Eva: “Dopo X Factor, a Sanremo mi gioco tutto!”

“Non so se parlare d’illusioni sia la cosa più giusta, ma quel che è certo è che i talent, in pochissimo tempo, ti danno tutto, per poi riprenderselo.”

La davano come super favorita alla decima edizione di XFactor, ma si dovette accontentare di un terzo posto. Ora, a distanza di (quasi) due anni dalla prima apparizione televisiva, Eva tenta il colpaccio, tra le nuove proposte della sessantottesima edizione del Festival di Sanremo, con il brano ‘Cosa ti salverà’. E in attesa di vederla sul palco dell’Ariston, la cantante di ‘Voglio andare in fondo’, dopo aver aperto i concerti di Carmen Consoli, Max Gazzè e degli Afterhours, parla per la prima volta del mondo dei talent, delle aspettative una volta uscita, di tatuaggi, quote rosa e dell’importanza di avere sempre un piano B.

Ancor prima di cominciare vorrei sapere se quell’XFactor, sempre così vicino al tuo nome, comincia a starti un po’ stretto…

La verità? No! Ha fatto parte delle mia vita e sarebbe sciocco rinnegarlo, anche se noto, soprattutto in questi giorni, che viene nominato sempre meno. Evidentemente sto iniziando a slegarmi, mediaticamente parlando, da quell’esperienza lì.

E che ricordo hai di quel periodo lì?

Lo ricordo come un periodo super intenso. Ho vissuto momenti bellissimi, ma anche momenti bruttissimi. Mi sembrava di stare su un’altalena. Però, allo stesso tempo, sarei una pazza se non ti dicessi che è stata una delle cose più belle che la vita mi abbia mai regalato.  

Ti sei mai sentita persa, o abbandonata, una volta uscita?

Mi sono sentita spaesata, quello sì. Quando sono entrata in quel contesto ho provato emozioni contrastanti. Era tutto bellissimo. Sembrava di essere su un’altra dimensione. Poi, spenti i riflettori, si torna alla realtà. A casa, lontana da tutte quelle luci, tutto è uguale, ma poi sei tu ad essere in un certo modo, e almeno in quel preciso momento, diversa. 

Ti suggeriamo anche  "Asia resti a XFactor": lanciata petizione online per chiedere che l'attrice torni al talent

eva

E c’è un modo per non farsi travolgere?

Sì, bisogna avere molta forza interiore per andare avanti e non smettere mai di crederci. Non è semplice, è vero, ma l’atteggiamento positivo, in quei momenti, è fondamentale.  

Quindi potremmo tranquillamente dire che i talent sono fabbriche d’illusioni…

Non so se parlare d’illusioni sia la cosa più giusta, ma quel che è certo è che in pochissimo tempo ti danno tutto, per poi riportarti da dove sei venuto senza neanche accorgertene. È tutto così veloce che non riesci neanche ad avere la situazione sotto controllo e credo che sia quasi inevitabile buttarsi giù quando si esce da quel contesto. 

eva

Da dove nasce, invece, questa voglia di arrivare a Sanremo?

Nasce dalla determinazione che ho di percorrere ancora questa strada. Voglio migliorare, voglio cantare e farlo al meglio, ma allo stesso tempo spero anche di avere la possibilità per poterlo fare.

Il tuo brano, però, potrà essere acquistato solo sui digital store. Un po’ stana come cosa per chi va a Sanremo, non trovi?

L’album arriverà in seconda battuta. Non avevo ancora tutti i pezzi di cui avevo bisogno e non volevo rischiare di rovinare il mio primo album con tracce riempitive. Ci credo tanto in quello che sto facendo e voglio fare tutto con la massima calma e senza stare a pensare alle possibili conseguenze. Nel disco ci saranno tanti brani scritti da me tra cui ‘Un’altra corsa’ e ‘Per essere migliore’.

Ti suggeriamo anche  Sanremo 2018: le pagelle marziane di Fabio Canino!

Quanto sei cambiata da quella volta in cui, davanti a quattro giudici, hai cantato la tua ‘Un’altra corsa’?

Parecchio! Nonostante sia passato poco più di un anno, sono cambiata tantissimo. La musica mi ha permesso di sperimentare nuove situazioni e oggi posso tranquillamente affermare che quella timidezza, abbinata ad un’insicurezza niente male, sta iniziando a scomparire.

Per molti è una vetrina, ma per qualcuno è anche un palco da evitare. Ti sei mai chiesta perché alcuni big snobbino così tanto la kermesse?

Perché il Festival di oggi, forse, non è più quello di una volta? Personalmente non ne ho idea, so solo che io non vedo l’ora di esibirmi su quel palco. 

A Sanremo si va per vincere o per partecipare?

Gioco per vincere, ma sono molto sportiva. Io vado anche, e soprattutto, per portare me stessa. Un’occasione come questa non capita spesso e quindi voglio godermela senza stare a pensare necessariamente al podio. 

In ‘Cosa ti salverà’ inviti le persone a prendersi cura di se stesse e a non fermarsi davanti le difficoltà. Tu, ad esempio, sei una che si prende cura di se?

Io mi prendo cura di me credendo, soprattutto, in quel che faccio.

eva

Nella serata di Sarà Sanremo, dove hai convinto pubblico e giuria, hai cantato ad occhi chiusi. Strategia o tanta timidezza?

(Ride, ndr) Me l’hanno detto e chiesto tutti. Ci sto lavorando tantissimo affinché non ricapiti più, ma durante Sarà Sanremo non riuscivo a fare altrimenti. Quando canto tiro fuori tutto quello che ho dentro e mi viene naturale chiuderli. Che poi, ripensandoci, quale strategia? La strategia, a sentir quello che mi dicono gli esperti, sarebbe tenerli bene aperti e a favor di telecamera.

Ancor prima di quel talent lì, facevi parte di un gruppo tutto al femminile chiamato ‘Le Quote Rosa’. E a proposito di quote rosa, come giudichi le grandi assenze femminili sul palco dell’Ariston?

Per amor di battuta, e di gioco, dovrei dirti ‘meglio per me’. Naturalmente scherzo e non so da cosa sia nata questa decisione di Claudio Baglioni. 

Che look adotterai durante le varie esibizioni?

Sarò elegante, come in poche volte in vita mia, ma manterrò comunque il mio stile.

Hai aperto i concerti di Carmen Consoli, Max Gazzè e degli Afterhours. Hai imparato qualcosa da queste grandi occasioni?

Ho imparato tantissimo e sono state tre esperienze, tutte diverse, ma tutte tremendamente vere. Il talent era vero, per carità, ma aveva una sorta di patina, mentre durante i live potevo tranquillamente ricevere fischi e insulti se non fossi stata apprezzata. Poi ho avuto l’onore di aprire i concerti di Carmen che per me, ti dirò, è un po’ come la Madonna

Prima di diventare una dispensatrice di emozioni eri una tatuatrice. Oggi è ancora il tuo piano B?

Nessun piano B. Io tatuo ancora e assieme alla musica è il mio piano A. È difficile gestire tutto, per carità, ma quello anche quello è un lavoro che mi piace tantissimo.

PH: Andrea Modorico Ghigliazza