La ‘Second Life” di Paola e Chiara

Le due sorelle milanesi ricominciano da sè stesse, dopo crisi spirituali e difficoltà personali. E ripartono da un album che promette molto.

Anche a loro sembra quasi impossibile pensare che sono passati dieci anni dal quel ’97 che regalò loro una vittoria al Festival di Sanremo e l’affermazione nel mondo della musica. Oggi Paola e Chiara iniziano la loro ‘Seconda Vita’ con un nuovo album, in uscita a fine ottobre, una nuova etichetta discografica, la ‘Trepertre’, e con una ferrea convinzione: che il pop e la musica abbiano il preciso compito di unire e di creare un clima positivo. Un album legato ad un progetto di beneficenza per sostenere gli orfani del Malawi. Paola e Chiara tracciano con Gay.it un bilancio del loro primo decennio artistico, tra successi e difficoltà presentando in esclusiva il loro nuovo singolo ‘Cambiare Pagina’, da oggi in tutte le radio italiane.

Da ben 11 settimane stabili nella classifiche dei singoli più venduti in Italia. Una scommessa vinta questa vostra ‘Second Life’?Chiara: Siamo felicissime e piene di energie in questo momento. La lontananza dalle scene e dal pubblico ci ha fatto venire voglia di mettere a segno un altro risultato. Infatti erano due anni che non uscivamo con un album, da quando nel 2005 avevamo pubblicato il nostro ‘Greatest Hits’.

Perché il titolo ‘Second Life’? Cosa significa?

Chiara: Second Life rappresenta una nuova vita, un nuovo inizio. Ed è quello che stiamo provando io e Paola. Ci sentiamo nuove e diverse, soprattutto per quel che riguarda la nostra visione del mondo della musica e di conseguenza delle nostre scelte musicali.

Second Life ha un testo piuttosto impegnato: “Abbiamo perso i nostri sogni in schemi psicotici e mentre i padroni della guerra fanno i loro piani, il mondo brucia in fiamme. Vogliamo di più delle guerre dei nostri padri, in profondità il nostro cuore urla per avere una seconda vita”. La versione radiofonica è dance e molto ritmata. Come si fa ad accostare temi così seri alla musica dance?

Chiara: Grazie all’equilibrio del nostro messaggio. Io e Paola facciamo musica pop, che è un genere che si esprime attraverso un linguaggio che tenta di creare un atmosfera positiva. Non credo che per lanciare messaggi importanti bisogna necessariamente incupire.

In questa ‘Seconda Vita’ vi siete regalate anche un etichetta discografica tutta vostra…

Chiara: Con grande soddisfazione abbiamo creato una nostra personale etichetta discografica, la ‘Trepertre’, con cui abbiamo prodotto questo singolo, e produrremmo l’album che uscirà a fine ottobre.

Da cosa è nata l’esigenza di creare una personale casa discografica?

Chiara: Dal coraggio che non ci è mai mancato. Per il momento con la ‘Trepertre’ abbiamo prodotto solo il nostro singolo, ma in futuro ci piacerebbe produrre anche altri artisti, e creare nel mondo della discografia dei mondi paralleli, che mescolino la musica alle grandi esigenze di oggi tra cui, ad esempio, il rispetto dell’ambiente ed i mercati solidali.

‘Second Life’ parla della necessità di una nuova vita. Il titolo del vostro prossimo singolo, ‘Cambiare pagina’, che proprio da oggi viene mandato in radio, e che è quello che lancerà il nuovo album, sembra continuare su questa falsariga…

Chiara: ‘Cambiare pagina’ prosegue nel messaggio di ‘Second Life’, e significa operare un investimento sulla propria persona, costruire una strada che non sai esattamente dove ti porterà,  credere al massimo in quello che sei ed in quello che puoi dare, nonostante gli ostacoli che la vita ti mette davanti. 

Nel cd la maggior parte delle tracce saranno in inglese. Come mai questa scelta?

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Chiara:La scelta è stata non solo naturale, considerando che ascoltiamo molta musica straniera, ma è nata anche dalla voglia di aprirsi un’altra strada, permettendoci di sperimentare sempre più a livello musicale. 

La ‘Second Life’ personale di Chiara qual è?

Chiara: Consiste nella conoscenza ancora più approfondita di me. Se qualcosa dentro di te non va, non puoi far altro che cambiare. 

Una novità è stata anche l’aver cantato da sola il pezzo ‘Nothing at all’, singolo di successo, in cui molti hanno riscontrato una somiglianza impressionante con Madonna. Alcuni fan della Sig. Ciccone si sono arrabbiati con te…

Chiara: Ero assolutamente consapevole delle possibili critiche che sarebbero arrivate per la citazione che ho fatto di Madonna, ma non mi ero posta il problema, perché per me è stato una specie di gioco, ma soprattutto un grande omaggio ad una artista che amo e stimo almeno quanto i fan più accaniti di Madonna. Capisco che molti suoi estimatori si siano sentiti provocati, ma a quelli che mi hanno scritto ho risposto che per me era  un omaggio a questa splendida artista.

Quella di cantare da sola è stata anche una scelta coraggiosa, visto che per molta gente Paola e Chiara sono inscindibili. Cosa ti ha spinto ad affrontarla?

Chiara: E’ un canzone nata dopo un anno di profonda crisi. Mi è venuta fuori a luglio dell’anno scorso,quasi come una botta allo stomaco. Piangevo nel momento in cui l’ho scritta, avevo la mente piena di ricordi che mi tormentavano e che non mi permettevano di andare avanti con la mia vita. Avevo deciso che prima dei dischi, della celebrità dovessi ristabilire il valore della mia persona e mettermi al primo posto. Stavo male. Da lì è nata l’esigenza di realizzare una canzone da sola. Niente progetti di divisione, perché mai nulla nella mia testa cancellerà parole come unità, condivisione e amore. Incredibile come la mancanza di amore e la perdita di autostima possano innescare meccanismi autodistruttivi. Bisogna lottare, ed io so di averlo fatto. Dopo avere scritto ‘Nothing at all’ sono partita per Chicago, in

solitudine, per partecipare al Capodanno ebraico organizzato dal Kabbalah Center. Lì nacque l’idea di sostenere Raising Malawi.

Un po’ di critiche non le hanno risparmiate neanche a ‘Second Life’ ed alla sua versione lenta. A scatenarle una forte somiglianza con la canzone ‘Sweet Harmony’ dei ‘The Beloved’…Chiara: Abbiamo sempre detto che quella voleva essere una citazione, tanto è vero che quella versione nel mega-mix è stata ribattezzata ‘Sweet Harmony mix’.

Ogni volta che esce un vostro singolo nuovo si alza sempre una sorta di polverone. Perché?Chiara: Il fatto che il pubblico voglia dire la sua lo ritengo molto positivo, perché in questo modo c’è un confronto ed una comunicazione con le persone. La critica è  discussione positiva intorno ad un progetto. Non parlarne sarebbe peggio.

Avete presentato il vostro singolo anche in Spagna, insieme a Ricky Montanari, che ha curato uno dei remix. Come vi ha accolto il pubblico spagnolo?

Chiara: All’Amnesia di Ibiza è andata benissimo. Abbiamo aperto intorno alle 4 di notte, quando la gente era davvero molto carica, e quando siamo arrivate sul palco tutti hanno cantato in coro il ritornello che ha impazzato durante i mondiali, battendo le mani. Sapevamo di essere coerenti con quel tipo di situazione, ma non ci aspettavamo di trovare una energia così grande!

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In questo periodo di grande crisi discografica, cosa speri per te e per la tua musica?

Chiara: Il mio è un desiderio che va aldilà della musica di Paola e Chiara. Mi auguro che tutti gli artisti, in qualsiasi momento della propria carriera possano esprimersi sempre liberamente.

Come mai la scelta di un video in 3D? E’ un riferimento al mondo virtuale di Second Life?

Paola: Perché il singolo si ispira chiaramente a questa sorta di mondo parallelo che è la comunità virtuale di ‘Second Life’. Sapevamo che questo singolo avrebbe anticipato di qualche mese il nuovo album, ma nello stesso tempo lo abbiamo considerato come un progetto nel progetto e quindi abbiamo voluto anche un video diverso.

Il futuro della musica, va verso internet?

Paola: Sicuramente! Questo progetto è nato in gran parte su internet. Anche molte collaborazioni con i dj che hanno curato i nostri remix sono nati su MySpace, ed  anche l’idea stessa del video in 3D è nata grazie alla scoperta casuale della pagina su MySpace di Rodolfo Crisafulli, un regista di origine venezuelana. Avevamo in mente una storia che è quella che poi si vede nel video: due eroine che sconfiggono il male.

Paola, dopo il singolo da solista di Chiara, anche tu ti sei cimentata nella incisione di un pezzo tutto tuo, ‘Alone’, ascoltabile sulla tua pagina di MySpace. Perché anche tu hai sentito il bisogno di cantare un pezzo da sola?

Paola: ‘Alone’ è nata in una notte di profonda crisi ed in un anno, il 2006, che è stato per me molto difficile, sia dal punto di vista personale che dal punto di vista artistico. Un’operazione al piede ha complicato definitivamente il tutto.

E cosa c’entra ‘Alone’ con l’operazione al piede?

Paola: Mi hanno spiegato che quando si subisce un’operazione molto delicata, il tuo cervello, indipendentemente dalla tua volontà, inizia a pensare, a tirare somme e a fare bilanci. Così nasce ‘Alone’ da un momento di solitudine molto grande, dalla richiesta di aiuto a dei punti di riferimento che finora non avevo avuto. ‘Alone’ è una preghiera.

Per i dieci anni di carriera vi siete fatti un doppio regalo: un etichetta discografica tutta vostra ed il singolo ‘Second life’…

Paola: Siamo arrivate a festeggiare i dieci anni di carriera grazie all’affetto del nostro pubblico, che ci ha seguito e ci ha capito. I nostri fan hanno compreso i tanti nostri cambiamenti. Spesso un artista si crea un personaggio, e si lega a determinati cliché, perché se cambia direzione rischia di perdere fette consistenti di pubblico. A noi questo non è successo. Ogni volta che usciamo con una proposta nuova riusciamo a far comprendere la nuova direzione.

‘Second Life’ parla di cambiamento. Paola in cosa si sente diversa?Paola:  Nel rispetto maggiore che ho di  me stessa, e nel fatto che oggi so di amarmi di più. Dopo tante esperienze fatte, ed una storia di 5 anni che mi ha fatto gioire, ma anche soffrire tantissimo, sono riuscita a capire che ciò che pensavo mi potesse rendere felice fino a quel momento, faceva già parte del mio passato.

Hai amato più di quanto tu non sia stata amata?

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Paola: Dico solo che ho imparato ad ascoltare di più me stessa, perché è solo conoscendo ed amando di più se stessi che si possono amare gli altri. Sembra una frase fatta ma è così.

E qual è secondo te il giusto modo per amare?Paola: E’ giusto dare ed è altrettanto giusto imparare a ricevere. Anche nell’amore ci deve essere una regola, ma molto spesso siamo portati a pensare che il vero amore sia quello tormentato. E’ molto importante invece amare se stessi, per donare nel modo giusto agli altri.

Queste tue convinzioni nascono anche dal fatto che da un po’ di tempo segui gli insegnamenti della Kabbalah?Paola: La Kabbalah è una disciplina che ti fornisce degli strumenti per riuscire a riprogrammare il tuo obiettivo principale, e soprattutto ti insegna a non perdere di vista te stesso. La Kabbalah ti insegna ad andare verso quello il vero te.

Da cosa è nata l’esigenza di seguire i ‘consigli’ della Kabbalah?

Paola: Dal fatto che stavo soffrendo tanto. Volevo ritrovare me stessa, e sono riuscita a riscoprirmi solo attraverso la sofferenza e l’autoanalisi.

Tornando al vostro prossimo album, c’è una canzone che prediligi su tutte le altre?

Paola: Le amo tutte, perché è un album sofferto. Quello che mi piace particolarmente è che tutte le canzoni sono molto esistenziali.

E’ vero che i vostri fan potranno scegliere insieme a voi il titolo dell’album?

Paola: I fan potranno darci una mano, regalandoci opinioni e suggerimenti.

Qualcuno avrebbe detto, all’inizio della vostra carriera: “queste due dureranno solo una settimana”.

Paola: Io e Chiara abbiamo iniziato molto giovani, avevamo un immagine molto pulita, e quindi molta gente ha faticato a credere che scrivessimo le canzoni da sole, che avessimo le idee molto chiare, e che fossimo delle produttrici.

Stiamo parlando dei famosi preconcetti?

Paola: Si, perché ancora oggi resistono alcuni preconcetti su di noi, ma mi piace l’idea che tanta gente ci scopra adesso, nonostante siano passati dieci anni, e dica: ‘però queste due!’ Il fatto che ci sia ancora gente che ha bisogno di essere convinta e conquistata, ti spinge sempre a dare il massimo.

Se dovessi dedicare un pezzo del nuovo album ai lettori di Gay.it, quale canzone sceglieresti?

Paola: ‘Vanity and Pride’, un pezzo che io trovo perfetto sia nelle sonorità che nelle espressioni del testo per il mondo omosessuale. E’ una canzone gay a tutti gli effetti, e qualcuno ha già avuto modo di ascoltarla. E’ un pezzo che è venuto fuori naturalmente, sicuramente perché c’è una parte di noi che è in grande comunicazione intellettuale con il pubblico gay.

Il vostro grande amore per il mondo gay vi ha però creato anche qualche difficoltà…

Paola e Chiara: Proprio quest’estate ci hanno impedito di fare un concerto in Puglia, a causa di alcune nostre dichiarazioni a favore del Gay Pride. Siamo spesso anche noi fatte oggetto di discriminazione, e questo è un messaggio anche per chi fra il pubblico gay ci critica aspramente. Oggi la gente ci riconosce il talento ed il coraggio di aver fatto scelte di mercato senza seguire necessariamente il gusto delle radio. Ed è per questo che voglio dire grazie a quelli che hanno capito cosa abbiamo in mente ed hanno voglia di arrivare fino in fondo con noi.

Risorse online:

www.myspace.com/paolaechiara 

www.myspace.com/chiaraiezzi  

www.myspace.com/paolaiezzi

di Michele Sabia