MIETTA: SONO INNAMORATA DEI GAY

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Abbiamo parlato con Mietta. Nuovo album e una tournee, perchè fare un concerto "è come fare l'amore". Ha un trottolino amoroso ma si dice innamorata dei gay. Sentiamo...

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“Lascia che sia io a curare le ferite che hai nascosto nel cuore io ti porterò i sogni che hai lasciato andare…”. Con queste parole Mietta apre il suo nuovo singolo “Il Fiore” contenuto nell’album “74100”, uscito a tre anni di distanza dal precedente. E fin dal primo ascolto questo suo nuovo lavoro appare segnato da una forte sensualità. La sensualità dei testi, della sua voce e anche del suo sguardo fissato nella foto di copertina scattata dal grande Gianmarco Chieregato.
Abbiamo fatto qualche domanda a Mietta per conoscere qualcosa in più sul cd e su di lei…
Sei uscita da pochi giorni con un nuovo album, “74100”. Un numero come titolo, a molti potrà sembrare strano ma per te questo numero rappresenta qualcosa di importante. Vuoi spiegarci meglio?
“74100” è il codice postale di Taranto, la mia città. Ciò non significa che questo cd abbia ritmi e sonorità mediterranee, la mia è un a musica pop-rock con venature blues. Questo titolo vuole soltanto essere un ringraziamento e un riconoscimento alla mia città che è il luogo da dove tutta la mia carriera è partita. Un ritorno alle origini, alle mie radici.
Col nuovo album sei già entrata nella classifica Fimi Nielsen. “Il fiore”, più alta nuova entrata italiana della scorsa settimana, si mantiene nella top 15 dei singoli più venduti. Cosa si prova?
Sono felicissima. Quando un lavoro per cui ti sei molto spesa trova il riscontro del pubblico è una gran soddisfazione.
Questo tuo lavoro esce a tre anni di distanza dal precedente “Per esempio… per amore“, come mai questa attesa?

Poco tempo dopo l’uscita dell’album ho lasciato la Warner e, nonostante fosse un lavoro in cui credevo, non ho potuto continuare la promozione. Ho dovuto quindi mollare quell’album e mettermi al lavoro per qualcosa di nuovo. E mi sono messa anche a cercare collaborazioni…
Infatti per questo tuo nuovo album hai avuto collaborazioni importanti Mariella Nava, Simone Cristicchi, Mario Venuti, Valeria Rossi, Neffa, Jerico e Valentina Ducrò… Come sono nate?
Ho capito che dovevo avere il coraggio di chiedere! Benché io sia una persona molto esuberante sono anche piuttosto timorosa. Per questo non avevo mai osato cercare collaborazioni, stavolta mi sono fatta coraggio e ho chiesto di collaborare ad artisti che stimo e apprezzo; ne sono venute fuori delle ottime collaborazioni.
Tra questi artisti ce ne sono di molto diversi tra loro…. Penso a Valeria Rossi e a Mario Venuti, ad esempio… Come sei riuscita a conciliare queste due anime diverse in un unico album?

Soprattutto grazie alla bravura e all’esperienza di Fabio Massimo Colasanti che ha arrangiato tutto l’album ed è riuscito a dare coerenza e ad amalgamare tutte le canzoni seguendo la linea di un pop-rock con toni blues.. Non a caso Colasanti è anche arrangiatore di Pino Daniele. E poi credo che sia stato più facile conciliare il tutto in quanto tutte accomunate dalla mia voce e dalla mia interpretazione. Il lavoro di produzione è stato lungo, due anni e mezzo e grande anche l’impegno che ci ho messo.
Ma 4 canzoni di “74100” sono scritte proprio da te.. Com’è la Mietta autrice? Da cosa trae ispirazione?
Mietta autrice non è nata adesso, spesso si era nascosta; per insicurezza non si era mai esposta troppo. Poi un po’ di tempo fa ho passato un periodo della mia vita un po’ particolare, ho avuto modo di riflettere su me stessa, di ripensarmi, di lavorare sulla mia interiorità; e da questa ricerca interna sono nate con molta spontaneità e semplicità queste mie canzoni. Ma anche per quanto riguarda le altre canzoni, scritte dagli altri artisti, l’ispirazione veniva comunque da me.
In questo periodo in cui sei stata lontana dalle scene musicali hai anche partecipato a Music Farm. Cosa pensi dei reality?
Non credo che chi partecipa a un reality sia uno sfigato. Certamente tutti abbiamo gli alti e bassi nella nostra carriera ma se un reality si fa con dignità e ci si crede non si è degli sfigati. Io ho partecipato a Music Farm perché è un reality fatto bene, in cui oltretutto protagonista è la musica, cioè la mia passione e il mio lavoro. Ad un altro tipo di reality non so se avrei partecipato…
Cosa ti ha lasciato Music Farm a livello di amicizia con gli altri concorrenti?
Con alcuni, come Mariella Nava, eravamo già amiche da tempo. Non sono diventata intima amica di tutti ma sono nate delle belle amicizie o conoscenze, con molti ogni tanto ci sentiamo, ci mandiamo messaggi.
Nel video de “Il Fiore” – ideato da Graziano Antonacci e realizzato da Gaetano Morbioli – ti mostri in croce; anche Madonna nel suo nuovo tour ad un certo punto si presenta come crocifissa… ed ha scatenato un mare di polemiche. Anche la tua vuole essere una provocazione? Cosa rappresenta la croce?
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Nel video de “Il Fiore” – ideato da Graziano Antonacci e realizzato da Gaetano Morbioli – ti mostri in croce; anche Madonna nel suo nuovo tour ad un certo punto si presenta come crocifissa… ed ha scatenato un mare di polemiche. Anche la tua vuole essere una provocazione? Cosa rappresenta la croce?
Io sono cattolica e non avevo assoluta mente alcuna intenzione di fare un atto blasfemo. Per me la croce è il simbolo del dolore e dell’amore, un amore totale che è il tema che pervade tutto l’album. Anzi semmai la mia vuole essere ma provocazione contro chi ama senza passione, senza trasporto; per me l’amore deve essere fortissimo. E poi credo che la croce sia anche simbolo di rinascita e questo mi piace, perché anch’io mi sento come un’araba fenice che riesce a rinascere e a superare i momenti bui.
Il tuo album sembra una descrizione di te come donna nel senso più completo e alto del termine. Cosa significa per te essere donna?

Essere donna ha mille sfaccettature, da quelle più ambite a quelle meno semplici. A volte si è discriminate e altre volte devi dimostrare ancora di più perché si aspettano di più da te in quanto donna. Essere donna è passionalità, è capacità di innamorarsi, è anche istintività e dovrebbe essere soprattutto avere la forza di non soccombere nonostante le difficoltà.
Che tipo di musica c’è sul tuo I-pod? Cosa ascolti?
C’è molto Elisa, Carmen Consoli, Pino Daniele, Jovanotti, Coldplay, Prince e poi, naturalmente, gli artisti italiani a cui ho chiesto una collaborazione.
C’è una persona che ammiri particolarmente?
Io non giudico mai le persone, amo le persone che sanno stare accanto agli altri e le persone che sanno credere nelle favole; se non ci fossero favole in cui credere questa vita non avrebbe senso, non ci sarebbero stimoli per andare avanti..
In questi giorni sei anche in giro per l’Italia con il tuo tour, come vivi il rapporto col pubblico nei tuoi concerti?
E’ bellissimo! C’è un meraviglioso scambio di energia tra me e il mio pubblico! Sembra di fare l’amore!
Sei innamorata adesso? Hai un trottolino amoroso dudu dadada?
(sorride NdR) Ebbene sì convivo da 5 anni con un bassista di Reggio Emilia. Come tutte le persone passionali ci siamo lasciati e ripresi 18 volte…
Pensi mai a Mietta come mamma?
Mi piacerebbe molto adoro i bambini, sarei davvero simpatica con la mia bambina… perché io vorrei tanto una bimba…
Se dico Sanremo cosa mi dici? Pensi di ripresentarti sul palco dell’Ariston?
Sanremo, solo con una canzone valida e di cui ne sia convinta. Altrimenti va male… Quando avevo una buona canzone e ci credevo è andata bene negli altri casi è andata male. Comunque Sanremo per me ha rappresentato molto, mi ha dato molto e mi ha aperto molte strade.
Veniamo a “noi”… Come vedi il mondo gay?
Sono molto innamorata dei gay, i miei migliori amici sono gay. Per me non esistono gay o etero, per me esistono le persone e proprio in quanto persone meritano tutto il rispetto e i diritti. Ho un cospicuo fans club gay e sono molto orgogliosa di loro!
Sei mai stata in un locale gay per delle serate?
Molte volte.
Hai mai pensato di fare qualche canzone più dance in modo che possa anche essere suonata nelle discoteche?
Ho fatto una prova con “Angeli noi”, ma la gente mi ama quando sono melodica, quando rimango nel mio genere. In Italia purtroppo sembra che i generi debbano rimanere separati e che un cantante non possa variare. Invidio una come Madonna che ha la possibilità di cambiare, e di interpretare generi diversi in un unico concerto.
Quali sono i tuoi prossimi progetti?
La tournee, la promozione dell’album e soprattutto l’impegno di dire sempre con umiltà quello che penso.
Come ti vedi tra 20 anni?
Spero di essere mamma principalmente, di continuare a cantare e mi piacerebbe anche recitare. Ma soprattutto di essere una persona serena.
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di Gian Luca Pacini

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