E LA CHAMERANNO ESTATE

Musica sofisticata, colonna sonora della stagione che verrà. Ecco i dischi da non perdere. Per feste d’amore, per sconfinare nella poesia, alla ricerca di sentimento e bellezza.

Tu non vuoi ballare. Tu vuoi avere la musica più bella del momento, un po’ dance ma non disco. Vuoi metterla su per la festa sul terrazzo, in giardino o in macchina con la persona più speciale del mondo, per farla sentire agli amici (per far la gara a chi è più avanti), o forse solo mentre friggere due uova, la sera, con eleganza.

Ecco i dischi per te, i più belli della primavera (è musica di ricerca, se non li trovi nel negozio import più fornito in città cerca come acquistarli via web! www.othermusic.com – www.amazon.com)

Charles Webster
^SBorn On The 24th Of July^s

Un artista con un’ispirazione che non sembra non trovare mai fine, ci fa pervenire una raccolta di canzoni difficilmente definibili secondo gli standard tradizionali, e lasciano a bocca aperta per equilibrio e capacità evocativa. E’ l’album da solista di Webster, che conosciamo già come leader di uno dei gruppi dance più sofisticati del mondo, i Presence.

DJ di fama intercontinentale (da Nottingham a San Francisco) in questo disco melanconico abbandona il deep beat per lavorare nei territori del soul, del R&B, della ricerca musicale più avanzata (Ultramarine, i primi Massive Attack, This Mortal Coil ma anche tutto il soul classico).

In sua compagnia Sara Jay, vocalist dei Massive Attack o Steve Edwards (già al lavoro con Cassius, Basement Jaxx, Finlay Quay ).

Charles (foto) spinge davvero "into the groove", alla ricerca di un sentimento e una verità che è voglia di bellezza, con l’incanto e la poesia che stanno dietro la dance-music più bella.

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La miscela è imbattibile, se piace il genere intimismo inesorabile. Il mondo visto da un uomo che si guarda dentro il giorno della sua nascita (appunto, il 24 luglio del titolo).

Herbert
^SSecondhand Sounds^s

Herbert è uno degli attori più interessanti della scena musicale attuale, e in questo doppio CD a prezzo speciale raccoglie il meglio dei brani che ha composto + quelli prodotti e remixati per Moloko (oh!), Motorbass, i Presence (di Charles Webster, di cui sopra) , Serge Gainsourg (da un’incantevole raccolta/tributo "I love Serge") e altri.

Il punto magico è che ascoltando non capisci quello che Herbert aggiunge e quel che crea, in un dialogo con l’autore originale del brano che sconfina nella poesia. Nel caso di Matthew Herbert il risultato è ritmato, flirta anche con la drum’n’base. E’ un musicista cui diciamo volentieri: avanti, continua così che le orecchie non si stancano.

Back to Mine
^SMJ Cole^s

Disco veramente favolooooso, da una collana che lo è ancora di più: la raccolta di MJ Cole per la serie Back to Mine.

La ricetta Back to Mine è semplice: si chiede a un famoso musicista / remixatore (ormai le due cose si equivalgono) una raccolta dei brani che l’hanno formato e lui/lei considera seminali, cruciali per la propria formazione. Questo di MJ Cole va dal reggae (il meraviglioso "Civilized Reggae" di Burning Spear o il brano degli Outkast, ad esempio) fino al rhythm’n’blues alle sonorità che hanno preparato il terreno e dato ispirazione al trip-hop.

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Era un esperimento già perfettamente riuscito qualche mese fa ad Everything But the Girl, che avevano messo insieme un cattedrale di suoni ispirati o quello di Groove Armada, da perdere la testa. www.dmcworld.com/backtomine

Oltre a Back to Mine, come collane simili per intenti e qualità di risultato c’è anche "AnotherLateNight", in cui hanno fatto un capitolo fondamentale i Fila Brazillia.

Zero7
^SSimple Things^s

Chiudiamo con un disco che non deve passare inosservato: "Simple Things" degli Zero7, uno dei più belli del 2001. Nel caso lo si fosse perso in prima uscita, è da qualche giorno tornato sugli scaffali in versione completamente remixata.

Nell’uno e l’altro caso, fornisce l’incantevole colonna sonora per feste d’amore sull’erba con baci infiniti e promesse eterne, preludio ad incontri ravvicinati non esattamente spirituali.

L’atmosfera incantata riprende il feeling "cuore in mano" tipo Marvin Gaye, il liquid jazz, le atmosfere sospese nel tempo di film come "il Giardino delle Vergini Suicide" (sperando che nel vostro giardino non si suicidi nessuno… e che non ci siano vergini!).

"In the Waiting Line" eseguita da Sophie Barker potrebbe essere la canzone per l’ascensore che porta in Paradiso, insieme a "Distractions" dall’ispiratissima Sia Furler (che nome da travesta!).