MOMO: VOGLIO UN DUETTO CON RENATO

Incontro con Momo al baretto di San Lorenzo, per parlare di musica e della libertà di amare, nonostante le “persone cattive, ignoranti di cuore”.

Martedì. Seconda serata sanremese. Dopofestival.

Si avvicina una ragazza bizzarra, comincia a cantare una canzone strampalata, giungendo le mani sopra la testa e dimenando i fianchi. Tutti in sala ridono, come se fossero dinanzi alla scema del villaggio. Mancano i campanacci e saremmo alla Corrida.

Poi la ragazza rivela di essere stata coautrice di Che bella gente, portata al Festival nel 2006 da Simone Cristicchi. Allora, come di comune accordo, tutti i giornalisti cominciano a guardarla con occhi differenti. La scema del villaggio forse non è poi così scema.

Chiambretti lo aveva intuito guardando il video di Fondanela e la aveva voluta a tutti i costi. L’ha fatta rintracciare proprio da Cristicchi, che le telefona martedì mattina dicendole di venire subito a Sanremo. Il pomeriggio lei prende l’aereo. La sera nasce il fenomeno Momo.

Fondanela diventa un tormentone. La serata finale Momo sale sul palco dell’Ariston e la esegue, coreografie comprese, insieme allo stesso Chiambretti, a Baudo, al maestro Caruso e al direttore di Raiuno. Trovarsi con i colossi della tv è stato «emozionante ma anche normale, è come se li conoscessi da sempre, perché guardo molta tv, Un posto al sole, i reality. Baudo lo conosco da quando era piccola…».

Appena un mese prima del Festival, quando ancora non poteva prevedere nulla, Momo aveva sentito l’esigenza di un cambiamento ed aveva lasciato il suo lavoro di babysitter con l’affezionatissimo L., che, proprio mentre siamo con lei a un tavolino del baretto del quartiere di San Lorenzo, passa e le mostra orgoglioso alcuni ritagli di giornale.

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Il suo è un mestiere come gli altri, sostiene, come il barista che ci sta portando da bere: bisogna avere umiltà, bisogna fare la gavetta, non inseguire il successo facile, perché crea illusioni e rischia di stritolare pure chi lo ottiene. Oggi la trentacinquenne abruzzese è richiestissima da giornali e televisioni e soprattutto ha firmato un contratto con la SonyBMG che ha appena distribuito Il giocoliere, il suo primo album, e lei è andata in via del Corso, in un grande negozio, e ha comprato il suo disco.

Tra le canzoni, c’è Momosessuale, ossia la convinzione che tutto è un’ipotesi, che la persona è unica e vive la propria sessualità in maniera differente dai modelli, libera di amare chi vuole e come sente. Così giura di fare nella vita Momo, che si innamora di persone con un’anima “un po’ più in là”.

Per Gay.it Momo ha accettato di farsi riprendere in una breve intervista video. Con tutto il rumore di sottofondo della gente che passava e la salutava, dei clienti del bar e del camion per la raccolta dell’immondizia. Per parlare della meraviglia della vita e delle “persone cattive”, “ignoranti di cuore”. E per lanciare un messaggio a Renato Zero.

Servizio di: Flavio Mazzini
Riprese di: Flavio Mazzini

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di Flavio Mazzini