ORNELLA PENSAVA CHE FOSSI GAY!

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Intervista a Gino Paoli, di nuovo con la Vanoni nel cd "Ti ricordi? No non mi ricordo". Il loro primo incontro e quello con Mina. L'amicizia con Tenco...

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MILANO – Dopo quasi vent’anni dal precedente incontro artistico Gino Paoli ed Ornella Vanoni sono di nuovo insieme. Nati a poche ore di distanza l’uno dall’altra (22 settembre Vanoni, 23 settembre Paoli), hanno festeggiato da poco un compleanno importante, il settantesimo, con la pubblicazione di un nuovo album d’inediti dal titolo Ti ricordi? No non mi ricordo (Sony Music) e di un libro Noi due, una lunga storia (Mondadori) scritto con Enrico de Angelis.

Adesso stanno preparandosi per una tournée che prenderà il via dal Sistina di Roma nel febbraio 2005. Gino Paoli, acuto ed ironico come sempre, ha accettato di incontrarci.
Innanzitutto complimenti per questo disco che è davvero molto bello!
La ringrazio, sono contento perfino io!
Di solito non è contento dei suoi lavori?
No, quasi mai. Penso sempre che avrei potuto fare meglio. Essere soddisfatti di quello che si fa è una cosa molto difficile, ma stavolta sono proprio contento.

Vuole raccontarci com’è nata l’idea di fare un disco con la Vanoni, accompagnato da un libro ed altri progetti?
Avevamo già fatto una tournée vent’anni fa, che si chiamava Insieme, poi altri spettacoli ogni tanto, ma vere collaborazioni mai, fino a che un anno fa un nostro amico di Roma voleva fare uno spettacolo per una fondazione di cui era presidente e voleva assolutamente me e la Vanoni. Lo spettacolo, anche se organizzato in poco tempo, ha avuto molto successo, quello che di solito si chiama un delirio. A quel punto gli impresari – che sono molto sensibili ai deliri perché li traducono in dollari – hanno insistito molto, soprattutto con me, perché facessimo un’altra volta questa cosa. Io sono un provvisorio, non so neanche che cosa farò dopodomani e sono sempre restio ad intraprendere progetti lunghi. Poi mi hanno convinto, ho scritto le canzoni, Ornella se n’è fatte scrivere tre anche da altri, abbiamo poi deciso quali erano più adatte per i duetti e tutta la prima parte fino alla pubblicazione del disco. Adesso ci stiamo preparando per fare la tournée, la cui regia sarà di Maurizio Costanzo. A febbraio partiremo con il tour che si chiamerà come il disco. Inizialmente il titolo doveva essere “Ti ricordi? No, non mi ricordo un cazzo!” (ride) però non andava bene e l’abbiamo poi cambiato.
A proposito del suo primo incontro con Ornella Vanoni, si racconta che a ciascuno era stato detto che l’altro fosse gay. È vero?

Sì esatto! C’eravamo visti un paio di volte negli ambienti della casa discografica. C’è sempre qualcuno che dice in giro se sei così o sei cosà, come se fosse importante! Comunque a lei avevano detto che io ero gay ed a me che lei era lesbica. Per cui praticamente abbiamo girato per due mesi senza sapere che cosa dovevamo fare per una questione di rispetto e di delicatezza. Io non metto le mani addosso ad una donna se so che è lesbica! Come del resto una donna non metterebbe le mani addosso a me se fossi gay, almeno – salvo il buon gusto – questo è quello che succede di solito. Fino a che ad un certo punto glielo chiesi direttamente perché non mi sembrava possibile che io sentissi questa grande attrazione senza che ci fosse un ritorno dall’altra parte. Lei mi rispose: “Io?! Ma tu sei scemo! E tu invece…?” Insomma mi ricordo che eravamo seduti sul muretto davanti a casa sua, in quella strada c’era un alberghetto… siamo entrati e ci siamo rimasti per tre giorni!
Mi vuole raccontare invece il suo incontro con Mina?
È stato molti anni fa e mi ricordo poco. Ci siamo conosciuti perché Mogol, figlio del mio editore Mariano Rapetti, era amico di Mina. Lavorava anche lui nelle edizioni Ricordi, era convinto delle mie canzoni e quindi un giorno siamo andati da lei a fargliele sentire. Poi, nonostante io non volessi perché avevamo un po’ litigato e rotto la nostra amicizia, lei incise “Il cielo in una stanza”. La canzone, tra l’altro, era stata rifiutata da tutti. Le canzoni che scrivevo non erano fatte con gli schemi che usavano allora perciò in qualche maniera non andavano bene. La stampa diceva che i miei pezzi non avevano quello che si chiama l’inciso e quindi non erano utilizzabili.
Lei a Genova ha fatto parte di un movimento di grandi cantautori come Tenco, Lauzi. Un ricordo su Tenco?
È difficile per me tracciare un breve ricordo di Luigi perché abbiamo vissuto insieme degli anni, siamo stati a scuola insieme, è stata una cosa molto intensa. Che dire di un amico che hai perso e con cui hai vissuto insieme diecimila cose? Lo ricordo con molta tenerezza e basta.
Due parole su Umberto Bindi?
Bindi è stato massacrato perché in quel momento rivelare di essere gay era una cosa gravissima. Mentre, per esempio, Renato Zero può essere definito gay in maniera drammatica, Bindi veniva indicato gay in maniera sfottente, pigliandolo in giro, ed andare contro il ridicolo è molto difficile. Il ridicolo rovina chiunque e questo è quello che gli hanno fatto, in primis i giornalisti, in secondo luogo tutti gli altri che lo hanno massacrato. È un peccato perché era un uomo che scriveva delle cose bellissime, era un grande artista. Queste cose qua sono una colpa grave di questa società di merda!
Ha toccato l’argomento della società, cosa pensa delle recenti dichiarazioni fatte da Buttiglione?
Che è un cretino, non mi sembra che ci siano da spendere altre parole.
Qual è invece il suo pensiero in merito al dibattuto argomento delle unioni civili tra persone dello stesso sesso?
Io una delle cose che odio di più è la categoria. Categoria giovani, vecchi, omosessuali, eterosessuali, non trovo che un uomo possa essere catalogato in nessuna maniera e tutti gli uomini devono avere gli stessi diritti. I gusti personali degli uomini non mi interessano e non devono stabilire nessuna emarginazione di nessun tipo quindi mi sembra di averle detto tutto e può immaginare come la penso su tutte le cose.
Lei ha scritto Fiori diversi, una canzone a tematica gay, come le è nata?
Sì, esattamente. Ho molti amici gay che stimo, che sono amici semplicemente, non amici perché sono gay o perché non lo sono. Quindi ho dedicato a loro questa canzone.
Ha saputo del nuovo meccanismo ad eliminazione del prossimo Sanremo? Che cosa ne pensa?
Il festival di Sanremo è passato da festival della canzone a festival del disco a festival della televisione. Quindi se si volesse fare qualcosa di sano bisognerebbe tornare indietro e innestare sul festival della canzone di allora un meccanismo che valorizzi le canzoni, non il disco e non la televisione. Questa è la mia idea ma nell’epoca dell’immagine questo discorso è abbastanza fuori luogo. E’ la tecnica del consenso e dello sponsor. Se non accontenti lo sponsor te ne vai.
Non credo che una personalità come lei si trovi bene in questo sistema di cose!
Io non mi trovo per niente. Io non ci sto! Sto per i fatti miei, faccio quello che devo fare, sono un lupo solitario, non sto in branco con nessuno, quindi sono fuori da questi meccanismi. Non frequento! Chi mi segue va bene, chi non mi segue ciccia!
Vuole aggiungere qualcosa per gay.it?
Io vi auguro un sacco di fortuna, di diventare un motivo di lotta più che altro!
Grazie per la sua disponibilità signor Paoli, ci saluti Ornella!

di Francesco Belais

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