Sabrina Salerno: “A 50 anni non posso fare a meno del mondo gay!”

A 50 anni e un giorno, l’iconica Sabrina Salerno si libera da qualsiasi freno inibitorio e parla della sua vita tra passato, presente e futuro.

Sono passati trentuno anni da quando con un costumino bianco canticchiava a bordo piscina Boys, boys, boys I’m looking for the good time”. Eppure, a guardarla da vicino, sembra che per Sabrina Salerno il tempo non sia davvero mai passato. Oggi la cantante italiana che ha scalato le classifiche di mezzo mondo, si gode un periodo particolarmente fortunato: un tour senza tregua nei principali Zenith francesi fino al 2020, un nuovo progetto di prossima uscita, i suoi primi cinquant’anni tra gli affetti più cari ed un pubblico che dagli anni ’80, ad oggi, non l’ha mai abbandonata.

Cinquant’anni. Traguardo o ripartenza?

Preferisco viverli come una ripartenza. Per un’insoddisfatta cronica come me, non ci sono mai traguardi. Questo è un po’ come se fosse il mio secondo giro.

Nessuna tristezza quindi?

No, assolutamente. Sto vivendo questo periodo della mia vita con l’allegria di sempre.

Con chi ha spento le candeline?

Con gli amici di sempre, con quelli neo arrivati e con i miei affetti più cari.

E se si volta a guardare tutto quello che ha fatto, cosa vede?

Essendo una che non si accontenta mai, delle volte è come se non avessi fatto nulla. Finito un progetto, penso subito al prossimo senza godermi mai il risultato, mentre a cinquant’anni voglio iniziare a soffermarmi sul presente. Oggi corriamo tutti come pazzi, dando per scontato qualsiasi cosa. 

Ha mai avuto un piano B in tutti questi anni?

No, ma perché non ho mai avuto il tempo utile per pensarci. Grazie a Dio ho sempre lavorato tantissimo.

Nonostante da piccola volesse fare la psicologa..

Eh già. Ogni tanto, quando sono sul settimo aereo della settimana, penso a quanto sarebbe potuta essere diversa la mia vita se avessi fatto realmente la psicologa. Un ufficio, magari sempre lo stesso, una scrivania e due poltrone. Spesso, quando sono tanto fuori e sotto stress, mi sento in colpa nei confronti della mia famiglia.

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Boys, Boys, Boys. A distanza di trent’anni si diverte ancora a cantarla?

Scherza? È una canzone che mi riempie di gioia. La conoscono tutte le generazioni e quando la canto c’è uno scambio di energia tra me e il pubblico, indescrivibile. La musica è la mia vita.

Anche se il suo ultimo lavoro risale a quattro anni fa..

(Ride, ndr) Come passa il tempo, ma non provi a farmi sentire in colpa! La verità è che il lavoro in Francia mi porta via tantissimo tempo. Ho fatto più di 220 spettacoli l’anno nei principali Zenith francesi e ho girato anche un film. Lo spettacolo che porto in giro ha preso dimensioni inaspettate e ho solamente marzo libero. Poi ripartiremo di nuovo ad Aprile, per recuperare le date saltate per colpa dei terribili attentati, ed ho firmato un contratto che mi vedrà impegnata con loro fino al 2020. 

Quindi niente di nuovo all’orizzonte?

In questo preciso momento sono in sala d’incisione. Stiamo iniziando a lavorare ad un nuovo progetto che spero possa uscire entro maggio. Non è facile incastrare tutto, ma ce la sto mettendo tutta.

Non nota un certo pregiudizio per gli artisti degli anni ’80?

Per quel che mi riguarda non particolarmente. Gli italiani mi hanno sempre manifestato il loro affetto, ma non saprei dirle il perché. Sarà che forse non mi sono mai svenduta?

Svenduta?

Beh, non sono una di quelle che va in Tv a fare interviste tanto per, o che partecipa ai reality show snaturandosi completamente. Tra l’esserci a tutti i costi e il non esserci, mi creda: preferisco di gran lunga la seconda. 

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Un po’ naïf come posizione, no?

No, assolutamente. Io credo di aver sempre mantenuto, negli anni, la mia identità. Io vorrei che la gente continuasse a conoscere la Sabrina artista e non il privato, bello o brutto che sia. Vorrei che la gente arrivasse a me per uno spettacolo, piuttosto che per un progetto nuovo, e non perché sono in un contenitore televisivo h24.

La sexy Sabrina. L’icona sexy Sabrina. Ma quel sexy, sempre così vicino al suo nome, non l’ha stancata?

La verità? No! Sono una donna e i complimenti son sempre ben accetti, e poi c’è da dire che tutta questa sensualità non l’ho m’hai vista. Posso piacermi, quello sì, ma da qui a vedermi come una bomba sexy ce ne passa. Non sono mai stata una mangiatrice di uomini come magari qualcuno può pensare. Basti pensare che ho lo stesso marito da venticinque anni. 

Piuttosto, come ha fatto a mantenere così distante il mondo del gossip dal suo matrimonio?

Basta non vendersi. Stesso discorso dei reality. Oggi è pieno di carriere che nascono, o che comunque si mantengono ‘a galla’, grazie al gossip, ma a me non piace.

Nonostante il successo in giro per il mondo è rimasta a vivere in Italia. Dica la verità: se ne è mai pentita?

No, assolutamente. Mio marito, poi, lavora qui. Ora la mia seconda casa è la Francia, ma io amo l’Italia. Se solo fosse amministrata meglio, ma tant’è..

Invece, oltre ad essere un’icona sexy, è anche un’icona gay..

Eh già! Non ricordo un solo giorno della mia carriera senza il mondo omosessuale al mio fianco. Già agli esordi ero circondata da ragazzi gay nel mio staff. Con loro mi sono sempre sentita libera, capita e protetta. Non voglio cadere nel luogo comune, ma io credo realmente che i gay abbiano una marcia in più. Anche se poi sarebbe opportuno smetterla di fare tutte queste differenziazioni tra gay, etero.

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Negli anni ha mai ricevuto avance da una donna?

Diverse volte, ma sempre in maniera carina. Solo una volta ho avuto dei problemi.

Problemi?

Sì, una delle mie più care amiche, in un momento di massima euforia, ci provò. Ci rimasi male perché lei conosceva perfettamente la mia natura, ma oggi, nonostante quell’episodio, siamo ancora in ottimi rapporti. Non ne abbiamo più parlato, se non qualche volta quando scherzando mi dice: “Sabrina resterai per sempre il mio sogno proibito!”.

Si parla spesso di stepchild adoption e adozioni gay. Lei sarebbe favorevole?

Io sono favorevolissima, altroché! Mi capita di scontrarmi spesso con una coppia di amici, gay, che invece è contraria. Mi dispiace come il mondo gay non sia così coeso su questa battaglia. Un figlio ha bisogno d’amore e non starà mai a pensare alla sessualità dei genitori. Quante mamme conosco che non fanno altro che pensare ai propri interessi, infischiandosene totalmente della crescita dei figli. Ho anche un’altra coppia di amici che si è separata da poco perché uno dei due avrebbe avuto il piacere di diventare padre, e l’altro no. La storia che mamma debba andare con papà e che papà debba andare con mamma, oggi più che mai, lascia il tempo che trova. 

In molti sostengono esattamente il contrario…

Sbagliando, perché l’omogenitorialità è già realtà! Negli anni ho conosciuto diverse famiglie arcomogenitorialitàdei bambini meravigliosi. Bambini felici, sereni e privi di alcun disagio.