THE OPZETEK FILES

Il regista turco rivela il percorso interiore dei suoi film attraverso la musica.

Imponente simbolo del quartiere Ostiense di Roma, il gazometro ci riporta subito alla mente le sensazioni e le emozioni vissute godendosi "Le fate ignoranti", ultimo film di Ferzan Opzetek. Passeggiando per il quartiere non è difficile imbattersi e riconoscere altri luoghi che hanno ospitato le scene del film: il portone del palazzo, il battello della festa, il fioraio, i giardini pubblici, i mercati generali, le strade, su tutti i quali campeggia, silenzioso osservatore, il gazometro. Allo stesso modo, eletto come simbolo ideale di queste atmosfere indimenticabili, esso occupa la copertina di questo particolare cd. Selezionato personalmente dallo stesso regista, che da molti anni risiede a Roma, proprio in questo quartiere, "The Opzetek files" rappresenta il seguito ideale del film, dedicato a tutti gli spettatori che lo lo hanno amato decretandone l’enorme ed inaspettato successo.

Sulla scia fortunata del film, anche la colonna sonora ha ottenuto moltissimi riconoscimenti, la Grolla d’oro, l’Italian Music Award, il disco d’oro per aver superato le 50.000 copie vendute ed è stata pubblicata in Francia, Spagna, Germania, Turchia.

"Quando penso un film spesso le immagini si costruscono nella mia mente con l’aiuto di musiche e canzoni. A volte è la melodia che mi dà il sentimento della scena, a volte è il ritmo che quasi anticipa il montaggio, a volte sono le parole stesse della canzone che mi suggeriscono un’atmosfera. Ma non sempre la canzone che mi ha guidato alla creazione di una scena entra a far parte del film", scrive il regista, rivelandoci i segreti della "gestazione" dei suoi film. I motivi per cui questi brani vengono poi talvolta esclusi è lo stesso Ferzan a rivelarceli. Alcune volte è un problema di diritti d’autore, altre volte, a montaggio ultimato, la canzone o la musica che ha ispirato la scena non ci sta più bene ed è necessario modificarla o addirittura cambiarla con un’altra che possa restituire l’emozione originaria.

"La maggior parte dei brani raccolti in questo disco stavano in un modo o in un altro per far parte di uno dei miei film, ma poi sono rimasti solo nella colonna sonora della mia fantasia. Sono dei fantasmi, dei ricordi, delle emozioni che non sono diventate soundtrack ma che ancora abitano il mio film interiore". Tra le tracce del cd si possono trovare delle vere chicche quali "Un anno d’amore" di Mina cantata in turco e la versione, sempre turca, della mitica "I will survive". Una versione inedita di "La descrizione di un attimo" dei Tiromancino e la versione originale del tema del film di Andrea Guerra. Ed ancora Bryan Ferry, Nat King Cole, i Maveriks con il brano "Something stupid", reso recentemente ancora più famoso dall’interpretazione di Robbie Williams con Nicole Kidman ed ancora "Grazie alla vita" interpretata nel film da Joan Baez che qui possiamo ascoltare dalla particolarissima voce di un’altra imponente icona di Roma: Gabriella Ferri.

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di Francesco Belais