La Wanda Gastrica: una travolgente esplosione di entusiasmo

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Spudorata e irriverente, La Wanda sta vivendo il suo livello massimo di notorietà, senza perdere il senso dell'umorismo: "Se ci fosse la regina, sarei la Granduchessa del Bigodino".

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Wanda, innanzitutto il perché di questo nome? Come nasce? Perché? Da chi? Che c’è?

A Gianlù t’è presa la Bongiornite? Una cosa alla volta, sono una drag non una concorrente di “Lascia o raddoppia”!M’hai messo l’ansia! Allora, La Wanda Gastrica nasce in un noiosissimo pomeriggio di un noiosissimo giugno di un noiosissimo 2006 dalle ceneri di quella che è stata Felicia Swarowsky (drag queen nata nel giugno 1997 e poi rottamata). Dopo essere stata Felicia per diversi anni sono stata costretta a cambiare nome perché una delle mille presunte drag pugliesi (credo si riproducano per talea)  aveva assunto il mio stesso nome d’arte. Così un pomeriggio in compagnia del mio amico storico Ivan si giocava sul mio fare la diva sentimentaaaaaaaaaaal alla Wanda Osiris ed è bastata aggiungere a La Wanda un bel Gastrica legato al mio caratterino acidulo!

Cosa ti differenzia dalle altre drag? Le ritieni un modello o delle concorrenti?Beh per evitare di fare di tutta l’erba un fascio mi vedo costretta a fare nomi. Ma li faccio con piacere… Per anni in Puglia non ho avuto termini di paragoni perché quando io ho iniziato le drag attuali erano ancora bambine pelosette che si travestivano chiuse a chiave in cameretta (e sarebbe meglio lo facessero ancora!). Poi come per magia ho avuto la fortuna di conoscere vere drag dal vivo e di

scoprire quanta professionalità si possa acquisire col giusto lavoro. Per citarne qualcuna posso dirti che amo la Boccolotti di Roma, Madame di Milano, ovviamente Regina Miami. Gente che vive questo lavoro nel modo più serio ed in maniera preparata, non checche ridicole che credono di potersi fregiare del titolo di Drag Queen solo perché gli sta bene una minigonna e riescono a cantare “T’appartengo” con un playback perfetto.

Si, ma non mi hai risposto! Cosa ti differenzia dalla massa?Beh la prima cosa che salta all’occhio è l’altezza, sono la Drag più nana dell’intero sistema solare e sto aspettando i risultati anche dalle galassie vicine per farmi riconoscere il titolo planetario. Poi credo mi differenzi l’impegno e lo studio costante. Io non svolgo altri lavori, sono una Drag Queen e faccio solo questo, impegnandomi a farlo nei migliori dei modi. Studiando canto, dizione, guardando film, leggendo migliaia di libri, assorbendo come una spugna tutto lo scibile per unire alla mia immagine ironica anche una cultura che non guasta mai.

Dal tuo curriculum risulti attrice, cantante, ballerina,

presentatrice tv, speaker radiofonica, organizzatrice di eventi benefici, capo villaggio per anni, insomma fai di tutto. C’è qualcosa che non ti riesce?

Si, non mi viene la crema pasticcera. Amo troppo il lavoro dello spettacolo e della comunicazione quindi ho voluto testarlo in tutte le salse. Ovviamente ho incontrato ostacoli a non finire, almeno all’inizio. Conducevo un contenitore quotidiano su una rete locale già nel 1997, al Sud la cosa è stata accolta tiepidamente all’inizio poi è esplosa. C’è ancora gente che credendo di farmi cosa gradita mi ferma per strada e dice “Sai ogni tanto ti becco su Tele… mi fai troppo morir dal ridere”. A quel punto inizio a credere alle visioni mariane se c’è ancora qualcuno che ha le visione wandine.

A proposito di quest’ultimo punto, hai un credo religioso? Cosa ne pensi del pontificato di Benedetto XVI?

Benedetto XVI lo ritengo un bel nickname per chattare e niente più. Sai da dove digita? Credo vicino Roma! Il mio unico credo religioso consiste nell’adorazione delle parrucche della Tata e delle piume di Shirley Bassey.

E della politica che idea ti sei fatta?

Non certo un’idea positiva! Come recitava la Marchesini anni fa “è tutto un magna magna”. A questo punto preferirei la monarchia.

Almeno magna uno solo e se ti dice bene magna pure poco. E poi io mi potrei esibire davanti alla Regina d’Italia ed aspirare a diventare Granduchessa del Bigodino.

C’è qualcosa che cambieresti della Wanda?

No, assolutamente no. La Wanda è nata negli anni e continua a perfezionarsi e a migliorare. Quello che non andava agli inizi è stato migliorato, modificato. Quando mi accorgo che un mio aspetto è deficitario di qualcosa mi impegno a cambiarlo in divenire. Sono ipercritico nei miei confronti, sempre. E sono anche dell’idea che per quanto si possa fare bene una cosa c’è sempre un modo per migliorarla.

Quest’anno sei al centro dell’attenzione per un atto di beneficenza che hai realizzato nei confronti della L.I.L.A. (Lega Italiana per la lotta all’Aids). Ce ne parli?

Con molto piacere. Da sempre ho cercato di unire la mia immagine e la notorietà del mio personaggio al sociale, per aiutare in qualche modo chi ha problemi ed è meno fortunato di me. Dopo aver svolto negli anni scorsi campagne contro omofobia, eventi a favore di bambini, ecc. quest’anno ho deciso di toccare un argomento delicato come l’AIDS. Ho realizzato, infatti, un calendario i cui

proventi vengono totalmente devoluti alla L.I.L.A.. Per la realizzazione del calendario devo ringraziare Michy Falcicchio, fotomodello gnoccolone, Attoterzo, uno staff di fotografi e cameramen altamente professionali che hanno lavorato come me a titolo gratuito e la L.I.L.A. di Bari per il patrocinio. Manca solo una persona, chi ci ha coperto le spese di stampa che ha chiesto l’anonimato dimostrandoci che il bene lo si può fare col cuore, non col megafono.

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