche gay perché hanno scoperto quanto è magnifica la musica nei club di massa. Ad alcuni ragazzi gay piace che ci siano un sacco di parole e una grande diva che le canti, o i remix pop stile Britney Spears o Christina Aguilera che sono riconoscibili e familiari. Possono essere divertenti, naturalmente, ma non sempre hanno la profondità o l’anima o l’emozione che può offrire la house music, né hanno quel tocco di “nuovo” e di “mai provato” che rende andare a ballare una esperienza unica e speciale. Puoi ascoltare un sacco di brani cantati anche nei club di massa, ma le voci sono più intrecciate alla musica, non ci si siedono sopra. Il tutto diventa più organico, almeno per me.

E per te, che differenza c’è tra suonare per i gay o suonare per gli etero?
Mi piace suonare per ogni tipo di pubblico. L’ho fatto un sacco di volte e ancora, ogni volta, mi eccita come se fosse la prima. E sapere che le persone vengono per sentirmi suonare, per me è un gran privilegio. Mi piace suonare nei posti gay perché mi sembra in qualche modo di suonare per la “mia gente”, ma spero che prosegua la tendenza che la gente, gay, bi, lesbiche, etero o cos’altro, vengano tutte insieme per stare insieme e condividere un’esperienza. La sensazione che avevo sulla pista è quella che ora mi guida quando sono in consolle. Guardo fuori la gente quando suono e vedo facce di amici, anche se sono perfetti sconosciuti.
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