Mengoni e il coming out: “Ognuno se la vive come crede”

Intervista a Marco Mengoni, ma su coming out, diritti dei gay e omofobia ha poco da dire. Anzi, ad alcune domande neppure risponde.

Milano – Siamo riusciti a intervistare Marco Mengoni, seppure abbia acconsentito a risponderci (a causa dei troppi impegni – dice) via mail. Sia chiaro, il coming out è veramente un fatto personale, ognuno è libero di rendere pubblica o meno la sua vita privata, che si tratti di un personaggio o di una persone comune, poco importa. Se sia gay oppure no, sono fatti suoi. Lui ha smentito e gli crediamo. E anche se lo fosse e non volesse dirlo, non saremo certo noi a giudicare. È chiaro che con l’aria che tira in Italia, non ci fa altro che piacere  che qualcuno, coraggiosamente e orgogliosamente (vedi recentemente Ricky Martin),  rompa il muro di omertà e di pregiudizi e affermi la sua identità sessuale. A parte tutto questo, ci spiace che Mengoni non abbia risposto, non tanto alle domande sulla sua sessualità, quanto a quelle su omofobia e diritti dei gay. Forse dire "picchiare i gay è ingiusto" è come ammettere la propria omosessualità? Questo è più grave del non voler fare coming out. In coda all’intervista trovate le domande cui non ha risposto.

Come vivi l’improvviso successo ottenuto prima con X Factor e poi con Sanremo?

Sono talmente impegnato tra la promozione, le prove in studio e il tour che forse non me ne sono ancora veramente reso conto.

Qual è la cosa più bella del fatto di essere famosi?

Sai, io credo che la cosa più bella della vita, che tu sia famoso oppure no, sia la possibilità di essere liberi di esprimersi. È chiaro che quando diventi famoso ciò che ti fa piacere é scoprire negli altri la stima e il gradimento di ciò che fai della tua piena libertà.

Quella più brutta?

La mancanza di tempo per me stesso… Se non vivo la quotidianità non posso pensare, una volta salito sul palco, di trasmettere qualcosa a chi mi ascolta. Sono le emozioni di tutti i giorni che poi ti fanno creare e trasmettere… Mancano quelle manca tutto.

La cosa più imbarazzante che ti è capitata da quando sei famoso?

A me capita spesso di fare delle figuracce… Ma non da quando dite che sia diventato famoso, tutti i giorni. Mi imbarazzo poco, però. Cerco sempre di trovare la chiave di lettura divertente, anche per le situazioni più assurde.

Quella più divertente?

Una delle cose più divertenti é capitata a Sanremo. Stavo facendo un servizio fotografico sul tetto di un hotel e mi trovavo sopra a una sorta di grande cisterna chiusa. A un certo punto si é sfondata e ho cominciato a cadere sempre più in fondo. Cercavo di tenermi ma nulla… Scivolavo dentro quell’acqua putrida e gelida… E dopo un paio d’ore sarei dovuto salire sul palco dell’Ariston. Beh… tutti mi guardavano increduli, con il sorriso sotto ai baffi. Quando sono riuscito ad uscire, così, tutto sporco mi sono detto: "Ma sì, rock&roll… Continuiamo con le foto", e così ho fatto. Come se non fosse successo niente!

I reality show ogni anno sfornano nuovi talenti che ottengono improvvisamente molto successo con il rischio di essere dimenticati già alla stagione successiva. Non hai paura di finire anche tu in questa specie di tritacarne? Ci pensi mai?

Non ho paura di questo, i talent show nascono per creare artisti, non per distruggerli. E se durano poco significa che doveva andare così. Sai io parlo per me. Non nasco qualche mese fa a  X Factor. Io canto da quando ho 15 anni. Ho iniziato cantando nei pub, ai matrimoni… La gavetta insomma. Quindi sono qui oggi sicuramente anche grazie al talent di Raidue, ma anche al mazzo (si può dire?) che mi faccio da anni e che continuerò a farmi, indipendentemente dal successo. 

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Cosa faresti se il successo e la fortuna improvvisamente ti voltassero le spalle?

Continuerei a fare quello che faccio. In questo mondo ci sei e un minuto dopo non ci sei più. Prima di tutto devi esserci per te stesso, solo così puoi comunicare agli altri chi e come sei veramente…

Chi sono i tuoi artisti italiani di riferimento?

Dovendo fare una scelta: Elisa, Lucio Battisti, Mia Martini, Negramaro e Subsonica

Quelli stranieri?

Anche qui non mi basterebbe una pagina, però… Paolo Nutini, Beatles, Rolling Stones, Lady Gaga, Franz Ferdinand, Deep Purple e Michael  Jackson.

Segui la moda?

No davvero, mi vesto come mi pare, in base al mio umore apro l’armadio e mi fiondo dentro. Si potrebbe dire a caso… Posso uscire con i pantaloni della tuta e una camicia e sentirmi a posto. Devi stare bene con te stesso… Io l’ho imparato col tempo.

Chi sono i tuoi stilisti preferiti?

Neil Barrett, Moschino, Dsquared2. Ma indosso sempre qualcosa di H&M o Zara!

Sei molto carino, ti è capitato di ricevere proposte da fans gay?

Sì, è capitato.

All’estero moltissimi artisti gay, si dichiarano senza problemi, Will Young ad esempio oppure Beth Ditto dei Gossip, per non parlare di Elton John o George Michael, adesso Ricky Martin ecc. In Italia questo non succede, cosa ne pensi?

Ognuno se la vive come crede. Non sono abituato a giudicare la vita privata degli artisti e non mi interessa farlo… Libertà d’espressione, ricordi?

Quali sono i tuoi progetti futuri?

Sta partendo il Re Matto Tour: iIl 3 e il 4 maggio sarò a Milano all’Alcatraz, il 6 all’Atlantico a Roma e poi tutte le altre date potete trovarle sul mio sito. Grazie al tour ho la percezione reale della gente. Stare sul palco e sentire il calore delle persone che sono venute lì per me mi da la vera carica.

Hai già realizzato molti sogni, qual è il più grande ancora rimasto nel cassetto?

Vincere un Grammy e poi – giuro – mi ritiro!

Un tuo messaggio a tutti i nostri lettori gay che ti apprezzano e ti seguono?

Grazie a tutti coloro che mi hanno sostenuto fin dall’inizio e che continueranno a farlo… Vi aspetto alla data più vicina a casa vostra.

Ecco le domande cui non ha risposto: 

– In varie interviste hai dichiarato di non essere gay e tanto meno bisex, giusto?

–  Però hai molti amici gay?

– Cosa pensi della situazione dei diritti gay in Italia?

– Saresti favorevole a una legge che tutela le unioni omosessuali?

– Purtroppo negli ultimi mesi ci sono state molte aggressioni omofobe e violenza, cosa ne pensi?

– Che cosa si potrebbe fare affinché questo cambi?

– Cosa potrebbero fare gli artisti per aiutare a combattere questo triste fenomeno?

di Francesco Belais