Le differenze che piacciono tanto a Karima

“Amare le differenze” è il titolo dell’album della rivelazione di Sanremo. “Le differenze aiutano a vivere meglio, siamo una razza sola: quella umana!”. E intanto parte il tour con i Simply Red.

Gran bel momento questo per Karima, vera rivelazione dello scorso Festival della canzone italiana con la canzone “Come in ogni ora”, che si appresta ad andare in tour con i Simply Red. Ben tre concerti in maggio, con una delle band storiche del pop internazionale, per la giovane cantante toscana, dopo avere avuto a Sanremo un padrino d’eccezione, il  leggendario Burt Bacharach. Inoltre, da settimane il suo album è stabilmente nei primi dieci posti sia delle classifiche di vendita che di quelle digitali. Oltre a Bacharach e Mario Biondi, il disco della ex concorrente di Amici di Maria De Filippi vede la partecipazione di artisti italiani ed internazionali del calibro di Enzo Avitabile, il produttore Michael Baker, il batterista John Robinson ed il chitarrista Paul Jackson Jr. (musicisti questi che hanno preso parte a progetti discografici tra i più venduti al mondo, uno su tutti “Thriller” di Michael Jackson).

Come stai Karima?

Molto bene grazie.

Ti trovo bellissima e in splendida forma!

Eh sì, ho  perso almeno dodici chili.

A Sanremo hai fatto un figurone, non è da tutti potersi esibire con una leggenda come Burt Bacharach!

È stato meraviglioso, un sogno che si è realizzato. Sono cresciuta cantando le sue canzoni e non avrei mai immaginato neanche di poterlo incontrare. Se lo avessi mai incontrato mi sarei accontentata di stringergli la mano, invece poi è accaduto molto di più e per me è stato un grande onore averlo al mio fianco sul palco dell’Ariston. Così come avere Mario Biondi. Sentirsi dire che la nostra è stata un’esibizione che resterà nella storia della musica italiana è stato la mia vera vittoria.

Dì la verità, nel fondo del tuo cuore pensavi di vincere, ci speravi o…?

Credo che nel fondo del proprio cuore ognuno dei partecipanti aveva un piccolo spazio per la vittoria. Io sono quella del premio della critica, così come accadde anche ad “Amici” che per un pelo non sono riuscita a vincere. Del resto si sa quanto è difficile il mondo dello spettacolo e della televisione. Quando ho iniziato i provini per fare “Amici” credevo che fosse impossibile entrarci. Poi mi presero e pensai: allora è fattibile! Poi, finito Amici, fu lo stesso per Sanremo, mi sembrava un sogno impossibile e invece ci sono arrivata. La vera vittoria è riuscire a partecipare perché, soprattutto al giorno d’oggi che tutti vogliono fare i cantanti, i ballerini e fare spettacolo, ci sono davvero moltissime richieste e molta competizione. Già esserci quindi è importante.

Durante l’esibizione ti sei tolta le scarpe, come mai?La mia stilista mi aveva fatto comperare questo bellissimo “tacco 13”, io ci ho provato ed è già un grande successo che sia riuscita ad arrivare alla fine della scala, ma amo tantissimo stare scalza e poi non ero per niente comoda, così le ho tolte!

Insomma ti facevano male?

No, io amo tantissimo le scarpe, ne compro in continuazione, ma per cantare preferisco non usarle, mi dà più sicurezza stare con “i piedi per terra” per salire su con la voce.

Per fare un percorso artistico di qualità come tu hai scelto, è stato difficile scrollarsi di dosso l’eredità di Amici, ovvero il fatto di essere il prodotto di un talent show e reality televisivo?

È stata una questione di scelte. Dopo Amici io avrei dovuto fare tutta una serie di serate insieme ai miei compagni, ma non le ho fatte perché ho incontrato Mimmo D’Alessandro, il mio produttore, che mi ha proposto un altro tipo di lavoro e di percorso cui ero più interessata. Ho preferito quindi aspettare, e fare delle scelte qualitativamente migliori. Quelle serate che vengono proposte dopo Amici sono tra l’altro pagate benissimo, sono soldi molto facili e immediati, ma io ho preferito rinunciare per avere poi di più in futuro.

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A Sanremo hai avuto modo di incontrare Maria De Filippi?

Mi ha telefonato e sono andata a trovarla in albergo, mi ha fatto molti complimenti ed era molto contenta e orgogliosa di me, anche se non avevo vinto.

Cosa hai pensato della vittoria di Carta?

Dopo la vittoria di Amici fare subito Sanremo ha fatto sì che si sia portato dietro visibilità e un pubblico molto vasto che lo ha premiato al televoto. Se nel 2006 lo avessi fatto anch’io sarebbe andata sicuramente molto meglio anche per me.

Il tuo disco ha un titolo molto significativo: “Amare le differenze”. L’ho scelto insieme a Enzo Avitabile, che ha scritto due canzoni del disco. In un momento storico come questo è bene sottolineare il fatto che siamo una razza sola, quella umana, e non bisogna fare assolutamente differenze, ma piuttosto imparare a accettarle e amarle perché così si vive molto meglio. Un’altra ragione di questo titolo è strettamente personale, perché questo cd, pur contenendo pochi brani, racconta molto della mia voce, spazia su vari stili e fa vedere differenti facce della mia vocalità.

Un paio di anni fa ti sei esibita sul palco del Mamamia di Torre del Lago e sei stata acclamata dal pubblico gay che mi sembra ti segua con molta attenzione.Quella serata fu bellissima, un gran successo, c’erano anche un sacco di ragazzi e ragazze. La cosa bellissima è che i gay – se mi permettete di dire la parola – sono veramente amorevoli con noi artisti, danno un calore, amore e felicità incredibili. Non vorrei dire una cosa banale ma tra i miei pochi amici, quelli più sinceri sono gay… anche se bisogna ammettere che anche tra di loro ci sono “quelle tremende”, non è che sono tutti santi! (ride, ndr). Essere gay però vuol dire vivere e sentire la vita in maniera diversa, e questo mi piace.

Tornando a Sanremo, questo è stato il festival di Luca che non è più gay. Il tuo punto di vista su tutta la questione?

Si è alimentata troppo la polemica, e inutilmente. Quella andava considerata solo come una canzone. Poi chissà chi è ‘sto Luca, io un idea me la sarei anche fatta…!

Parlando di gay in Italia però dobbiamo fare talvolta i conti con un po’ di discriminazione, non sempre è tutto rose e fiori.

Tu ti sei mai sentita discriminata per il colore della tua pelle, come direbbe Berlusconi, un po’… abbronzato?!

Per fortuna no, mai. Mio papà se n’è andato che ero molto piccola, e mi hanno sempre visto soltanto con la mia mamma, forse è anche per questo. Non mi sono mai sentita diversa, e nel mio percorso di vita non ho mai incontrato persone che mi hanno fatto pesare questa cosa.

Cosa pensi del dibattito sulle unioni gay, favorevole, contraria?I matrimoni gay, certo perché no? Vivi e lascia vivere, questo è il mio motto!

Fino ad ora hai realizzato tutti i tuoi desideri. Qual è adesso il sogno di Karima?Continuare a collaborare con grandi musicisti. Mi hanno insegnato di lavorare sempre con le persone più grandi e più brave di me, anche se non sei all’altezza perché solo così puoi migliorare. Il mio più grande sogno nel cassetto è di duettare con Stevie Wonder! È impossibile lo  so, ma anche Amici e Sanremo un tempo lo erano per me, quindi… chissà?!

di Francesco Belais