SONO OK E SONO GAY

Dalla Danimarca arriva il fenomeno TOMBOY, un glitterato cantante drag.

Proprio in questi giorni ricorre il cinquantenario della firma dei documenti che hanno portato alla nascita dell’Unione Europea. Oggi ci sono ben 27 stati che contribuiscono a definire questa realtà, sfaccettata e stimolante, ma anche ricca di contraddizioni e sfide da affrontare. Sicuramente uno dei vantaggi che sono derivati da questo nuovo modo di intendere l’Europa è stato – almeno in teoria – lo sviluppo di una cultura “europea” e sovranazionale, trainata da quegli stati più evoluti dal punto di vista civile e sociale. Ovviamente l’appianamento delle differenze fra gli stati europei più moderni e quelli più arretrati non è semplice, e ne sanno qualcosa tutti quei gay che – per vedersi riconosciuti alcuni diritti fondamentali – sono costretti tutt’oggi ad andarsene dal proprio paese natale (ad esempio l’Italia) per raggiungere una delle tante nazioni europee che non li considera cittadini di seconda categoria.

Il discorso è molto ampio e non può essere risolto in poche righe, però è lampante che grazie a una più facile circolazione di informazioni e notizie (dovuta anche ad internet), tutti possono farsi un’idea delle similitudini e delle differenze fra i vari stati europei. Fino a qualche anno fa quanti italiani potevano avvicinarsi ai cantanti danesi? E quanti potevano familiarizzare con i cantanti danesi gay dichiarati? Di certo molto pochi, ma oggi per fortuna le cose sono cambiate e la coloratissima musica di TOMBOY è alla portata di tutti.

Chi è TOMBOY? In realtà si chiama Thomas Bickham, è nato il 29 marzo del 1975 e si esibisce in performances drag da quando aveva diciannove anni. Lui però sostiene che la sua vita gay è cominciata molto prima, quando da bambino si divertiva a glitterare le macchinine e i soldatini che gli regalavano. D’altra parte la sua vena creativa non si è mai affievolita e dopo aver lavorato come free-lance nel mondo della moda (occupandosi di tutto, dagli abiti al make-up) ha avuto la possibilità di realizzare il suo primo CD (che ha richiesto ben sei anni di lavorazione).

Le sue canzoni, tutte molto orecchiabili, passano da sonorità pop alla disco music degli anni 70, con una spruzzatina di rock e senza trascurare techno e house. A scanso di equivoci, però, non si tratta semplicemente di canzoni ammiccanti che fanno leva sull’esplicità omosessualità di TOMBOY (“tomboy” in gergo gay anglofono significa “maschiaccio”), ma di un vero e proprio inno alla gayezza e alla libertà di essere ciò che si è. TOMBOY scrive sul suo sito che con questo CD vuole innanzitutto dire al mondo che essere gay può essere una ricchezza.

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In particolare il suo primo singolo, che sta furoreggiando su internet, è un mini gay pride

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In particolare il suo primo singolo, che sta furoreggiando su internet, è un mini gay pride che riesce a riassumere i motivi per cui vale la pena di essere felicemente gay. Giocando sui luoghi comuni, sulle metafore della cultura gay e sulla sua autobiografia (il video non è altro che un sogno che il cantante fa nel suo letto da bambino), TOMBOY interpreta una canzone che sarebbe l’ideale apripista di ogni parata gay, a partire dal titolo: Ok2bGay (un gioco di parole per dire: “è ok essere gay”). In un tripudio di piume, make-ups improponibili, drag queens e “etero” che escono letteralmente dall’armadio (per chi ancora non lo sapesse il terminine “coming-out” è l’abbreviazione di “coming-out of the closet”, ovvero “uscir fuori dall’armadio”), TOMBOY elenca una quantità di buoni motivi per cui se una persona è gay è giusto che si senta libera di esserlo. Il video è assolutamente eccessivo, provocatorio e strapieno di sequenze che – per quanto relativamente soft – risulterebbero improponibili da qualsiasi emittente italiana. Drag-queens, baci profondi, maschioni che si strusciano allegramente fra loro, saponette che cadono e… cagnolini gay che fanno cacche di un bel color rosa fuksia. Il tutto è presentato con ironia e con l’evidente intento di mettere in piazza tutto l’amato/odiato anticonformismo che caratterizza una certa immagine dell’omosessualità.

In effetti è lo stesso TOMBOY il primo a dire che non si è preso l’impegno di rappresentare tutti i gay, e men che meno vuole rappresentare un immaginario che non sia il proprio, visto che il suo obbiettivo è fondamentalmente quello di lanciare un messaggio universale attraverso il suo linguaggio e i suoi riferimenti (che possono essere condivisi o meno). Sicuramente TOMBOY e il video di Ok2bGay possono infastidire sia i classici perbenisti, sia i gay che non sopportano di essere associati all’idea di una certa omosessualità baraccona e imbellettata. Tuttavia il pezzo è assolutamente godibile, allegro e brioso, e riesce a veicolare un messaggio positivo e rincuorante per quanti sono gay e hanno ancora problemi ad accettarsi. Tra l’altro l’impostazione del brano e i cori tradizionali assolutamente “virili” (d’altra parte la Danimarca è una delle patrie dei vichinghi) non hanno nulla di ridicolo e l’effetto d’insieme è all’altezza dei brani pop dei cantanti che vanno per la maggiore in questo periodo.

Insomma Ok2bGay è il genere di pezzo di cui ci sarebbe bisogno nel nostro paese per svecchiare un repertorio di canzoni che sono diventate patrimonio della cultura gay italiana attraverso mezze frasi, allusioni e doppi sensi molto “interpretabili”, e che hanno permesso a molti cantanti – eletti icone gay loro malgrado – di prendere le distanze dalla realtà omosessuale ogni volta che lo hanno ritenuto opportuno.

Quante sono le canzoni e i cantanti davvero “dalla parte dei gay” nel nostro paese? Certo ci sono anche cantanti che usano i temi gay o l’immagine gay per caratterizzare il loro lavoro, ma quanti di loro sostengono che “gay è bello”? Quanti di loro si rivolgono direttamente al pubblico gay? Forse non è un caso che TOMBOY e il suo video provengano dalla Danimarca, il primo paese al mondo che, nel 1989, ha legalizzato le unioni civili per le coppie dello stesso sesso. D’altra parte una domanda sorge spontanea: un personaggio come TOMBOY esiste perchè la Danimarca è un paese avanzato o la Danimarca è un paese avanzato perchè ha avuto tanti TOMBOY disposti a mettersi in gioco? Nel dubbio possiamo ascoltare Ok2bGay e sperare che faccia da sottofondo anche al prossimo Pride italiano: dopotutto l’Italia e la Danimarca sono entrambe in Europa, giusto?

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Il sito di TOMBOY è http://www.tomboy.dk/

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di Valeriano Elfodiluce