Iva Zanicchi: “Io, un’icona gay incompresa”

La Cirinnà, le adozioni, e quella volta in cui ho detto “frocio” a Renga

Iva è un’icona gay. Una delle tante, ma forse una delle più discusse. Anzi: togliamo il forse, Iva Zanicchi è l’icona gay italiana più discussa in assoluto. Nessuno ha mai avuto ben chiare le sue posizioni negli anni e forse, certe posizioni, non le ha mai avute ben chiare neanche lei.

Ama il mondo gay e si candida con Silvio Berlusconi. Adora il mondo gay e vomiterebbe volentieri in bocca all’insegnante che ha fatto leggere il romanzo queer ai propri alunni. Sostiene tanto il mondo gay e poi dichiara il suo totale disappunto alle adozioni per le coppie omosessuali.

Ma allora, l’aquila di Ligonchio, che razza d’icona gay è? Quando la chiamo è impegnata con le prove di “Tre donne in cerca di guai”, il fortunato spettacolo che la sta portando in giro per l’Italia, assieme alle iconiche Corinne Cléry e Barbara Bouchet. Al telefono è gentile, simpatica, vitale e molto preparata. Iva parla a ruota libera, senza freni inibitori, di unioni gay, adozioni, utero in affitto e con l’assoluta certezza di aver chiuso per sempre con la politica.

Cosa l’ha spinta, dopo quasi quarant’anni, a tornare a calcare i palcoscenici d’Italia?

La voglia di rimettermi in gioco. Dopo la parentesi politica, avevo voglia di tornare a fare qualcosa che mi divertisse e che mi riportasse in mezzo alla gente. Diciamo che questo spettacolo è arrivato al momento giusto.

Eppure c’è chi dice che il teatro sia roba per vecchi…

Io le sembro giovane? (ride, ndr) Scherzi a parte, è vero. E’ un peccato che i giovani non siano così attratti dal teatro. Proprio a teatro si può capire chi è un bravo attore e chi no.

Nella vita di tutti i giorni è sposata da trent’anni, mentre nella pièce teatrale si ritrova sola dopo trent’anni di matrimonio. Se potesse scegliere continuerebbe la sua storia d’amore con Fausto Pinna o preferirebbe una vita piuttosto spericolata?

Mi crede se le dico che mi terrei tutta la vita il mio Fausto? Sono passati più di trent’anni ma non lo cambierei con nessuno al mondo. Odio i tradimenti, e preferisco un rapporto sereno alle storie borderline. Anch’io, in passato, ho commesso qualche errore, ma la verità è che la storia era già finita da un pezzo.

Lei è la simpatica. La Bouchet è la bella mentre, la Cléry cos’è?

Corinne è Corinne. Una donna preparatissima e di una vitalità sconvolgente. Barbara, invece, è più riservata. Ha un contegno molto diverso dal mio, ma è una persona adorabile oltre che una bravissima attrice.

Delle tre, lei, sembrerebbe la più naturale. Come vive il passare degli anni?

Cerco da sempre di non pensarci, riempiendomi la vita di lavoro. Poi, quando raramente mi soffermo a pensare agli anni che passano, mi rattristo un po’. Quando mi fanno notare che non posso fare progetti a lunga scadenza, mi viene un vuoto dentro che non le so spiegare. La verità è che dentro di me c’è una bambina bastarda che non si vuole arrendere. C’è chi mi dice, ancora oggi, che gli anni son solo dei numeri. E’ vero, ma quei numeri purtroppo scorrono.

E cosa pensa di tutte quelle donne che ricorrono alla chirurgia estetica?

Penso che ci voglia più moderazione. E sa una cosa? Io non me la prendo con quelle donne, ma con quei medici, o presunti tali, che riducono quelle poverine così. Ma come si fa? Sono tutte uguali. Io sono favorevole al ritocchino se serve ad attenuare l’avanzamento dell’età, ma non sono assolutamente favorevole allo stravolgimento della persona. Pensi che sono persino d’accordo con la chirurgia sugli uomini. Smettiamola di essere antichi: andiamo verso il 3000.

Lei è da sempre un’icona gay. Eppure le sue idee non sempre vanno di pari passo con quel del mondo lgbtq..

Non è vero. La verità è che io non conto mai prima di parlare. Non penso mai alle conseguenze e al fatto che non tutti possono comprendere la mia ironia. Ad esempio, a Sanremo, qualche anno fa, ho avuto un’uscita infelice con Francesco Renga. Un’uscita della quale mi sono pentita amaramente e che mi ha fatto star molto male. Io sono piena di amici gay. Ho addirittura un cugino gay, di terzo grado, al quale sono molto legata. E sa una cosa? Lui sta con il suo compagno da più di quarant’anni. Alla faccia di chi dice che siete promiscui ed incostanti.

Il ddl Cirinnà le piace?

Il ddl complessivamente mi piace e va attuato quanto prima. Vorrei che venisse vagliato attentamente emendamento per emendamento, per non scontentare anche l’altra parte. Io, se proprio vuol saperlo, sono contraria solo all’utero in affitto per coppie gay, etero e per i single. Non la trovo una cosa giusta.

Le ricordo che l’utero in affitto è già vietato in Italia e non è oggetto della legge. Per quanto riguarda invece la stepchild adoption secondo lei è un addio o un arrivederci?

Spero che sia un arrivederci, e son sicura che così sarà. E poi le posso dire una cosa? Io sono più che favorevole alle adozioni per le coppie omosessuali. Io penso addirittura che due uomini o due donne, possano essere più attenti di una qualsiasi coppia etero.

Dopo due mandati europei e una mancata elezione nel 2014, pensa d’aver chiuso definitivamente con la politica?

Si, e lo dico a malincuore. Tutti pensano che sia stato Berlusconi a chiedermi di scendere in campo, invece è stata da sempre una mia idea. E pensi che Silvio mi ha sempre rimproverato. Ha sempre cercato di dissuadermi. Non voleva che io scendessi in politica perché mi diceva che io ero molto amata e che invece, la politica, mi avrebbe portato molti problemi, ma io ho sempre avuto quel pallino lì. Ho sempre sognato di poter aiutare gli altri e, in qualche modo, l’ho fatto. Facevo parte della Commissione Sviluppo per i Paesi più poveri. Sono andata più volte in Africa ed ho visto delle cose che mi hanno toccato nel profondo. Tornavo in Italia e quando ne parlavo, sa cosa mi dicevano? “abbiamo tanti problemi noi, non possiamo pensare ai bambini che muoiono nel Congo”. Una coltellata mi avrebbe fatto meno male. E c’è pure chi pensa che io mi sia arricchita.

Perché non si guadagna bene?

Non ho guadagnato neanche un quinto di quello che avrei guadagnato facendo l’artista. Mi sono arricchita umanamente, quello si.

Qualcuno in passato disse: “Iva Zanicchi è troppo di Sinistra per essere una donna di Destra”.

Non è del tutto sbagliata come affermazione, anche perché in casa mia le donne erano democristiane mentre, tutti gli uomini, erano socialisti convinti. Io dico da sempre quello che penso, ed è capitato che il mio pensiero fosse in sintonia con quello che sostiene da sempre la sinistra. Se una cosa è giusta, lo è aldilà del partito.

La sento carica. Non le manca per niente quel mondo lì?

No, specialmente la politica italiana. Mi manca solo il non poter far niente per gli altri, e mi creda che neanche più aiutare è così facile. I soldi europei, stanziati per i Paesi più difficili, passano per i vari governi e alla povera gente arriva molto poco.

Con la politica ha chiuso, mentre con la musica?

Con la musica non chiuderò mai. Anzi, a breve grosse novità.

Patty è tornata a Sanremo. Lei?

Con Sanremo forse ho chiuso davvero. Mi piacerebbe tornare, magari l’anno prossimo, ma come super ospite. Chissà se Carlo mi chiamerà. Patty è stata brava, coraggiosa e sono contenta di questo suo bel rilancio.

E’ ancora dell’idea che davanti ad un tradimento bisogna negare sempre?

Io sono per la sincerità, ma sulla mia pelle ho capito che talvolta, una bugia, non fa male a nessuno. Quando tradii il mio primo marito, glielo confidai e fu un inferno. Se una persona ci tiene a quel rapporto, pur avendo sbagliato, è meglio che taccia. Se uno vuole liberarsi la coscienza, che vada da un prete.

E’ più romantica o passionale?

Romantica a livelli inenarrabili.

Non me lo sarei mai aspettato da una che ha cantato “Ti voglio senza amore”..

(ride, ndr) e invece mi commuovo ancora davanti ad un tramonto. Faccia un po’ lei.