VOGLIO SOLO AMICI FROCI!

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Donatella Rettore ci racconta "Figurine" il nuovo - attesissimo - album. "Mi sposo anch'io per essere in linea con la battaglia dei gay. La Bertè? È una mia...

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MILANO – I suoi fans hanno dovuto attendere quasi dieci anni per un nuovo album, ma adesso saranno finalmente soddisfatti. Dal 16 settembre “Figurine” è in tutti i negozi di dischi. La bionda inossidabile Rettore presenta sette inediti tra cui Konkiglia, il primo singolo estratto, quattro suoi vecchi cavalli di battaglia riveduti e corretti ed una cover, la bellissima “Quanto t’amo” portata al successo da Johnny Hallyday, con testo italiano di Bruno Lauzi.
Ci incontriamo per due chiacchiere in un bar, lungo i navigli.
Donatella, perché questo titolo?

Figurine perché mi sono stufata di vedere l’umanità così distaccata. Sembriamo tutti figurine. Sfogliando i giornali di gossip non si vedono che feste e figurine. Ma questi personaggi che lavoro fanno, come fanno a mantenersi se sono sempre alle feste vip? I giovani non dovrebbero essere ispirati da questi esibizionisti e mirare a qualcosa di più che a partecipare al Grande fratello. Si può emergere se si ha talento, sensibilità, non basta andare in tv. Queste sono le figurine spolverate. Ricordatevi che la vita non va impiegata con superficialità, ma intensamente. Copiamo gli animali piuttosto, loro vivono veramente, hanno il pregio di non parlare ma comunicano lo stesso. Le parole spesso sono fraintese. Smettiamola di fare le figurine! Anche la natura si è rivoltata contro di noi, vedi lo tsunami, New Orleans, i terremoti. Dobbiamo prenderci per mano e renderci conto che siamo parte di uno stesso organismo. Non pensare: mors tua vita mea, ma vita tua vita mea! Un altro tema dell’album è il tempo. Stiamo andando troppo di fretta, anche con i pensieri che invece hanno bisogno di essere elaborati con calma. Non si può fare niente di fretta, mangiare, fare l’amore, ascoltare un cd.
Come mai così tanti anni di pausa?

Chiedilo ai discografici! In realtà io non ho mai smesso di cantare e di fare tournée in questi anni. Ed ho sempre continuato a scrivere canzoni, molti inediti sono pure finiti in rete. Sono contraria alla politica discografica di oggi, che sforna personaggi a cui manca la gavetta. È diventato il fast-food della musica. Ho visto in giro che sono nati pure i fast-hotel… ma mi domando che ci si fa là dentro?
Un anno fa moriva Giuni Russo. Tu hai duettato con lei in Adrenalina. Un ricordo di questa grande artista?
Giuni è davvero una grossa perdita. Lei non ha mai espletato a fondo quello che voleva fare. Era una da teatro impegnato, poteva fare quello che fa Milva, ma meglio. Io le ho sempre consigliato di non cercare l’hit parade. Poi mi ha dato ragione ed ha cominciato a cantare cose classiche, liriche, nelle chiese.
Proprio in questi giorni anche Loredana Bertè ha pubblicato, dopo anni, un nuovo cd. La vostra rivalità ed antipatia reciproca sono vere o solo una leggenda? Chiariamo un po’ questa cosa.
Senti, non vedo Loredana dal 1984 e non ci parlo dal 1981… secondo te?
Allora è vero o no?
Probabilmente lei s’incazza con me perché ha dei momenti in cui vuol prendersela con qualcuno. Io che devo farci…? Va bene, le passerà.
Guarda caso però uscite con il cd ad una settimana di distanza. Perdonami, ma la domanda sorgeva spontanea!

È un caso, anche perché io inizialmente dovevo uscire a maggio. Nel suo disco c’è un ruggito, io l’ho fatto 25 anni fa e la canzone Leonessa c’è anche qui, in Figurine. Il mio cane si chiama Leone, chiaramente, io sono veneta, quindi il leone di Venezia. Non esistono i leoni calabresi, ci saranno i ragni calabresi… ed il mio cane ha il pedigrée! Probabilmente lei è una mia fan!
Vedo che allora hai ascoltato il disco di Loredana!
No, me lo hanno raccontato! Comunque le auguro veramente di vendere un milione di dischi, subito! Perché se va bene lei vuol dire che vado bene pure io, questa è la chimica.
Un’altra coincidenza è una pausa discografica così lunga per due artiste della stessa – diciamo – generazione…
Un momento, io sono più giovane, oooh?!
Generazione di hit parade intendevo, avete cavalcato gli anni ’80.
È la paura dei discografici del personaggio. Questi non ascoltano i nostri lavori con le orecchie pulite, prendono in mano un nostro prodotto e pensano: Ah è della Rettore! Sono prevenuti.
In Konkiglia canti: “Voglio solo amici froci”. Sei una frociarola?

Da sempre. La cosa deriva da mia madre che voleva che uscissi solo con ragazzi carini, educati, artisti… gay! Lei era un’attrice goldoniana, veniva dal mondo dello spettacolo, lavorava con Baseggio che era gay, mi adorava e mi ha tenuto a battesimo, insieme a Toti Dal Monte. Insomma mia madre è nata tra i gay e – anche se in realtà non le interessava la sessualità – apprezzava l’estetica ed il modo di esprimersi. I miei primi amici erano gay e lei li adorava. Se arrivava invece un maschiaccio e mi aspettava fuori per paura di mia madre, lei diceva: Ah nun me piase questo!
Hai cantato per il gay pride di Milano, che aveva il PaCs tra i suoi obiettivi principali. Credi che ce la faremo?
Certo! Io tra l’altro mi sposo per questo. Prima pensavo che il matrimonio fosse la tomba dell’amore. Invece ho visto che tra i miei amici – il mio braccio destro che sono i gay – c’è questa grande voglia di regolarizzare le unioni o quanto meno di avere il PaCs. Insomma uno costruisce una vita insieme poi arrivano i falchetti che non vedi mai e ti hanno sempre emarginato e si prendono tutto loro. Eh no! Quindi ho deciso anch’io di farlo. Tra l’altro ci sposerà un frate gay. Mi sposo il 29 settembre che è il giorno della morte di papa Luciani di cui sono fedele. È un papa dimenticato ma che in 33 giorni – come gli anni di Cristo, vedi è tutto matematico – ha dato più di tutti gli altri. A me Wojtyla non è mai piaciuto!
Figuriamoci questo allora!?
No, questo mi piace di più… è donna!
Senti sulle adozioni cosa pensi?
Aaah… ma io spero ancora di farcela!
Ma no, non intendo te, da parte delle coppie gay dico!

Sì, certo che sono favorevole. Lo sfruttamento che fa lo stato sui minori è vergognoso. Ci sarebbe da fare una grande dimostrazione. Tengono ‘sti poverini fino a 18 anni negli istituti da cui escono tutti sballati e disturbati. Ho fatto il collegio per 10 anni e so cosa vuol dire!
Politicamente da che parte stai?
Non me ne frega niente, li odio tutti. Vorrei trovare un politico con degli ideali, invece questi sono come le compagnie telefoniche: tutti la stessa cosa! Ai referendum però sono andata a votare e non capisco perché la gente non sia andata.
Partirai in tournée?
Per adesso farò solo un concerto unplugged a Roma durante la notte bianca.
Un messaggio per gay.it?
Siete un esercito di audaci, non ci tradiremo mai!
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di Francesco Belais

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