LE DUE ANIME DI DOLCENERA

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Parla la vincitrice di Sanremo giovani che sabato sarà a Torre del Lago dove la sua hit è la sigla dell'estate gay: "Soo felice che abbiano scelto proprio...

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MILANO – La sua grinta a Sanremo ha bucato i teleschermi; la vittoria, più che meritata, ha messo d’accordo tutti, pubblico e critica. “Siamo tutti là fuori“, il brano che ha presentato durante la kermesse canora, è stato scelto come sigla di uno dei locali gay più famosi d’Italia, il Mamamia di Torre del Lago, dove la cantante si esibirà questo sabato, 21 giugno, in occasione dell’apertura del Summer Festival, per proporre un assaggio di quello che sarà il suo tour estivo. “Sorriso nucleare” è il titolo del suo primo album. Dolce ed esplosiva, tenera e decisa ecco che cosa ha raccontato a gay.it
Dolcenera, perché questo nome?

C’è una canzone dell’ultimo album di De Andrè, “Anime salve”, che s’intitola “Dolcenera”, che mi ha affascinata subito, quindi ho scelto questo come nome d’arte. Mi rispecchia molto, io sono a volte dolce, a volte incazzata, mi sembra di avere dentro di me due anime, una più razionale che bisogno di rigore e di ordine e l’altra che è totalmente estrosa e senza leggi che sfogo quando scrivo canzoni.
Sei sempre “là fuori” insieme a tutti i giovani, come canti nella tua canzone oppure il successo ti ha cambiata?
Sono sempre… di fuori!!! Ero di fuori prima e continuo a rimanere un po’ nel mio mondo, sono sempre stata un po’ troppo sognatrice per la realtà. Se io pensavo, come dice Pessoa in un suo libro, che sognare è viaggiare senza la scocciatura delle valigie, adesso, col successo, ho imparato che si può viaggiare anche con la scocciatura delle valigie ed è quello che faccio adesso! La mia casa è in una valigia! Non mi lamento perché è una vita che comunque ho voluto fortemente. Volevo scrivere canzoni e farle ascoltare ai ragazzi, e questo andare in giro fa parte di questa vita. Il palco è il mio ambiente naturale, sul palco non ho timori, non c’è paura, non c’è ansia mi concedo totalmente alla musica e si vede la mia vera natura. Tra l’altro il mio tour comincerà dal 7 luglio e toccherò diversi punti d’italia. Il concerto avrà un taglio decisamente rock, vista la band di rockkaccioni di cui mi sono circondata!

Beh, in effetti dopo Sanremo hai lasciato tutti con la voglia di vederti dal vivo…
Sanremo ti apre una strada, una strada fatta soprattutto di notorietà, poiché rende la tua faccia nota a tanta gente, il problema però è continuare ad andare avanti, allargare questa strada in altri contesti come può essere il live.
La tua canzone è stata scelta come sigla del Mamamia, uno dei locali gay più importanti d’Italia, dove ti esibirai questo sabato. Che effetto ti fa sapere di essere molto stimata da questo tipo di pubblico?
La sensazione è molto positiva e di gratitudine nei confronti delle ragazze e dei ragazzi gay, che io trovo siano più sensibili del resto della gente. Sono molto appassionati di musica, cercano sempre di capire che cosa c’è dietro le cose, cosa c’è dietro una canzone o un personaggio. Il fatto che loro abbiano scelto il mio pezzo come sigla, mi ha emozionato.
Sei originaria del Salento, in Puglia. Come saprai quest’anno la città di Bari ha ospitato il gay pride nazionale, con una reazione fantastica da parte della città intera. Tu cosa ne pensi? Te lo aspettavi?
È una reazione che non posso che ammirare poiché non c’è da temere niente da questo tipo di manifestazioni, e qualsiasi forma di espressione del proprio pensiero, se non è violenta, è da agevolare. Quindi sono molto contenta che la mia terra abbia avuto un gesto di intelligenza.
Cosa pensi del movimento gay in Italia?

Non vedo perché debba esserci un movimento gay, almeno lo auspicherei: per me dire essere gay o essere etero è come dire mi piace la coca cola o mi piace l’aranciata, e c’è gente a cui piace l’uno e l’altro! Per cui come non esiste un movimento etero, non dovrebbe esistere il movimento gay. Esistono solo delle diverse realtà che non hanno bisogno di qualche organizzazione politica che miri ad ottenere qualcosa.
All’estero succede molto spesso che gli artisti si dichiarano gay senza alcun problema, mentre in italia ci sono ancora molti tabù.
Secondo me la sessualità è una cosa intima quindi non è detto che uno che fa musica debba andare lì a dire sono così o sono colà, ma neanche nasconderlo. Né ostentarlo a tutti i costi, né nasconderlo: sarebbe la cosa più giusta.
Parliamo un po’ più di te, Dolcenera, preferisci il giorno o la notte?
La notte.
Che cosa ti piace di più di te?
Caratterialmente la grinta, la testardaggine. Fisicamente le spalle.
Che cosa non ti piace invece?
Caratterialmente talvolta sono troppo autoritaria e fisicamente se comincio a farti l’elenco non si finisce più! Però ho imparato a piacermi! Ed ho scritto anche una canzone che parla di questo e s’intitola “Io mi piaccio”
Qual è il tuo desiderio più grande?
Forse ti dovrei rispondere che il mio desiderio più grande si è già avverato, ma in realtà non è così. Non era Sanremo il mio desiderio più grande, non ho mai sognato da piccola di apparire in televisione, o di vincere il festival. Sanremo è stato un mezzo per riuscire a far ascoltare la mia musica ai ragazzi senza nessun tipo di interfaccia. La vittoria poi è stata una sorpresa totale. Quindi il mio più grande desiderio è di continuare a scrivere canzoni ed avere la possibilità di farle ascoltare ai ragazzi e condividere così le mie emozioni. Soltanto in questo modo mi sento meno sola.
Ti manca il fatto di non essere stata mai bambina, come racconti sul tuo sito?
Inevitabilmente, quando a un bambino gli viene messo di fronte uno strumento musicale, si ruba del tempo al gioco. Sono stata così immersa nel modo della musica, che sono, in un certo senso, cresciuta più tardi dei miei coeatanei. Alle scuole medie ero un po’ una bambinetta rimbecillita. Non so, vivevo nel mio mondo, della musica, del pianoforte, delle canzoni e poi, magari, quando in terza media mi hanno chiesto: “Sai che quella sta insieme a quello?” Io ho risposto: “Ma cosa vuol dire stare insieme?” Poi sono cresciuta, meno male, adesso li ho raggiunti i miei coetanei a livello di “sviluppo”, insomma. Ma non rimpiango di non aver giocato con le bambole!
Visto che hai sfiorato l’argomento, sei innamorata, fidanzata?
No, perché non vedo come potrei fare andando sempre in giro. Poi non c’è nessuno che riesce a starmi dietro, non c’è una persona che ci riesca.
Chi sono i tuoi artisti preferiti?
Sono un po’ esterofila, mi piacciono i Blur, George Michael, gli U2, Led Zeppelin.
Letture?
Sto leggendo “Il libro dell’inquietudine” di Pessoa. Un bel mattoncello, uno di quei libri così intensi in ogni frase che non puoi leggere più di una pagina per volta!
C’è qualcosa in particolare che vuoi dire a tutti i ragazzi e le ragazze che “sono là fuori”?
Beh di continuare a sognare, a tutti, gay o meno, di vivere la realtà con libertà senza farsi troppi problemi e continuare a sognare sempre ed a sognare di essere travolti da storie incredibili!
Ti faccio tanti in bocca al lupo…

Prima di salutarci Emanuela, questo è il suo vero nome, mi fa, teneramente, una confidenza:
Sai la verità è che io avrei una persona… ma, non so, non è detto che, perché una volta due si sono innamorati, debbano continuare a stare insieme. Due persone dovrebbero decidere ogni giorno di stare insieme, e il problema è che oggi non l’ho ancora sentita questa persona… quindi non so se ci sto insieme oppure no!
Beh, allora se lo desideri ti faccio tanti auguri di riuscire a stare insieme a questa persona!
Vabbeh va…
Emanuela ti saluto, a presto, in bocca al lupo!
Ok ciao crepi!

di Francesco Belais

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