Enrico di Amici: “Se fossi gay lo direi senza vergogna”

Enrico Nigiotti si racconta a gay.it e dimostra di non essere soltanto bello, ma un ragazzo con molte cose da dire. Nei negozi il suo album d’esordio con collaborazioni di Elisa, Grignani e Tricarico

Abbiamo intervistato Enrico Nigiotti, il belloccio dell’ultima edizione di Amici, giovanissimo chitarrista e cantautore livornese (23 anni il prossimo giugno). Il suo mini album d’esordio, contenente sei canzoni, si intitola Enrico Nigiotti, è uscito lo scorso 26 marzo e vanta la collaborazione di nomi illustri come Elisa, Gianluca Grignani e Tricarico. La sua personalità musicale sposa il sound blues con la tradizione cantautorale italiana. Grazie anche al suo aspetto e al suo carattere solare, è già un idolo delle ragazzine (e dei gay) e sta riscuotendo molto successo nei vari show case promozionali in giro per l’Italia. Lui però resta un ragazzo semplice, coi piedi per terra, la voglia di crescere artisticamente e anche cose interessanti da dire.

Come è cominciata la tua passione per la musica?

Dai sei ai dieci anni sono andato a lezione di pianoforte,ma ero un bambino troppo vivace per una signora di ottant’anni quale era la mia insegnante.  Alla fine fu proprio lei a suggerire a mia mamma che Mozart non mi calzava proprio. Ho iniziato così a suonare la chitarra. Per fortuna la mia famiglia mi ha sempre appoggiato. Lo sport non mi ha mai interessato più di tanto, la mia vera passione era la musica.

Come sei arrivato ad Amici?

È stata un po’ la mia voglia di riscatto a farmi arrivare là. Oggi le cose vanno così, se vuoi farti conoscere e poi fare qualcosa, devi passare attraverso la televisione e i reality. Inoltre quest’anno c’era anche la figura del cantautore, potevo presentare i miei pezzi e suonare la chitarra, oltre che cantare. Così ho scelto di andare ed è stata un’esperienza molto bella.

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Come lo vivi questo improvviso successo?

Sono agli inizi, devo ancora fare molta gavetta, lo vivo con molta tranquillità, con meno ansie possibile, con determinazione e speranza. Se mi montassi la testa ora – a parte che c’ho poco da montarmela – poi va a finire che la devo smontare e fa male.

 

Chi sono i tuoi artisti preferiti?

Sono tutti un po’ “antichi”: Tenco, Ivan Graziani, Finardi, Vecchioni. Cantautori di nicchia, direi. Spero di poter rifare alcuni dei loro pezzi, molti dei quali non sono conosciuti dai più, ma bellissimi. Poi adoro Jeff Buckley, con un disco soltanto si è conquistato l’immortalità. Se fosse rimasto tra noi avrebbe rivoluzionato la musica.

Abbiamo parlato di musica, ora parliamo un po’ dei cavoli tuoi. Ci stai ancora con Elena?

Sì anche se abbiamo litigato ieri sera e ora lei ha staccato il cellulare e non mi vuole sentire. Ma è colpa mia, faccio delle cazzate enormi. Poi siamo un po’ lontani.

Lei ha avuto un contratto di danza all’estero, tu avrai molti impegni promozionali in Italia, non sarà un po’ difficile portare avanti la vostra relazione?

Non sarà facile, ma ci stiamo provando, portando avanti le nostre scelte. E per ora ci stiamo riuscendo, a parte la litigata di ieri sera.

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Sai che tra i ragazzi di Amici sei uno dei preferiti dal pubblico gay maschile?

(Ride) Davvero?

Ti imbarazza la cosa?

No, figurati, mi fa solo piacere. È bello aver un consenso da parte di tutte le persone. Siamo tutti uguali, no?

Non è mai emerso pubblicamente, però sono sempre molti i gay tra i concorrenti di Amici…

Sì, è vero e io mi sono trovato benissimo con tutti.

In Italia, a differenza dell’estero, quasi nessun cantante gay si dichiara…

È vero, adesso anche Ricky Martin si è dichiarato.

Appunto, tu cosa ne pensi?

Uno non si deve vergognare di quello che è. Questa credo sia la cosa più importante, poi se vuole dirlo o meno sono anche fatti suoi e può andare bene. È sbagliato però il fatto di nascondersi perché ci si vergogna. Ed è pur vero che un cantante può aver paura a dirlo dal punto di visto discografico. Il problema è soprattutto nella cultura italiana, molto chiusa su tutto, anche sul tema delle droghe. Vedi quello che è successo a Morgan a Sanremo, gli hanno impedito di fare il festival e poi lo hanno chiamato in tutti gli altri programmi Rai. È un controsenso. Ci sono meccanismi strani, insomma, è comprensibile che soprattutto un giovane possa essere un po’ in difficoltà a gestirli.

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Credi che gli artisti abbiamo una piccola responsabilità nel ruolo di poter in qualche modo influenzare e cambiare la cultura?

John Lennon diceva che una canzone non cambia il mondo, ma una canzone cambia le persone e queste a loro volta cambieranno il mondo. Quindi sì. Solo che al giorno d’oggi si parla più di gossip, del fatto se uno sia gay o meno, con chi sta, se si è lasciato ecc. e la musica passa in secondo piano. Conta più la vita privata degli artisti che l’arte. Questo è un decadimento totale della cultura musicale italiana che vanta in passato un patrimonio incredibile: Tenco, De Andrè e altri mille.

Se tu fossi gay…

Lo direi senza problemi. Come non mi sono vergognato nel corso del programma a mostrare i miei sentimenti eterosessuali, non vedo perché non avrei dovuto dirlo…

di Francesco Belais