P.A.R.T.Y., la fotografica che rievoca i fasti della Queer Clubbing Culture

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Performer, dj, e ballerini che hanno animato la stagione 17/18 di q|LAB a Milano sono i volti del progetto fotografico P.A.R.T.Y. opera di Nils Rossi.

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Performer, dj, ballerini, artisti che hanno animato la stagione 17/18 di q|LAB a Milano sono i volti del progetto fotografico itinerante P.A.R.T.Y. opera di Nils Rossi.

“Take your nightlife seriously” affermava il designer statunitense Charles Eames già negli anni Settanta. La storia del nightclubbing è una storia che porta con sé i cambiamenti culturali della seconda metà del Novecento fino ai giorni nostri, facendo da scenario attivo a tutta la cultura QLGBT e all’emancipazione dal concetto di genere. Lontano dall’idea di disco mainstream, se il luogo fisico (il club), con i suoi interni, è il punto di partenza artistico dell’opera, gli avventori del club sono allora gli attori protagonisti dell’opera d’arte? E il modo in cui vivono quegli spazi è anch’esso arte? La New York degli anni Settanta-Ottanta ha risposto affermativamente al quesito generando contenitori notturni dall’alto profilo artistico, dato dalla (fortunata?) concentrazione di tutta una serie di elementi: fervore musicale e libertà sessuale in primis (non era ancora esplosa la bomba Aids). Sono quelli gli anni dell’emancipazione del mondo QLGBT, possibile anche grazie a quanto avvenuto su certi dancefloor. L’Ice Palace, il Paradise Garage, Le Jardin. Per lungo tempo sembrava che la bella disco potesse originarsi solo dalla vita notturna queer, ma un episodio in particolare mise fine all’era della musica dance gay, o almeno così vuole la leggenda: l’omicidio di Angelo Melendez. Lo spacciatore e compagno dell’icona della vita notturna Michael Alig rimasto ucciso in una lite tra i due, alimentata dalla droga. Fu un duplice omicidio, letterale e metaforico, quello che pose fine alla vita di Melendez, così come della spumeggiante scena Club Kids di New York, che Alig aveva dominato dopo la fuga dal Midwest e dalle proprie radici rurali.

Daphne Bohemién, Darkqueen. Foto di Nils Rossi ©

Dai famigerati loft party di David Mancuso, il Ground Zero della disco (gay e non) – organizzati insieme a una rete di ballerini appartenenti alla comunità gay di NY, tra cui Levan e Frankie Knuckles – sembra passata un’eternità. Le nuove generazioni di beatmaker pare abbiano conservato l’eredità gay della musica dance meglio della stessa comunità gay, che nei decenni intermedi è stata totalmente divorata da dive mainstream come Lady Gaga. Ma se non c’è più nessuno capace di creare, molti sanno invece conservare, senza annichilirsi in un vuoto esercizio di nostalgia. Perché se la queer clubbing culture può aver superato le proprie origini minoritarie trasformandosi in altro, è indispensabile che non venga dimenticata. Un esempio? P.A.R.T.Y. (Pride And Revolution To Youth), il progetto fotografico che racconta l’identità della nightlife QLGBT di oggi attraverso 22 scatti del fotografo Nils Rossi, svelando i volti di performer, ballerini, dj, e in senso più ampio degli artisti, che si sono esibiti durante la stagione 2017/18 di q|LAB, il contenitore musicale internazionale per creativi con sede presso il Q21 di Milano, in via Padova 21.

P.A.R.T.Y. Vernissage @ Spazio Kryptos Milano. Foto di Nicola Cordì ©

Dopo la preview al Teatro Elfo Puccini e dopo il vernissage ufficiale del 29 giugno, tra gli appuntamenti di Pride Square, la mostra prosegue allo Spazio Kryptos (via Panfilo Castaldi) fino al 7 luglio. Dal 9 al 31 luglio invece continuerà sotto forma di esposizione itinerante presso i principali locali del distretto rainbow di P.ta Venezia: LeccoMilano, Memà, Mono, Red Cafè, 35. Non per riportare in auge una versione underground e, a dir poco ammuffita, della vecchia febbre del sabato sera, ma soltanto per immortalare, con garbo e intelligenza, l’attitudine sinceramente “nottambula” di una generazione.

Un progetto di: Nils Rossi (Photographer), Alessandro Lombardo (Creative Producer q|LAB), Stefano Libertini Protopapa (Art Director & Dj)
Patrocini: Milano Pride, Rainbow District Milano
Sponsor ufficiali: q|LAB, 18 percento
Partner Tecnici: LeccoMilano, Memà, Bar 35
Partner: Mono, Red Café, Teatro Elfo Puccini, Spazio Kryptos, Istituto Italiano Fotografia, Poliedro, Politecnico Milano, Eurocrash

I soggetti ritratti:
Daphne Bohemién, Darkqueen (Milano) @daphne.bohemien
Lilly Love, Showgirl (Milano) @itslillylove
Kiddy Smile, Singer, Producer & Dj (Parigi) @kiddysmile
Kenjii Mizrahi, Dancer, Voguer (Bologna) @kenjii_mizrahi
Margarita Kojouharova, Designer & Clubber (Sofia) @margueritte
Guy Roland, Stylist & Dancer (Parigi) @tahiguy
Whitney Weiss, Dj & Producer (NYC, Parigi) @djww
Tea Hacic, Writer & Performer (Los Angeles) @teahacic
Ella Bottom Rouge, Burlesque Performer (Milano) @ellabottomrouge
Nuit Blanche, Burlesque Performer (Ferrara) @nuit_blanche_italy
Eli El Sultan, Performer & Dancer (Parigi) @eli_el_sultan
Cristiana Rivellino Santella, Fashion Journalist (Milano) @santa._.cristiana
Fiontasia, Artist & Performer (Londra) @fiontasia
Samuel Douek, Performer & Director (Londra) @douekdoes
Amber Valentian, Dj & Party Promoter (New York) @ambervtine
Rify Royalty, Drag Queen & Boylesque Performe (New York) @rify_royalty
Jusher Avan Lucis, Photographer (Milano) @jusherxavain
Ulia, Goldsmith & Clubber (Milano) @uliasaddog
David Blank, Singer (Milano) @davidblankofficial
Donut, Dj & Pary Promoter (Milano) @donatella_tenchio
Zoe Marden, Performer & Artist (Hong Kong, Londra) @zoemarden
Cesare D’Amico, Dancer & Performer (Milano) @cesare_damico

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