QUESTA PARTE DI DONNA

Intervista a Paola Turci. Che alla partenza del suo tour racconta a gay.it il suo nuovo disco.

MILANO – Incontro Paola durante una pausa dalle prove del tour che sta debuttando in questi giorni. Uno spettacolo d’ispirazione narrativa che racconta il suo percorso artistico,

dagli esordi fino all’album "Questa parte di mondo" appena pubblicato per l’etichetta discografica Nun Entertainment, interamente da lei scritto e prodotto. Il tour, così come il cd, nasce dal desiderio di suonare per comunicare l’incanto, la dolcezza, la stizza e l’ironia nei confronti della vita e di se stessa, il desiderio di mettersi in discussione e ridefinire e riaffermare un’identità.

Questo di Paola è l’autoritratto di una donna autonoma, matura con una forza incredibile dentro che la rende ancora capace di stupirsi e di meravigliarsi di fronte alla vita così come di combattere le ingiustizie, l’ipocrisia e la violenza.

Ciao Paola, per cominciare vorrei congratularmi per questo tuo nuovo lavoro che ho ascoltato con attenzione.

Grazie, mi fa molto piacere.

Vediamo un po’ di fare una passeggiata tra le tracce di questo cd!

Eh eh… spero di saperti rispondere!!!

Mani giunte suona come un inno femminista, sei femminista?

Ci sono dei rigurgiti femministi in quanto lo spunto di questa canzone viene da una situazione del passato, tipo i nostri genitori o le scorse generazioni. Anche se purtroppo mi è capitato di raccogliere delle testimonianze che non confermano questo dato e la condizione femminile è vissuta ancora in questo modo dove c’è l’uomo despota e autoritario che vuole la donna relegata alle faccende di casa e basta. La situazione è cambiata in generale. Io rilascio quest’intervista a gay.it, quello che fa parte dell’universo maschile, femminile, omosessuale, sono tutte realtà da rispettare. Il femminismo è nato dalle ceneri di uno sbilanciamento forte e sbagliato, così come il movimento gay.

In Qualcosa da fumare la mano che sanguina è la mano della cantautrice? È così sofferto il comporre?

È sofferto quando ci si mette molta attenzione, cura e si cerca di esprimere se stessi e comprendersi è faticoso, è un cammino duro.

In Adoro i tramonti di questa stagione ti riferisci ad una parte precisa dell’Italia a cui sei particolarmente legata?

In realtà è un ritratto ed è una condizione, uno stato d’animo più che altro, un momento in cui si riflette sulla vita, sulla fine della vita, il tramonto in realtà è una metafora della vita.

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Cosa c’è in Questa parte di mondo che tu vorresti cambiare? Chi sono i poeti distanti e le filosofie a cui ti riferisci?

L’ipocrisia occidentale del tutto perfetto, dell’onnipotenza. Questo brano racconta la storia di una ragazza, del suo passato, della sua infanzia molto difficile dove sicuramente le sarà stata fatta violenza anche se non necessariamente fisica.

Quali sono in particolare i Meccanismi diabolici che talvolta si innescano nelle relazioni tra le persone e che non riesci a condividere?

Il modo di fare e di porsi che descrivo nel brano che non condivido per niente. Si torna a parlare della presunzione di certi personaggi e il loro descriversi come persone perfette, impassibili, che hanno sempre ragione che ogni cosa che fanno la fanno bene. Questo mi sembra esagerato, così come una certa ostilità che emerge da parte di questi individui nei confronti di chi invece si accetta com’è e guarda dentro se stesso con più sincerità e meno arroganza.

Paola Turci Armata fino ai denti, contro di chi o che cosa? Da cosa ti vuoi difendere e quali sono le tue armi?

La mia arma irrinunciabile, ed è da questa frase da cui ho preso spunto, è l’immaginazione, la creatività. Qualcuno diceva che l’arte ha la stessa importanza storica della politica, quindi dovremmo dare un grande peso all’arte e considerarla come un antidoto contro la presunzione di certi politici, un balsamo contro l’arroganza.

In questi giorni i media hanno rivolto grande attenzione all’unione civile di due uomini, fortemente ostacolata da parte della politica italiana. Qual è il tuo punto di vista?

Penso che probabilmente una parte politica ha paura che qualcosa gli sfugga di mano e quindi ostacola tutto ciò che è sperimentazione, che rappresenta il nuovo che il progresso culturale porta. Quindi sono assolutamente contraria a questo tipo di reticenze e sono assolutamente favorevole ai rapporti d’amore.

Nel brano Verso casa parli di una chiassosa assenza. Ti riferisci ad un amore finito? È autobiografica, sei innamorata?

In realtà ho scritto questa canzone per una persona cara che è morta. Ma mi piace molto che vengano date libere interpretazioni diverse da quelle della mia ispirazione originale. Quando un brano ha dei sentimenti chiari, autentici alla base, come il dolore della perdita di una persona, il messaggio viene percepito, anche con diverse sfumature, ma comunque arriva.

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Groviglio di regole si riferisce ad un rapporto in crisi, ce la vuoi spiegare meglio?

Questa è un po’ la canzone del disincanto in quanto quando un rapporto diventa ingarbugliato, compaiono le regole, i tu devi fare questo e quest’altro, si perde la spontaneità. Ti ripeto qui con disincanto e un po’ di leggerezza vorrei salvaguardare almeno l’illusione.

Che mi dici dell’arte della seduzione? Talvolta è faticoso sedurre, conviene insistere o gettare la spugna?

Ah io né insisto né getto la spugna. A me piace essere sedotta, lancio dei messaggi quando una persona mi interessa, sono un tipo classico, anche se con degli interventi contemporanei! Mi piace molto la situazione che si crea quando tra due persone scatta qualcosa, si crea una magia, un’energia inconfondibile, cambia il modo di guardarsi, di toccarsi, cambia l’odore. Talvolta un po’ di vino può aiutare a sbloccare una situazione, come nella cena macrobiotica che descrivo nella canzone.

Un bel sorriso in faccia, dentifrici a parte, come fare per mantenerlo?

Beh il sorriso a cui mi riferisco nella canzone è un sorriso che non vorrei mai avere, è un sorriso di circostanza. In realtà un sorriso vero è quello che rappresenti una chiara e serena visione della vita, riuscire a vivere il presente con uno spirito positivo, anche se può sembrare scontato ma a volte è molto importante. Tornare all’essenza e sentirsi attaccati alla vita, così come mi sento in questo periodo.

Paola… Via… dove?

Beh me lo sono chiesto! Questa canzone la ho inserita per ultima nel disco, ed è l’ultima che ho scritto. Ero tentata pure di non metterla. Ho aspettato nove anni per parlare del mio incidente, dell’attimo in cui si è fermata la macchina. Allora ti rendi conto della preziosità della vita, di come tutto poteva essere diverso e ad apprezzare veramente il semplice fatto d’essere vivi.

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In una foto in bianco e nero nel cd, cammini in una strada, tra i testi delle tue canzoni. Suggerisce un senso di solitudine, ti senti sola?

No, assolutamente, quello è un cammino di riflessione. Talvolta poi la solitudine non è quella di non avere nessuno accanto, anzi paradossalmente in questi casi si può sentire ancora di più. Forse i momenti in cui mi sono sentita sola sono quelli in cui non scrivevo.

Sei molto stimata dal pubblico gay, c’è qualcosa in particolare che vuoi dire ai lettori del nostro sito?

Io sono ormai abituata ad una forte presenza gay intorno a me, molti miei amici lo sono così come molte mie amiche, per me è naturale. Così come noto una forte presenza di donne omosessuali ai miei concerti. Mi ricordo che una volta ho visto due ragazze che si baciavano sotto il palco e mi ha fatto molto piacere. È molto bello vedere l’amore tra le persone e il coraggio di essere se stessi. A me non piacciono le avancés pesanti, né da parte di uomini né di donne. Mi piace molto vedere la sincerità di una persona, quando è se stessa, quando non fa ma è. Non è stato facile né per i gay né per le donne, quindi stimo molto chi vive la sua realtà con sincerità e non amo quelli che strafanno.

Stai facendo le prove per il tuo tour…

Si, comincerò un tour teatrale in novembre per proseguire fino a metà dicembre. Poi dopo una pausa riprenderemo in gennaio.

Grazie Paola… ti verremo a vedere!

Date tour

^SNovembre^s
08 CASCINA (PI) – TEATRO POLITEAMA
15 BIELLA – TEATRO ODEON
16 TORINO – TEATRO COLOSSEO
17 RIMINI – TEATRO NOVELLI
22 PESCARA – TEATRO CIRCUS
23 ROMA – NUOVO AUDITORIUM
27 PALERMO – TEATRO AL MASSIMO
28 CATANIA – TEATRO METROPOLITAN

^SDicembre^s
01 TRENTO – TEATRO SOCIALE
11 NAPOLI – TEATRO CILEA
12 BARI – TEATRO PICCINNI
13 LECCE – TEATRO POLITEAMA
18 BOLOGNA – TEATRO MEDICA
19 CORTEMAGGIORE (PC) – FILLMORE

di Francesco Belais