Miguel Bosé: l’Italia è troppo vicina al Vaticano

Così si è espresso il cantante italo-spagnolo in tema di diritti degli omosessuali nella conferenza stampa per presentare il suo nuovo album “Cardio”, in uscita il prossimo 16 aprile

Milano – È un Miguel Bosé in splendida forma (è dimagrito di oltre venti chili, rispetto ai 104 di un paio d’anni fa, grazie alla dieta Ayurvedica) che oggi ha presentato alla stampa il nuovo cd, Cardio, già disco di platino in prenotazione: «È un album molto solare, è un divertimento  – ha spiegato Miguel – con molte influenze latine e chitarre brit-pop. Nel tempo sono riuscito a essere meno sovraccarico e barocco, adesso ho voluto comunicare con testi, a volte divertenti, capricciosi e diretti, al tempo stesso profondi e leggeri. Cardio in greco classico significa cuore, è la vita, è la morte, è la chirurgia, è un laboratorio, ha un valore cromatico che rimanda all’elettronica». L’uscita è stata anticipata dal singolo Per te, unico brano del cd in lingua italiana, tradotto  e adattato da Jovanotti: «Ho incontrato Lorenzo in occasione del concerto Paz sin fronteras che ebbe luogo a La Havana, Cuba. Gli era piaciuto molto il pezzo e ha voluto tradurlo, rendendolo addirittura migliore della versione spagnola».

Approfitto della nazionalità italo-spagnola di Bosé e della sua profonda conoscenza di entrambi i paesi, per chiedergli un parere sul fatto che due uomini, o due donne, possono passeggiare per Madrid mano nella mano senza creare lo stupore di nessuno, e possono addirittura sposarsi, quando a Roma due ragazzi che si scambiano effusioni prendono le coltellate: «Il motivo principale è che l’Italia e’ troppo vicina al Vaticano e poi dovete votare meno Berlusconi – spiega – una moderna democrazia deve dare tutte le alternative possibili per tutti i cittadini. In Spagna culturalmente, da sempre, non gliene frega niente a nessuno della sessualità delle persone e tutto è vissuto in modo molto più naturale. Coppie di gay, lesbiche e anche trans partecipano a tutte le trasmissioni televisive».

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«Ma la storia va avanti – prosegue Bosé – anche se uno non lo vuole, quindi anche in Italia le cose cambieranno. Io non sono un uomo di destra, mi è impossibile, non lo sarei neanche dopo una lobotomia, ma capisco che una destra ci vuole nelle democrazie. Però deve essere moderna, progressista e dialogante, non un ritorno al passato». Riferendosi agli episodi di omofobia in Italia Miguel ha toccato anche il discusso tema dell’aborto: «È indegno usare la sessualità come arma contro qualcuno, se una donna vuole abortire per problemi di salute o perché è stata violentata, una democrazia deve offrire le alternative per il benessere di ciascuno, fosse anche di una persona soltanto». Il nuovo tour di Bosé partirà dalla Colombia il prossimo 5 maggio per proseguire in America Latina e poi in Europa. Se il disco andrà molto bene anche qui, ci potranno essere delle tappe in Italia da ottobre a dicembre.

di Francesco Belais