Lady Gaga sei una sfigata

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"Ma mi piace pensare che la tua esibizione rappresenti soprattutto questo..."

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Lady Gaga sei una sfigata.

Stefania Germanotta, frequentavi una scuola per ricchi e venivi perculata perché cessa, stramba, chiatta e vestita come Janis Joplin. I rampolli altolocati del tuo istituto avevano fatto un gruppo su Facebook: “Stefania Germanotta tu non sarai mai famosa”.

Gli insegnanti del corso di recitazione che frequentavi ti scartavano puntualmente, hai una buona voce ma sei troppo teatrale e ti vesti male. Gli unici posti dove riuscivi a suonare erano i pub della New York della manovalanza, degli ubriaconi molesti: nessuno ti accettava perché mentre suonavi i pezzi scritti da te ti dimenavi in modo poco piacevole alla vista e ti piaceva far le fiammate con lacca e accendino. Ma la sera nel minuscolo monolocale dove vivevi, in un diroccato palazzo di puttane e prostituti, spacciatori e criminali, ti dicevi io sarò una star. Stefania Germanotta dopo 10 anni di carriera costruita a partire dal nulla, un tassello dopo l’altro senza l’aiuto di nessuno, sei arrivata sul palco più ambito (e monetizzato) che un cantante pop potrebbe mai sognarsi: quello del Super Bowl.

Lo show è una grande americanata: spari botti fuochi droni esplosioni bum bum tum tum pam spam trac. Grandi successi, Joanne l’hai lasciata a casa che i fan non ne vogliono sapere. Bad Romance (muoio). Ti butti dal tetto (muoio). Poker Face (apocalisse certa). Born This Way (svengo). Il ritorno del disco stick (aiuto). Un velato messaggio di amore contro l’uragano Trump, Dio benedica l’America libera, questa è la tua terra e questa è la mia terra. Non te lo volevano far dire, ti volevano tappare la bocca. Ma tu lo hai detto lo stesso, che l’America nell’animo non è quella pozza di odio muri e pregiudizi che tutti pensano. Tu quella ragazza con la pelle diversa dalla tua alla fine di Million Reasons l’hai abbracciata apposta, perché a te i muri non ti piacciono per niente.

Ma mi piace pensare che la tua esibizione rappresenti soprattutto questo: gli sfigati cessi strambi disagiati narcisisti instabili perculati dal borghesismo fintoaggressive madonnaro e culandrano imperante nella classe adulta contemporanea hanno il diritto e la possibilità storica di arrivare molto in alto. Per questo Stefania Germanotta ti ringrazio di essere una sfigata.

(Alessio Cicchini)

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