Malika: voglio volare col vento

La cantante reduce dall’ultimo Sanremo si racconta a Gay.it, dalla storia con Cremonini al rapporto col suo profilo Facebook. “Distaccata io? Sono solo semplice”.

È bastato un anno, da quando al Sanremo 2009 la giovane cantante italo-marocchina cantò Come Foglie per fare di Malika Ayane una delle cantanti più apprezzate da pubblico e critica, oltre che un volto ed una voce desiderata dalla pubblicità. Per Malika un nuovo album, il secondo dal titolo Grovigli, prodotto e arrangiato da Ferdinando Arnò, e che vede la partecipazione di artisti come Pacifico e Paolo Conte. Ma anche di Cesare Cremonini con il quale, oltre a duettare nel pezzo Believe in love, Malika vive una bella storia d’amore. Nell’album è contenuta anche la cover di La prima cosa bella, colonna sonora dell’ultimo film di Paolo Virzì. Little Brown Bear è un eccezionale duetto con Paolo Conte. Creati interamente dalla penna di Malika Ayane invece i testi Sogna e Satisfy my soul.

A giudicare dalle classifiche Airplay e iTunes sembri la vera vincitrice del Festival. Soddisfatta dei risultati?

Mi sembra presto per fare bilanci. L’anno scorso, dopo la mia esibizione a Sanremo, sembrava non dovesse succedere nulla. Poi la canzone Come foglie ha riscosso un grande successo. Prima di fare bilanci è bene aspettare almeno un mese.

Cosa speri che accada per questo tuo nuovo progetto discografico Grovigli che hai dichiarato essere la naturale evoluzione del primo album?

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Mi auguro che questo progetto abbia una vita propria, autonoma ma continuativa. Spero si colga che è un progetto legato ad un momento, una stagione particolare della mia vita privata ed artistica, ma anche il frutto delle innumerevoli esperienze vissute in questo ultimo anno.

Sul tuo successo personale si è detto e scritto tanto. Quanto influisce sul tuo successo l’aver dietro di te una lady di ferro come Caterina Caselli?

Io credo influisca non solo il lavoro di Caterina Caselli, ma di tutta quanta la mia squadra, a partire da Ferdinando Arnò (sua la musica di Ricomincio da qui, ndr.). È un lavoro assolutamente collettivo. Mi considero come la frontwoman di una band, quindi il mio successo non è dovuto solo al mio talento, ma al contributo di ogni professionista che lavora nel mio team. Ognuno di loro con la sua storia e le sue esperienze personali porta del valore aggiunto al progetto discografico.

Lo scorso anno mi raccontasti la meraviglia nell’essere riconosciuta per strada. Oggi invece l’affetto del pubblico e la popolarità quale effetto ti suscitano?

Io sono ancora più stupita dello scorso anno. Sono milanese, e sai che noi siamo abituati a vivere tutto, non dico con indifferenza, ma con un maggior distacco. Siamo sempre di corsa, non ci accorgiamo di chi ci guarda e ci riconosce per strada. Dopo questo Sanremo è successo qualcosa che mi ha colpito particolarmente: l’affetto delle signore di una certa età. L’altro giorno ero al mercato e sono stata attorniata da un gruppo di signore cinquantenni che mi hanno fatto i complimenti e mi facevano domande. Non mi aspettavo di essere riconosciuta da quel target di persone. È stato piacevole.

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Eppure mantieni un’immagine che a volte può sembrare distante. La Malika di tutti i giorni com’è?

La Malika di tutti i giorni è quella che si mette un bel vestito addosso e va al mercato. Mi piace vestire bene, indipendentemente dal fatto di stare in tv o in giro per il mercato.  Mia figlia tra mezz’ora esce dall’asilo e sto scappando da lei. Passo solo un attimo da casa a cambiarmi le scarpe, perché andare in bici con il tacco tredici non è proprio il massimo. E comunque la vita è fatta soprattutto di questo: della cucina, di cene con amici, di stare con i propri figli ecc.

Curi da sola il tuo look, o ti affidi a qualcuno?

Diciamo che sono pazza di  una coppia di designer che si chiamano Christian Petrini e Nicola Russo, che hanno creato il  marchio Pierre Ancy. Mi hanno vestito con delle bellissime creazioni in tutte le serate sanremesi. Ci tengo a parlare di loro perché sono giovanissimi e bravissimi.

Come va la tua storia con Cesare Cremonini?

Molto bene.

Che rapporto ha Malika con internet e con i social network?

Purtroppo ho molto poco tempo, quindi curo poco le mie pagine. Ma appena posso vado su Facebook e scrivo di tutto. Posso condividere uno stato d’animo oppure scrivere che sto facendo un lavoretto domestico come preparare il sugo o stirare una camicia. Purtroppo ho perso un po’ il controllo delle richieste d’amicizia. C’è un vero e proprio aggrovigliamento di richieste e messaggi. Quando posso cerco di rispondere a tutti, ma ammetto di essere un po’ lenta. Di sicuro mi piace curare personalmente il mio profilo, che spesso è stato e può essere un ottimo modo per far nascere interessanti occasioni professionali.

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Paolo Conte ha detto di te: "La sua voce è come il Calychanthus: fiorisce d’inverno ed il suo profumo porta lontano". Se potessi quale profumo sceglieresti e dove vorresti ti portasse?

Non so. Forse il profumo del vento quando sta cambiando. Hai presente? Non so dove mi porterà ma spero in un posto bello.

di Michele Sabia