Intervista esclusiva a Malika Ayane: “Basta paragoni con Madonna!”

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A pochi giorni dal debutto con il musical Evita, l'Ayane della musica italiana si confessa a Gay.it. Sentite cosa ha da dire...

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Malika Ayane è talento puro, abbinato ad una dose di positività che rischia persino di essere contagiosa. Quando la incontro siamo a Riano, a pochi km da Roma, dove l’Ayane della musica italiana sta ultimando le prove per il musical Evita. Musical che la vedrà protagonista assoluta, da novembre, nel ruolo dell’iconica Evita Perón e che la porterà in giro per l’Italia (almeno) fino a Gennaio. «Sono un po’ agitata, un po’ preoccupata, ma anche felicissima perché vivo e vedo i primi risultati, nonostante non abbiamo ancora debuttato» e aggiunge: «la difficoltà non è stata tanto interpretare Evita, una donna forte alla quale mi sento caratterialmente molto vicina, ma il fatto che sia una partitura musicalmente molto complessa. E’ bellissimo poter utilizzare lo strumento del musical per far conoscere a tutti la storia di questa donna.» Quando parla non riesco a staccarle gli occhi di dosso. Brilla. Emana un’energia che fa quasi paura. Ci crede davvero e si percepisce, sin da subito, la voglia e la passione che sta mettendo dietro questa nuova avventura che la porterà, senza dubbio, ad impreziosire il suo giovane ma già pienissimo curriculum. Tra una battuta e l’altra, Malika parla anche, senza freni inibitori, di questo continuo confronto con Madonna, del nuovo disco, di Sanremo e di tutto quello che le passa per la testa perché (anche) stavolta, l’intervista, la comanda lei.

Prima La Scala a Milano. Poi Sanremo e ora anche il musical..

Io, con il teatro, ho un rapporto a dir poco meraviglioso. Come dimensione mi diverte e mi affascina da sempre. Mi piace tanto condividere queste dieci, dodici ore al giorno, assieme a dei professionisti veri. Siamo davvero una bella squadra e con loro imparo, continuamente, cose nuove. C’è davvero una bella energia. Volevo fare il musical da una vita ed è bellissimo poter utilizzare questo strumento per far conoscere, a tutti, la storia di questa donna.

Come ti senti rispetto al personaggio che interpreti?

Io mi ritengo una donna forte, proprio come Evita. Andiamo entrambe come due trattori, per amor di battuta, davanti alle cose che possono sembrare impossibili. Il film, rispetto allo spettacolo teatrale, non lascia emergere tutto. Non definisce le sue mille sfaccettature. Dal film si evince, in particolar modo, la sua grande determinazione, mentre nello spettacolo si scoprono molte più cose. Pensa che andai a vedere Evita, forse proprio in questo periodo, in un cinema in Piazza Cavour a Milano. Cinema che oggi, purtroppo, non c’è più. Se mi avessero detto che vent’anni dopo sarei stata io, lei, non ci avrei mai creduto. Eppure..

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Posso dirti una cosa?

Devi..

Ho letto un titolo, su Sette, piuttosto accattivante : “Vi farò dimenticare di Madonna!”

(ride, ndr) Parole, naturalmente, mai uscite dalla mia bocca! E’ venuto, proprio ieri, un ragazzo della compagnia con il giornale in mano a chiedermi se avessi mai detto una cosa simile. Io, credimi, ci son rimasta malissimo. Non è da me dire o pensare una cosa del genere. Proprio io, poi, che cantai a dodici anni, nell’oratorio della mia chiesa, in un inglese più che maccheronico You Must Love Me. Tra l’altro fu l’unica volta nella mia vita in cui arrivai prima. A Madonna si deve davvero tutto.

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Chi vincerà il confronto tra Madonna e l’Ayane?

Oddio, ma il paragone non esiste. Madonna è imbattibile, senza dubbio, ma lei ha fatto il film. Io farò il suo stesso personaggio, quelli sì, ma a teatro. E’ un po’ come paragonare il calcio, al rugby. Che poi questo è uno spettacolo del ’78. Uno spettacolo meraviglioso che han fatto praticamente tutti. Piuttosto, posso aggiungere una cosa?

Certamente..

Ci rimasi malissimo quando, lo scorso anno, tutti presero in giro Madonna per la caduta ai Brit Awards per colpa del famoso mantello. Io non sopporto questo continuo accanimento contro di lei. Ogni volta che arriva una nuova stella del pop, parte il solito inutile confronto. Se non ci fosse stata Madonna, non ci sarebbe stata, molto probabilmente, neanche Lady Gaga e neanche tutte le altre cantanti da una stagione. Lei è stata la rivoluzione. Ha inventato un mondo. Prima c’è lei e poi tutto il resto.

Piuttosto,  non hai paura che tutta questa versatilità possa essere controproducente?

No, non credo. Io ce la sto mettendo davvero tutta. Studio davvero tanto, come forse non ho mai fatto in vita mia. Penso che se uno lavora con onestà e passione, non ci sia nulla di più bello, non trovi?

Dopo il successo dei “silenzi per cena” starai mica pensando di tornare a Sanremo, vero?

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