KYLIE CANTA COL CORPO

L’australiana Minogue sorrende con un nuovo disco “Body Language”, in uscita il 17 novembre, meno dance e più funky. In circolazione, il singolo “Slow” co-scritto da lei.

MILANO – Meno pop e dance e più funky, sonorità rotonde e sofisticate, minori angolazioni musicali. Così Kylie Minogue ha sinteticamente descritto il suo nuovo album, ‘Body Language‘, che uscirà nei negozi il prossimo 17 novembre, preceduto, due giorni prima, da un concerto, uno showcase a inviti, a Londra.

Il cd contiene dodici canzoni, incluso il singolo ‘Slow’ co-scritto dalla cantante australiana, registrate fra la capitale britannica, l’ Irlanda e la Spagna, che costituiscono un cambiamento di direzione musicale, se non una svolta, dell’ artista. Fra le curiosità la partecipazione alle musiche nel brano ‘Someday’ di Green Gartside, ex membro degli Scritti Politti. Trovarlo, ha spiegato divertita Kylie, è costato sei mesi di lavoro e oltretutto Green, diventato una sorta di orso, ha registrato ciò che doveva senza mai incontrarla nonostante lei fosse entusiasta del suo contributo (“non ha risposto ai miei ringraziamenti fatti, purtroppo, alla sua segreteria telefonica”).

Contentissima del suo rapporto con il modello Oliver Martinez, Kylie Minogue ha spiegato di averne tratto l’umore, il mood, giusto per cantare ‘I feel for you’. “In questo pezzo – ha detto – mi sento come una sorta di Marilyn Monroe pop, un po’ smorfiosa. Qui si sente che sono felice con il mio ragazzo”. Alla conferenza l’artista si è presentata con un vestito di Emilio Pucci, ma nei concerti del tour mondiale, previsto nel 2004, vestirà anche abiti di Dolce & Gabbana, da lei amatissimi, e di griffe come Balenciaga, Chanel, Ungaro, quelli della tournee del disco precedente, ‘Fever’.

Ti suggeriamo anche  Manila Gorio vs. Irama, 'sono la trans che hai deriso, gli uomini prima ti cercano e poi vogliono prenderti a pugni'

Inevitabili le domande sul fatto che la pop-singer è una icona gay, pur non essendo omosessuale. “Mi è difficile rispondere a questa domanda, che mi viene spesso ripetuta – ha puntualizzato – credo che la cosa venga da lontano, dai miei esordi. Io ho lavorato duro per emergere, perchè in Australia e in Gran Bretagna quando si raggiunge il successo i giornalisti ti fanno rimanere con i piedi per terra, mentre negli Usa ti esaltano subito. Così ho sofferto per un periodo, in un certo senso ho fatto parte di una minoranza e, per questo motivo, credo che i gay abbiano visto in me una persona che ha avuto difficoltà simili alle loro”.

Negli show della tournee il ruolo di danze e ballerini sarà meno importante. Pochi laser, e luci vere faranno da contorno.