MADONNA CONTRO LA GUERRA

La Material Girl anticipa il prossimo album con un video violentissimo che denuncia gli orrori delle bombe. Ma precisa: “Non sono contro Bush”. Che sia tutta un’abile operazione di immagine?

Modelli in mimetica e divise militari sfilano sulla passerella. Irrompe lei, la “super-eroina”, lanciando una bomba a mano sulla folla. Panico, disperazione: in un crescendo di frenetica follia, si sovrappongono immagini di guerra, bambini iracheni, arti insanguinati. E’ questo, in sintesi, il contenuto shock del prossimo video di Madonna, una provocante e brutale denuncia degli orrori della guerra, in uscita a metà marzo, per anticipare il suo prossimo album “American Life” che sarà nei negozi, pare, a partire dal 22 aprile.

L’annuncio è stato dato nei giorni scorsi da Liz Rosenberg, portavoce della star, al termine delle riprese effettuate la scorsa settimana a Los Angeles.

«E’ un video contro la guerra, ma il suo scopo, come per la maggior parte del lavoro di Madonna, è di essere preso come una provocazione» ha riferito la Rosenberg. Insomma, sì, in qualche modo la signora Ciccone, pardon, signora Ritchie, si schiera, afferma a chiare lettere che la guerra provoca orrori, ma per carità, guai a parlare di politica: «Non voglio assolutamente dire che il video sia specificatamente contro Bush» ci tiene a precisare subito la portavoce della cantante, nonostante un quotidiano online avesse definito il lavoro la “più scioccante dichiarazione contro la guerra e contro Bush che l’industria dello spettacolo abbia prodotto”.

Parzialmente smentito anche il contenuto sanguinolento del video, diretto da Jonas Akerlund, già regista del clip di “Ray of Light“; Rosenberg nega che ci siano immagini di bambini morti o arti smembrati, anche se qualcosa potrebbe cambiare in fase di post-produzione.

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Certo è che Madonna si è dichiaratamente ispirata ai venti di guerra che soffiano impetuosi sulla nostra civiltà: «Si tratta di uno sguardo panoramico sulla nostra cultura e sulla guerra che si sta profilando attraverso gli occhi di un supereroe femmina interpretato da Madonna». Parla anche della glorificazione che spesso si fa della guerra, partendo proprio con una sorta di sfilata di abiti militari; «poi, diventa folle, e si trasforma in altre cose… come se prendesse una direzione più violenta».

Madonna non è certamente nuova a creare polemiche con i suoi video. Nel 1989, le immagini religiose contenute in “Like a Prayer” convinsero la Pepsi a rinunciare al suo ruolo di testimonial, e un anno dopo MTV decise di non mandare in onda il video di “Justify my love” a causa del suo contenuto fortemente erotico. Nel ’92 la stessa emittente programmò, per gli stessi motivi, “Erotica” solo nelle prime ore del mattino, mentre nel 2001 rifiutò “What it feels like for a girl” per la violenza che mostrava. Polemiche e provocazioni che sono servite sicuramente alla “Material Girl” per diventare una delle popstar più ricche del pianeta, ma non sempre a veicolare un messaggio di impegno sociale concreto. Qualcosa vorrebbe far credere che per il prossimo video clip Madonna potrebbe mostrare maggior sensibilità a tematiche diverse da quelle relative alle sue stesse finanze; ma, questo, per ora, è tutto da dimostrare.