Enrico Papi: “Dicevano fossi gay, e allora?”

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"Andrò al Festival di Sanremo con Orietta Berti. Scusami Claudio: ma stavolta non potrai dirmi di no!"

enrico papi
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Enrico Papi ha sette vite come i gatti. Non è dato sapere quante ne abbia già vissute, ma quel che è certo è che anche quest’estate non ci lascerà soli. Infatti, dopo il successo ottenuto con il singolo d’esordio “Mooseca”, lo storico conduttore di Sarabanda, torna a farci ballare con “Un’estate Mentale”. “È una canzone che ci proietta nelle vacanze di chi resta in città, ma che con un visore da realtà virtuale sogna spiagge bianche, mari tropicali, feste e belle ragazze” mi racconta dall’altro lato della cornetta il cinquantatreenne Papi, e aggiunge: “È una canzone leggera, pop, che si rivolge ad un mondo che è sempre in cerca di un’altra realtà, con i piedi per terra, ma la testa in aria, nel web e sui social”.

Una cosa è certa: ci ha preso gusto a fare il cantante…

(ride, ndr) Sì. La verità è che essendomi andata così bene la prima volta, non potevo non riprovarci. Il successo di ‘Mooseca’ è stato una sorpresa per tutti e in questo nuovo singolo ho provato a mettermi dalla parte di tutte quelle persone che non vanno in vacanza e che, per motivi diversi, restano in città.

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L’estate può essere davvero uno stato mentale?

È la vita ad essere uno stato mentale! Se ci pensa, al di là delle capacità economiche, non c’è cosa più bella di viaggiare con la mente.

Lei lo fa spesso?

Sono un creativo, faccia un po’ lei…

Qualcuno, sui social, dopo aver ascoltato il suo nuovo singolo ha twittato: “ma Papi quando metterà la testa a posto?”

(ride, ndr) Mai!

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E a proposito di viaggi con la mente, è vero che sta pensando di proporre una canzone a Baglioni per il prossimo Festival di Sanremo?

Sì, nonostante la vergogna, stavolta lo farò. Mi dispiace perché Claudio è uno dei miei miti, ma questa volta proprio non posso non farlo. Anche lo scorso anno ero pronto a mandargli il mio inedito, ma poi vinse l’ansia da prestazione e rimasi a guardarlo dal mio divano.

Si parla di un duetto…

Sì: sogno di farlo con Orietta Berti, anche se lei è sempre super impegnata. 

Ma la Berti lo sa?

Lo scorso anno le feci ascoltare il brano e, a dirla tutta, mi sembrava piuttosto divertita. Ad ogni modo, in gara o fuori gara, che Baglioni lo voglia o meno, io arriverò all’Ariston. 

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Lei è un conduttore prestato alla musica o è la musica che, in qualche modo, l’ha prestata alla tv?

Penso che la musica, in un certo qual senso, mi abbia prestato alla tv. Tutti i programmi che ho fatto negli anni, vuoi o non vuoi, hanno sempre avuto a che fare con il mondo musicale. Tutto ha una colonna sonora e io, senza ‘mooseca’, non potrei vivere.

Intanto ha concluso da poco una fortunatissima edizione di “Guess My Age” su TV8. Perché i quiz convincono ancora così tanto?

Perché sono programmi interattivi che permettono al telespettatore di essere parte integrante del programma. Guess My Age ripartirà lunedì 27 agosto. Pensi che all’inizio dovevano essere quaranta puntate e che poi, visto l’ottimo risultato, sono diventate centottanta. 

Non pensa di meritare qualcosina in più anziché i soliti quiz?

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Cosa vuole che le dica? Personalmente cerco sempre di accontentarmi di quello che faccio e in tutta sincerità le confesso che non sono uno di quelli che ama strafare.

Insolita come cosa, visti certi colleghi…

Sono uno che ama mettersi sempre in gioco, che crede fortemente nella gavetta, ma che allo stesso tempo ha paura ad avere troppo. Quando ho accettato di andare su TV8, se vogliamo, è stato un po’ come ricominciare. 

E a ricominciare ci si guadagna sempre?

Direi proprio di sì. Vede? Il bello di un’emittente come quella dove sto lavorando ora è che si investe nelle idee e nel desiderio di coinvolgere il pubblico da casa. Oggi in tv sembra che tutti possano fare tutto. Delle volte ho come l’impressione che la tv sia ostaggio di alcune persone. 

A chi fa riferimento?

Non è carino fare nomi e in questo caso le sto parlando da telespettatore e non da conduttore. La tv andrebbe meritata e non la si può guadagnare per un cognome, una parentela o per chissà quale assurda coincidenza. Ed io, checché se ne dica, me la sono sempre conquistata sul campo.

Dopo gli speciali di Sarabanda su Italia1 si parlava di un nuovo progetto nelle reti del Biscione. Poi?

E poi ho ceduto al corteggiamento del Direttore di Tv8 Antonella D’Errico. Tra un anno scadrà il mio contratto e poi vedremo quello che accadrà. 

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