Elton John è ancora un Rocket Man

Elton John a Lucca, unica tappa italiana della sua tournee estiva europea. Un concerto di nuove canzoni ma soprattutto di evergreen del più famoso cantautore apertamente gay del mondo.

LUCCA – Elton John è tornato ad esibirsi in concerto in Italia e lo ha fatto ieri sera in una gremitissima Piazza Napoleone, nell’ambito del Summer Festival 2007 di Lucca. Si è trattato della sua terza apparizione nell’arco di dieci anni nella città toscana, una data inserita in un tour europeo che è partito all’inizio di giugno in Germania e lo ha portato finora a esibirsi finora in Ucraina, Svezia, Norvegia, Spagna, Belgio e Irlanda. Nonostante gli impegni Sir Elton ha anche trovato il tempo per non mancare al concerto in memoria di Lady D, che i figli hanno organizzato a Londra domenica 1 luglio e che è stato trasmesso in diretta in televisione (in Italia su Sky).

Il concerto di ieri è iniziato puntualissimo alle 21.30, mentre ancora una buona fetta di pubblico doveva trovare il proprio posto a sedere. Le dimensioni non esagerate di Piazza Napoleone hanno permesso di avere una visione decente anche da chi non aveva i posti nelle primissime file. A facilitare la visione due schermi ai lati del palco, e alle spalle del banco mixer luci e suono un terzo schermo, che spesso si soffermava sui primi piani del cantante. Non si è trattato tuttavia, com’è stato scritto, del “Red Piano Show” che Elton riproporrà a Las Vegas in ottobre. Lo show, a cui ha contribuito il fotografo David LaChapelle, ha molti più effetti speciali e richiede un palco luci molto più sofisticato. A Lucca mancava anche il pianoforte rosso richiamato dal titolo, l’impianto luci era buono, non memorabile, ma non è certo mancata la buona musica.

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Seduto per tutto il tempo al pianoforte Elton è praticamente a casa. Propone qualcosa (“The Bridge”) dall’ultimo album “The Captain and the Kid”, uscito lo scorso anno, ma l’atmosfera si riscalda considerevolmente grazie a una splendida extended version di “Rocket man”, veramente trascinante. Da quel momento in poi arrivano molti dei memorabili brani composti da Reginald, tra cui “Daniel”, “Sacrifice”, “I Guess That’s Why They Call It The Blues”, “Sorry Seems To Be The Hardest Word”, “Something About The Way You Look Tonight”, “Sad Songs (Say So Much)” e l’immancabile “Candle In The Wind”. Verso la fine un tris di brani particolarmente coinvolgenti come “I’m Still Standing”, “Crocodile Rock” (col pubblico coinvolto nel La La La del refrain) e “Saturday Night’s Alright (For Fighting)”.

Firma di qualche autografo dal palco poi l’uscita di scena prima del paio di brani finali “Your song” e “Don’t Let The Sun Go Down On Me”. Il concerto è finito, i brani rimangono in mente ancora a lungo.