Eurovision 2016: Hovi Star, Israele, bullizzato all’aereoporto di Mosca

All’arrivo in aereoporto a Mosca è stato deriso dagli agenti per il suo aspetto fisico e il suo passaporto gli è stato danneggiato intenzionalmente

Gli Eurovision 2016 stanno per arrivare (prima e seconda serata il 10 e 12 Maggio trasmessi in Italia da Rai4, e la finale del 14 Maggio sarà trasmessa da RaiUno) e nel periodo che li precede gli artisti in gara prendono parte a molti eventi promozionali, proprio per far conoscere se stessi e la propria canzone in gara.

Nel corso di un evento organizzato a Mosca, è successo un episodio omofobico ai danni del cantante israeliano Hovi Star (che porterà il brano “Made Of Stars”), famoso per il suo look androgino e iperglam e per il suo impegno a supporto della comunità LGBT.

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All’arrivo in aereoporto a Mosca, Hovi Star è stato deriso dalle guardie per il suo aspetto fisico e il suo passaporto gli è stato danneggiato intenzionalmente, come atto di bullismo da parte di questi agenti (che sicurezza, pensate un po’!). Del fatto racconta Barei, la rappresentante della Spagna agli Eurovision 2016, che ha visto tutto e ha commentato, sconvolta:

Ero lì in quel momento e mi sono vergognata quando sono arrivata. Hovi Star, il rappresentante di Israele, è stato trattato veramente male in aeroporto, molto male davvero. Lo hanno deriso e io stavo per fare una scenata davanti a tutti. Lui non si nasconde, si presenta per quello che è: si trucca il viso e gli occhi. Venivamo da Riga, in Lettonia, e quindi si era tolto un po’ di trucco proprio perché sapeva che stavamo arrivando a Mosca. Ma questo non è bastato: al controllo dei passaporti, gli hanno rotto la plastica che lo proteggeva, lo hanno guardato in faccia e hanno cominciato a ridere fra loro. Terribile. Poi gli hanno tirato dietro la plastica mentre lui diceva: “Mi state rovinando il passaporto, come faccio ad usarlo domani?”. E loro ridevano. Lui è rimasto di ghiaccio. Agli altri non hanno fatto nulla, solo a lui, per il suo aspetto. Onestamente, sapevo che in Russia c’era questa discriminazione, ma quello che ho visto coi miei occhi in aeroporto è molto più di quello che pensavo.

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Ci chiediamo come mai la Russia, allora, accetti di candidare di anno in anno a suoi rappresentanti a partecipare all’Eurovision Song Contest, che è risaputo sia un evento che promuove la libertà, a supporto della comunità LGBT (come di tutte le altre minoranze) e, diciamocelo, l’evento più “gay” (passateci il termine) che esista!  Il vero problema è che, alla fine dei conti, i rappresentati russi non sono mai omofobi e i loro pezzi sono spesso tra i migliori dei vari Eurovision (lo scorso anno,A Million Voices” di Polina Gagarina era, di gran lunga, il miglior brano dell’Eurovision), ma hanno alle spalle un Paese che, evidentemente, non crede in loro.