PET SHOP BOYS: EMINEM È GAY

Tornano con un nuovo album, ‘Release’, in uscita mondiale il 25 marzo. E una canzone in cui si immagina che il rapper omofobo americano sia omosex

LONDRA – Sotto la superficie luccicante del pop, i testi delle canzoni dei Pet Shop Boys, come sempre, sembrano andare nella direzione opposta quando trattano di temi sociali, di relazione e denaro con serieta’ e ironia tagliente. Anche nell’imminente album "Release", in uscita il 25 marzo, i doppi sensi non mancano, l’omoeroticismo nemmeno: in un brano di questo nuovo album si immagina che Eminem sia gay. Forse e’ la loro vendetta personale nei confronti del rapper americano che ha apertamente dichiarato l’odio e la disapprovazione degli omosessuali.

Ed e’ questo "dire e non dire" sull’omosessualita’, nei testi e nella loro vita privata e pubblica, che ha contribuito a creare un’aura di quasi mistero e interesse sia nella comunita’ gay che nel pubblico in generale. I Pet Shop Boys non hanno mai sbandierato la loro omossessualita’, solo pochi anni fa hanno dichiarato il loro orientamento sessuale in un intervista ad Attitude, mensile gay inglese. Schivi e restii a cavalcare l’immagine gay alla Boy George, hanno sempre comunicato la loro omosessualita’ in modo dimesso, quasi sottovoce, seminando i testi delle loro canzoni di doppi sensi che il pubblico piu’ accorto recepiva. "Release" non e’ l’eccezione. In questo timido di inizio di primavera i Pet Shop Boys, dopo un ventennio di successi e sicuramente con meno capelli rispetto all’esordio della loro carriera, stanno ancora facendo parlare di sè con un insolito live tour nei campus delle universita’ inglesi. Poche date, 8 in tutto, con l’ultimo concerto il 25 marzo che coincide con l’uscita mondiale di "Release".

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Era l’aprile di diciotto anni fa quando la prima versione di "West End Girls" faceva ballare i clubbers piu’ all’avanguardia della West Coast americana di Los Angeles e San Francisco. Il successo era forse dovuto alla novita’ del sound fresco e originale di questo nuovo pop che veniva dalla lontana Europa. Qui da noi invece questa "canzoncina" aveva ricevuto un modesto successo solo in Francia e in Belgio.

Nella primavera del 1984 due ragazzotti della provincia inglese, Neil Francis Tennant e Christopher Sean Low, iniziavano a sperimentare e creare liriche melodiche sovrapposte a basi elettroniche: nascevano ufficialmente i Pet Shop Boys.

Con uno scarsissimo repertorio fanno la prima apparizione dal vivo nell’ottobre dello stesso anno al Fridge, famosissimo nightclub gay a Brixton – quartiere nero nella zona sud di Londra. Ed e’ proprio sul palco di questo teatro Vittoriano dismesso che vengono notati dai baroni della EMI. La "canzoncina" che spopola in California viene rivisitata, riscritta e rilanciata sul mercato mondiale nell’ottobre dell’anno successivo: 1.5 milioni di copie vendute in 3 mesi. Diventa numero uno in USA, Canada, Finlandia, Hong Knog, Irlanda, Israele, Nuova Zelanda e Norvegia.

Tutto questo e’ ormai quasi preistoria. Sicuramente ora i Pet Shop Boys non sono cosi’ popolari come lo erano negli anni ’80. E’ tutto il genere pop che riscuote meno successo, tutti gli artisti pop sono un po’ in declino. E loro lo sanno. Recentemente, in una intervista a Radio 1 della BBC, hanno dichiarato che e’ difficilissimo rimanere sulla cresta dell’onda per tanto tempo se non si vende sesso, "guardate Madonna, per esempio, 42 anni, ancora bellissima e popolarissima perche’ continua a vendere sesso".

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Una volta i Pet Shop Boys disdegnavano i concerti e le apparizioni dal vivo, si sentivano sicuramente superiori alla banalita’ dei gruppi rock "da chitarra". Era come se fossero orgogliosi del fatto che loro non "riuscissero" a suonare dal vivo. Solo dopo quattro lunghi anni dal successo di West End Girls si sono piegati alle richieste della Emi e hanno iniziato a suonare live.

I loro concerti erano comunque diversi dal tradizionale "gruppo sul palco, cantante con chitarra in primo piano, batterista-tastiere-basso sullo sfondo, un po di luci colorate, quattro salti e bis finale".

Erano coreograficamente molto elaborati, surreali e barocchi. Hanno lavorato con registi, produttori di opera e architetti e Chris, essendo un architetto di formazione, contribuiva attivamente a queste creazioni sperimentali e fantastiche. Per il loro primo concerto, invece di fare il classico tour e andare a visitare i loro pubblico hanno scelto di avere una base stabile in un teatro di Soho e fare venire i loro fans a trovarli.

E’ dunque significativo che per il lancio dell’ultimo e ottavo album hanno scelto l’approccio minimalista di questo breve tour delle universita’ con una coreografia ridotta all’osso: ponteggi di legno su struttura di acciao, proprio come quando si restaura un palazzo, un paio di tapparelle che penzolano dall’alto, due chitarristi e loro due, che cantano, pilotano e armeggiano le futuristiche tastiere e vari macchinari digitali.

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I Pet Shop Boys hanno sempre saputo cavalcare l’umore e le aspettative del pubblico e anticipare mode e tendenze. Questo tour ne e’ l’ultimo esempio. Sicuramente contro tendenza sia rispetto al loro passato sia ai recenti esempi di concerti di altre star musicali: Madonna con l’ultimo "the world drown tour" ne e’ l’apoteosi. Qui si ritorna al contatto vero e immediato con il pubblico piu’ giovane in spazi ridotti, in un ambiente semplice, senza fronzoli, coreografie, costumi e luci da circo. La musica e la comunicazione immediata e intima con il pubblico sono le protagoniste.

Ed e’ qui che i Pet Shop Boys si distinguono ancora: i vecchi successi non vengono solo rivisti, ma completamente trasformati. La bellissima "Being boring" viene reinventata alla Frank Sinatra con un ritmo di bossa nova. "Was it worth it" diventa una canzone folk con chitarre acustiche. "Love Comes Quickly" acquista un tono cupo reminescente del periodo dark dei Cure. "Go West", diventa quasi un pezzo di musica classica con una lunga introduzione al pianoforte.

Paradossalmente sono le canzoni dell’ultimo album "Release" ad essere quelle piu’ familiari, in puro stile pop-disco-melancolico. "Home and Dry", il singolo di punta pubblicato da poco e’ pop all’ennesima potenza e sicuramente non deludera’ i fans piu assidui.

di Danilo P. Ceruti