NICOLETTA CANTA L’AMORE

Nicoletta Della Corte è in tournée in Italia con uno spettacolo di canzoni d’amore che riscuote molto successo, soprattutto tra i gay. Fabio Canino l’ha incontrata e le ha strappato qualche segreto.

Arrivo all’appuntamento per l’intervista già sfatto e distrutto. I 400° gradi all’ombra di questo pomeriggio di luglio romano si fanno sentite tutti su di me!! Mi sento come dopo aver marciato al Pride di pochi giorni fa….una ciabatta vecchia! Invece Nicoletta Della Corte arriva bellissima e freschissima come se, invece di essere scesa da un taxi, fosse appena uscita dalla doccia…mah!!

Nicoletta Della Corte sta portando in giro per l’Italia (a Roma ai Giardini della Filarmonica il 14 luglio, il 5 agosto ad Amalfi, il 5 settembre al Music Fest di Todi, poi al Festival di Amandola nelle Marche, Firenze… ecc. ecc.) un bellissimo spettacolo di canzoni d’amore.

Ci sono moltissime canzoni d’amore in giro. Quando siamo innamorati o tristi per un amore finito, qualunque canzone (anche quelle di Cristina D’Avena) al cui interno ci sia la parola amore, ci fa pensare che quella è la nostra canzone. Ma in realtà di vere canzoni d’amore, sincere, ce ne sono poche. Nicoletta ne canta alcune, spinta e incoraggiata da Paolo Conte.

Perchè nel tuo spettacolo hai deciso di cantare questo tipo di canzoni?

Perchè l’amore è un’emozione antica, un’emozione di sempre. Però ultimamente trovo che non sia messo sotto la luce giusta, ed io che sono una romantica, una passionale, ho deciso di portare in scena le canzoni d’amore con la A maiuscola, dove la storia tra i due protagonisti è profonda.

E quindi le canzoni di Paolo Conte..

Si, le sue sono canzoni che graffiano che affondano….

Il coltello nella piaga?…

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Anche, come per esempio in una canzone come "Gioco d’azzardo" dove c’è questa bellissima frase: "…perchè volersi e desiderarsi facendo finta di essersi persi…" Sono canzoni che danno spazio alla fantasia di innamorarsi o di innamorarsi di nuovo.

Come è stato il tuo incontro artistico con Paolo Conte?

Paolo Conte l’ho conosciuto attraverso il Maestro Lilly Greco che è il mio Direttore Artistico, (produttore per oltre 40 anni alla RCA di Patty Pravo, Francesco De Gregori e naturalmente di Conte) il quale mi ha fatto fare un vero e proprio provino a casa di Conte. Fu una bellissima serata, al termine della quale Paolo Conte mi disse che sarebbe stato molto felice se io avessi deciso di cantare le sue canzoni. In me ha notato una matrice teatrale che apprezza, essendo un grandissimo uomo di teatro e di cinema. Ogni sua canzone è cinema, e come lui la presenta è teatro, ed è uno dei pochi che riesce a farlo.

Nel tuo spettacolo, tu ed i tuoi cinque musicisti, presentate anche canzoni di altri autori, giusto?

Si, ci sono canzoni di Roberto Sironi, di Lina Wertmuller, di Marcello Murro, di Francesco De Gregori ed una canzone, "Luna azzurra" scritta da me e Lucio Gregoretti. Il repertorio, scelto insieme al Maestro Greco, è stata la parte più faticosa devo dire. E’ difficile trovare belle canzoni, ma d’altronde è difficile trovare sceneggiature, copioni teatrali..

Fidanzati…

Fidanzati, vero! Abbiamo trovato belle canzoni. Ce n’è per esempio una dedicata al Commissario Maigret. Un amore immaginato, un uomo che piacerebbe incontrare anche a me: solido però allo stesso tempo delicato e dolce, sempre con questo sguardo curioso alla vita disincantato e affettuoso. Maigret faceva differenza tra delinquente e delinquente… diciamolo pure, alcuni gli restavano simpatici! Ed io me lo sogno, me lo immagino…

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Fai bene, anche perchè sennò la Signora Maigret si sarebbe incazzata… Comunque un omaggio al tuo autore preferito, Simenon.

Si, Simenon è stato un grande uomo che conosceva molto bene le donne. Sai, diceva di aver amato diecimila donne. Ottomila delle quali prostitute. Un’altra cosa che mi ha colpito di lui è l’epistolario che ha avuto con Federico Fellini, di cui si innamorò dopo aver visto Il Casanova.

Perchè seconde te, il tuo spettacolo piace molto ai gay?

Sarà perchè a me piacciono molto loro, che ne so… sarà perchè è uno spettacolo sofisticato. Ai gay, le donne dello spettacolo, piacciono o molto sofisticate o molto baraccone. Io qui mi propongo come Prima Donna, molto "maschia" ma anche molto femminile, insomma ci somigliamo.

Dovessi scegliere una sola canzone dal tuo repertorio, quale sceglieresti?

Sceglierei quella che da il titolo allo spettacolo, quella che ha mosso tutto, ovvero Le chic et le charme di Paolo Conte. Canzone che scrisse per il primo film da regista di Roberto Benigni (Tu mi turbi ndr).

Qual’è la canzone che vorresti fosse stata scritta appositamente per Nicoletta Della Corte?

"L’arte", e recita così: "l’arte di farmi felice tu la conosci da sempre. E’ un talento, un arte." Una canzone sul film che c’è quando fai un incontro vero, quando ci si innamora. Quando tu fai le tue inquadrature a distanza e poi ti avvicini e tenti di sfiorarlo, toccarlo, quando non sai se quello che ti sta accadendo è finzione o realtà!

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Senti ma tu che parli tanto di amore, sei innamorata?

(mi guarda … l’ho presa in contropiede…) Mah…

Attenta che ogni cosa che dirai potrà essere usata contro di te..

(ride) Certo… io sono sempre innamorata…

Molto vaga, signorina Della Corte….

Allora diciamo di sì!

Esiste nella realtà o nella finzione, sia cinematografica che teatrale o letteraria, una storia d’amore che ti sarebbe piaciuto vivere?

Esiste un regista di cui amo le storie d’amore che racconta, Truffaut. In particolare sceglierei la storia del film "La signora della porta accanto".

Cosa ti colpisce di più in un uomo?

Lo sguardo.

E cosa te lo fa cadere in disgrazia?

L’avarizia. Credo che le cose più importanti in un uomo debbano essere il senso dell’umorismo e la generosità. Se si è generosi praticamente, si è generosi anche d’animo.

Per concludere, che canzone dedicherai ai lettori di gay.it che ti verranno ad ascoltare?

Una canzone che s’intitola "Non dimenticare" scritta da Roberto Sironi, un cantautore italiano che vive in Francia. Vi voglio salutare con una frase della canzone: "Ricordati di me anche quando non avrai niente da fare. Ricordati di me tutto quello che potrai immaginare. Ricordati che non si può mai dimenticare. Non lo so se avremo ancora l’occasione, ma musica sarà una visione, una canzone, una tentazione…".

di Fabio Canino