FESTIVAL DELLA CANZONE GAY 2

Seconda parte della rassegna delle canzonette che parlamo di omosessualità: arriviamo a Mina, Patty Pravo e Tosca, ma senza dimenticare i Balletti Verdi e persino un brano sullo scandalo Lavorini!

Nella nostra discografia trova degna collocazione Balletti verdi degli sconosciuti Peos.

Il pezzo del del 1962 fa ironia sul più grande scandalo gay italiano del ’900. 182 omosessuali furono interrogati dalla magistratura per induzione alla prostituzione e pur essendo innocenti ebbero la vita rovinata. I Peos si ironizzano così: “Balletti di verde dipinti/ foulard dai colori sgargianti/ fanciulli dai volti affilati/ vecchietti dagli occhi truccati… E qualche ragazzo ambizioso/ convinto in un modo morboso/ che questa è la sola maniera/ di fare una vera carriera… se questo fatto dilaga/ se un giorno diventa una moda/ saranno le belle bambine/ che ci perderanno alla fine.”.
Qualche anno dopo fu musicato anche un altro scandalo, quello di Lavorini, con quattro 45 giri di Franco Trincale intitolati Il ragazzo scomparso a Viareggio. Lavorini, un unidecenne, fu rapito a Viareggio nel 1968 e subito i giornali attribuirono il ratto ai gay.

Non era così ma in tutti e quattro i dischi si parla di individui “torvi” e “perversi”…
Anche l’amore omosessuale per i giovani ha trovato in Italia una voce. Patty Pravo ha ricantato Petite dell’anarchico francese Leo Ferrè che racconta l’amore di un professore per un suo studente incominciato da un “dolce sguardo” lanciato dal piccolo “finita l’ultima lezione”. L’amore è sofferto e il professore chiederà al piccolo di rivedersi soltanto “il giorno in cui sotto le vesti non avrai più il codice penale”.

Concludiamo questo excursus nella discografia gay con l’intramontabile L’Albergo a Ore, di Edith Piaf, interpretato in Italia da Milva e dalla Vanoni. Una portiera di un albergo che da stanze ad ore agli amanti accoglie due giovani “puliti, educati, sembravano finti/ sembravano proprio due santi dipinti” e gli da le chiavi della camera “meno schifosa”. Poi la mattina una terribile sorpresa la coglie: “sono rimasta lì come una cretina/ aprendo la porta in quella grigia mattina/ se ne erano andati in silenzio perfetto lasciando soltanto i due corpi nel letto/ lo so, io non c’entro, però non e’ giusto morire a vent’anni…”. Qualcuno potrebbe obbiettare che i due “santi dipinti” fossero uomo e donna ma per gli omosessuali italiani che ascoltavano questo pezzo negli anni sessanta era evidente che parlasse a loro. Molti asseriscono che il fatto raccontato sia davvero accaduto ma non ne ho trovato testimonianza come non sono riuscito a reperire la canzone Il vestito rosa del mio amico Piero di Gian Pierretti, di prima degli anni ’70, che fonti molto attendibili sostengono essere assolutamente gay.
In questo elenco non ho citato le canzoni che accennano soltanto brevemente all’omosessualità anche se sono numerose. I Pooh, ad esempio, insieme a preti, galeotti, agli impauriti dal sesso aggiungono ai loro Uomini solii “diversi”. Ancora Ivan Graziani nel pezzo Limiti dice ad un uomo stanco di amare “Attilio che fai/ che sia così per sempre non vuoi/ vai corri da le/ o da lui se preferisci va ma fallo…” e Marco Masini recita il suo ambiguo “Ti amerei anche se fossi un gay”. Se tu fossi un gay o se io cantante fossi gay? Probabilmente Masini doveva trovare una rima a vorrei, ma questa ambiguità di congiuntivi ci aiuta a passare alle “geometrie particolari” della bisessualità.

Renato Zero e la sua Il triangolo no e Patty Pravo con Pensiero Stupendo sono due pezzi molto conosciuti sul tema. Il primo racconta la diffidenza di un lui (“rischio di trovarmi fra le braccia lui”, “non è il mio tipo” e così via) ad un triangolo tra due uomini e una donna. Pare che lei lo convinca ad abbandonarsi a un amore “un po’ articolato” perchè la “geometria non è un reato”. Patty con Pensiero Stupendo sconvolse una edizione di Sanremo raccontando la voglia una donna “pensiero stupendo” per una donna e un uomo: “E tu e noi e lei fra noi vorrei per amore vorrei…”.
Abbiamo accennato a donne che amano donne. Esistono canzoni lesbiche? Ne ho scovata soltanto una di Tosca intitolata La differenza che riassumo citandone una strofa: “è una storia come tante/ un corpo uguale a un altro amante /amarsi dentro ad un riflesso /toccarsi nello stesso sesso”.
Numerose, al contrario sono le canzoni su transessuali e travestiti. Tra le mie preferite c’è Pierre dei Pooh che racconta l’incontro fra due ex-compagni di scuola. Uno riconosce l’altro “sotto il trucco” e rammenta i tempi della scuola quando il compagno era “sottile”, “pallido”, “triste” e “già così diverso”. All’epoca “Si rideva di quel suo sguardo di bambina di quella sua dolcezza strana” ma ora grande capisce e grida tutta la sua comprensione “ti rispetto, resta quel che sei tu che puoi…”. Fernandiño nella canzone Priçesadi Fabrizio De Andrè può tra le difficoltà essere ciò che è. Giovanissimo lo vediamo“davanti allo specchio grande” che si para “gli occhi con le dita” a immaginarsi “tra le gambe una minuscola fica”. Poi l’operazione: “allora il bisturi per seni e fianchi/ in una vertigine di anestesia/ finché il mio corpo mi rassomigli”.

A seguito la vita di strada e infine l’amore di un “un avvocato di Milano”. Non possiamo dimenticare il pezzo di Minaintitolato Donna Donna Donna. Mi pare che si commenti da solo: “Donna
ma che pezzo di donna/ si sconvolge la gente quando passo per strada […] Donna sono un sogno/ travestito da donna/ una luce accecante/ uno stupefacente/ una donna donna donna…”

Sanremo è prossimo e non sappiamo se riserverà ‘canzonette’ a gay, lesbiche, trans o bisex. Ce lo auguriamo perché i nostri sentimenti meritano di essere cantati. Anche noi amiamo “L’uomo cannone”; abbiamo “Tanta voglia di lui”; siamo traditi da “Non è Francesco”; ci innamoriamo di “Capelli biondi, occhi azzurri e poi… le tue ‘brachette’ rosse!” e “quello che i gay non dicono” potrebbe essere una ‘canzonetta’ vincente.

Ti suggeriamo anche  Ho 10 canzoni con cui fare sesso e posso ospitare

La mia ricerca di canzoni che parlino di omosessualità continua e sarei grato a tutti coloro volessero scrivermi per segnalazioni e/o commenti. Ringrazio per i consigli Ivan Cattaneo, Giovanni Dall’Orto, GioovanBattista Brambilla e tutti i miei amici a cui ho chiesto canzoni gay. Un ringraziamento particolare a Pierre Martinazzi per avermi messo a disposizione il rarissimo Pazza! di Aldo Busi e gli ancor più rari vinile dello scandalo Lavorini.

Visita le pagine dello Speciale Sanremo 2003, con forum, sondaggi e notizie

di Stefano Bolognini