Sono pazzo di Claudia Gerini

Debutto discografico per Claudia Gerini. «In Italia i diritti dei gay sono praticamente inesistenti», ha detto l’attrice appena nominata “Queen of comedy 2009” al gay film festival di Milano.

Bella, brava, sexy, simpatica, brillante, è impossibile – come accade nel film Diverso da chi? – non cedere al fascino di Claudia Gerini, pur essendo gay! Adesso Claudia, nonostante i suoi  molteplici impegni d’attrice e di mamma, decide di realizzare uno dei suoi sogni di sempre: incidere un disco. Molte le occasioni, cinematografiche e televisive, in cui ha rivelato un sorprendente talento vocale, una su tutte l’interpretazione di Iris nella commedia diretta da Carlo Verdone Sono Pazzo di Iris Blond. Nel suo primo cd Like never before, arrangiato dal compagno Federico Zampaglione, leader dei Tiromancino, l’eclettica attrice romana reinterpreta brani tratti da colonne sonore di film a lei particolarmente cari: Maniac  da  Flashdance, Hey Baby da Dirty dancing, Reality da Il tempo delle mele, e altri fino ad arrivare a Paradise.

Stai bene Claudia, come procede la gravidanza?

Bene, bene. Devo dire che sono piena di energie, bella dinamica anche con questo pancione enorme, riesco a fare tante cose. Sono stati faticosi i primi mesi, adesso sto meglio.

Scalpita già?

Sì, sì, mi riempie di calci.

Maschio o femmina?Femmina.

La seconda, se non sbaglio?Sì ho già una bimba.

Passiamo a un altro tipo di parto, quello discografico. Come ti è venuta l’idea di fare un cd?

Avevo questo sogno da tanto tempo. Già in alcuni film come Sono pazzo di Iris Blond, oppure nelle mie varie incursioni televisive, da Chiambretti, da Panariello, a Sanremo, avevo fatto uso della mia voce anche in musica. Ho sempre amato il canto e l’idea è maturata insieme a Federico. Ho sviluppato questo progetto, nato per gioco, diventato poi serio, siamo andati avanti con la realizzazione e sono molto soddisfatta. Mi piaceva, inoltre, che questo mio esordio fosse ambientato in un habitat cinematografico, laddove io sono nata, e che rispecchiasse la mia vita.

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Qual è stato il criterio di scelta dei brani?Ogni canzone è legata ad alcuni miei momenti di formazione e di crescita. Ho scelto le colonne sonore di quei film che più mi avevano colpita, segnando alcune tappe della mia vita, dall’adolescenza fino ad oggi. Ad esempio Flashdance mi ricorda di quando anch’io sognavo  di diventare una ballerina. Le prime cotte con Il tempo delle mele, oppure le prime pulsioni sentimentali erotiche con Paradise.

Be’ era discretoccio il tipo di Paradise, me lo ricordo pure io!

Eh sì, non era niente male!

Hai realizzato il disco con il tuo compagno, un disco a conduzione familiare?

Sì (ride, ndr). È un disco fatto veramente con il cuore, direi vintage, tutto suonato, non c’è niente di digitale, molto anni ’70 e, posso permettermi di aggiungere, di qualità e la collaborazione di Federico lo testimonia.

Il festival di Sanremo lo hai presentato, ci hai cantato come ospite, adesso ti manca solo di partecipare alla gara?Mamma mia! Le competizioni non sono il mio forte. Lo scorso anno ho avuto l’esperienza e il brivido di esibirmi live su quel palco con Carlo Verdone, senza troppe prove. È stato molto divertente. Ma pensare alla gara non ce la farei.

Su Youtube ci sono alcune tue esibizioni dei tempi di Non è la Rai. Che ricordo hai di quell’esperienza?Era come una specie di college di ragazzine che si impegnavano, con orari molto duri e impegni serrati. Tutto con grande divertimento e complicità, alla fine era un gioco. C’era più innocenza rispetto alle ragazzine di adesso.

Rispetto a molti personaggi di oggi che sanno fare niente o quasi, tu ricordi un po’ le show girl del passato, come la Carrà o la Goggi, sai cantare, ballare, sei un’attrice affermata.

Loro erano e sono stupende, anche se non hanno fatto molte esperienze da attrice. Credo che il mio lavoro nel cinema abbia molto a che fare con una capacità vocale, è giusto essere intonati, penso a Lina Sastri o Christian De Sica. Cantare e ballare è un proseguo giusto del lavoro dell’attore, non dico che tutti debbano farlo, ma non è strano o bizzarro saperlo fare. Quelle che hai citato tu aggiungendo anche qualche esempio d’oltreoceano come Shirley MacLaine…

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E dai, osiamo: anche Barbra Streisand!Sì, osiamo proprio! Grande, grande. O anche Judy Garland. Io sono fiera di riuscire ad esprimermi anche con il canto, è un’espressione molto libera e magica, mi fa sentire con le ali. La musica va dritta al cuore, nella recitazione c’è più filtro.

Guarda caso quelle che abbiamo citato sono tutte icone gay e anche tu sei stata eletta Queen of comedy  all’appena concluso gay film festival di Milano.Purtroppo non ho potuto ricevere fisicamente il premio, essendo quasi all’ottavo mese di gravidanza non posso muovermi più di tanto. Ho promesso che lo ritirerò il prossimo anno, per consegnarlo a quella che verrà eletta dopo di me e per prendermi l’applauso dello Streheler di Milano.

Due parole sulla situazione dei diritti gay in Italia. Immagino che per interpretare il tuo ruolo in Diverso da chi avrai dovuto conoscere abbastanza da vicino questa realtà.

Il film è molto ben riuscito, abbiamo parlato di un tema importante con ironia, con il sorriso e la giusta leggerezza. In Italia direi che i diritti gay sono praticamente inesistenti. Il nostro paese si sta dimostrando retrogrado in questo, e ipocrita. Mi dispiace perché la realtà è molto più avanti di quanto non lo sia la legislazione, me ne sono resa conto facendo il giro promozionale per il film e parlando di questo tema. È come se tutto si sa, ma non deve essere detto. Dovremmo guardare alla Spagna o alla Francia e aspirare a modernizzarci come loro. È arrivato il momento di scuotere un po’ la coscienza della gente. I gay sono delle istituzioni e persone affermate in molti campi, non vedo più, grazie al cielo, questa ghettizzazione. Però potremmo fare dei passi in avanti, da cui siamo ancora ben lontani.

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La politica non sembra aiutarci in questo senso.

Guarda lasciamo stare. Il panorama politico è veramente nero, nero, in tutti i sensi! Non c’è confronto e dialogo, soltanto dei soliloqui e questa è la cosa più triste.

Da mamma, cosa pensi di adozioni, inseminazione artificiale di coppie lesbiche ecc?

Dico che per le coppie lesbiche è un po’ più facile, non è giusto! Partendo dal presupposto che un bambino debba avere il massimo del’amore e dell’attenzione e che la famiglia tradizionale è ideale, sono assolutamente favorevole alle adozioni da parte di coppie gay. Sono stata negli orfanotrofi e so di che cosa hanno bisogno i bambini: di amore e protezione. Chiunque sia capace di dare questo va bene. Ci sono molte famiglie con le mamme o i papà assenti e i bambini sono cresciuti dai nonni o dalle zie. È importante cercare di aprire la mente e dare amore e protezione a questi bambini, anche se arriva da una coppia gay. Comunque i controlli, anche nei confronti delle coppie etero che adottano, sono molto severi. Certo non è meglio lasciare questi bambini da soli ad ammuffire negli istituti.

Per concludere, un tuo messaggio a gay.it?

Un abbraccio e un grazie per il sostegno e il grande affetto. Abbiamo parlato di pace e di tolleranza, ricordiamoci che chi è diverso da noi è una ricchezza e non una minaccia. Buona estate a tutti!

di Francesco Belais