“Win the game”: Paola&Chiara ricominciano da qui

Esce il prossimo 16 novembre l’ultimo album delle sorelle Iezzi. Dominano la spiritualità e le influenze new wave. Il prossimo single? Si intitola ‘Vanity&Pride‘ e richiama molto le tematiche gay.

Ci siamo! Manca solo qualche giorno all’uscita del nuovo album delle regine del pop italiano. Paola&Chiara sono pronte con il loro ‘Win the Game’, settimo album delle artiste considerando anche il loro Greatest Hits, frutto di un lavoro totalmente indipendente. Musica, testi e produzione tutto targato Iezzi che, per i dieci anni di carriera, si sono volute regalare una etichetta indipendente e tutta loro: la Trepertre. ‘Win the Game’ è un disco pop con spiccate influenze new wave, in tutto 15 tracce, anticipate dal singolo ‘Cambiare Pagina’, già settimo in classifica, in soli due giorni, ed in alta rotazione in tutte le radio italiane. Il cd comprende anche il singolo ‘Second Life’ che, uscito a Maggio, è da oltre venti settimane in classifica, e ‘Vanity&Pride’, probabilmente prossima hit. Un progetto importante che non dimentica la beneficenza. A Raising Malawi, associazione no-profit che si prende cura degli orfani di quel paese, andrà infatti parte del ricavato delle vendite del disco. Molto interessante anche il video di ‘Cambiare Pagina’, realizzato in Islanda dal gruppo creativo ‘Snorri Bros’, già autore del videoclip ‘Daysleeper’ dei R.e.m., e che si può vedere sul myspace ufficiale delle cantanti.

Meno di una settimana all’uscita dell’album. Come vi preparate a questo nuovo debutto discografico?

Paola: Siamo molto emozionate. Sono in un periodo di grande riflessione e, nello stesso tempo, di grande fermento e attività per tutti gli impegni che ci siamo prese. Abbiamo molte scadenze con la nascita della nostra nuova etichetta ed ogni giorno c’è un problema da affrontare, qualcosa da fare.

Chiara: Sono felice del fatto che il disco rappresenti totalmente ciò che abbiamo vissuto. In questi giorni c’è molto lavoro da fare perché siamo vicine all’uscita dell’album, tuttavia questo è un disco sul quale abbiamo pensato e lavorato due anni a livello interiore. Non è stato semplice scriverlo e produrlo. Dal di fuori questi aspetti possono non essere colti. Forse l’uscita di questo album è una delle sfide più grosse che ci siamo poste e che ha condizionato totalmente tutte le aree della nostra vita, anche quelle individuali.

Ti suggeriamo anche  Dshock: non solo nightlife ma anche arte e moda per il mondo dei club kids

Di sicuro sarà un successo, visto le 20 settimane in classifica di Second Life e l’esordio di Cambiare Pagina in 7° posizione

Paola: Questo ce lo auguriamo. Abbiamo dato molto. Sappiamo di aver messo tutte noi stesse in questo lavoro. Non voglio fare pronostici. Quel che davvero conta alla fine è essere state oneste con noi stesse e con chi ci ama. Forse possiamo sembrare un po’ spigolose proprio perché non siamo finte. Riuscire a far passare la verità è un’impresa difficilissima per chi fa questo lavoro. Perché spesso le persone vogliono un po’ essere illuse, noi cerchiamo di non farlo!

Chiara: Per me lo è già, per i motivi di cui ho parlato prima. Più di un anno e mezzo fa avevo giurato a me stessa che avrei lottato per dare più valore alla mia vita, per capire meglio come poter incanalare le energie che sentivo di avere a disposizione e che a volte per paura o insicurezza sprecavo inutilmente. Oggi fatico di più, la conoscenza porta crescita e anche dolore. L’avvicinarmi alla kabbalah ha cambiato totalmente i miei punti di vista. Adesso

riesco a rispondere a domande che da sempre mi sono posta e alle quali prima non riuscivo a rispondere. Mi interessa ciò che succede a livello di risultati come la classifica o i riconoscimenti, ma so che tutto questo viene prima da una consapevolezza interiore. Non so cosa penserà la gente, resta il fatto che io vado molto orgogliosa di questo disco.

Il prossimo singolo credo sarà Vanity and Pride, ennesimo omaggio al mondo gay?

Ti suggeriamo anche  Il mondo dionisiaco di Filippo de Pisis

Paola: E’ una canzone che rappresenta bene il mondo di oggi. Il circo di mondo nel quale viviamo. Ci sono tanti caratteri e tanti stati d’animo all’interno del pezzo. C’è la perversione e la redenzione. Il peccato, il perdono. La menzogna, la perdizione, il sentimento religioso. Il bisogno di condivisione e di passione. La notte. Il corpo, l’anima. L’eterno dissidio, gli esseri umani e le contraddizioni che convivono dentro di noi da sempre.

Chiara: La canzone non è nata come omaggio al mondo gay, anche se ci sono relazioni con esso, e in modo più esteso a tutta l’umanità in generale senza distinzioni. La canzone parla del pericolo in cui si incorre quando siamo dipendenti da qualcosa, a tal punto da diventare la nostra religione. Il peccato più grande e’ il nostro ego che, totalmente fuori controllo, ci porta a vivere sul filo del rasoio. Abbiamo tutti dei sistemi di credenze in cui ci rifugiamo senza farci troppe domande. Può essere un partner, il denaro, il credersi

migliori degli altri come nel caso della vanità, oppure l’orgoglio se non riallacciamo un rapporto di amicizia per paura di rimetterci in discussione. Questo crea distanze tra la gente e blocchi irreparabili a meno che non si decida di cambiare atteggiamento. La canzone dice che queste, sono cose che si dovrebbero tenere in considerazione, perché portano, o presto o tardi, a ritrovarsi perduti fra i mille labirinti dei nostri sensi.

Oggi seguaci della kabbalah. la spiritualità non manca mai nelle vostre canzoni. Da Vamos a Bailar a Cambiare Pagina viene nominato Dio.

Paola: Dio è e rappresenta tutto ciò che l’essere umano non è mai riuscito a comprendere: il Mistero. Il segreto dell’esistenza che ha sempre cercato di svelare. E’ la forza più grande che esista nell’universo. Per questo è un concetto così presente. Siamo sempre state molto spirituali ed esistenziali, sia nella vita che nelle canzoni, soprattutto negli ultimi tempi.

Ti suggeriamo anche  Arshad Khan: “Vi racconto il documentario sul coming out con mio padre"

Chiara: Mi piace la tua osservazione. Il Dio di cui parliamo è la saggezza interiore che ogni essere umano possiede. Abbiamo un libero arbitrio con il quale decidere se essere simili a Dio o al suo opposto. Abbiamo mille occasioni al giorno e possiamo decidere di non sprecarle. Trascorriamo una vita sperando di avere l’amore, la felicità, il benessere, ma dimentichiamo quali siano i delicati equilibri che ci legano alle altre persone. Quando parliamo male di qualcuno o lo umiliamo davanti agli altri, quando giudichiamo noi stessi duramente o non rispettiamo il nostro corpo sottoponendoci al rischio non contribuiamo a rendere il mondo più vivibile, perché Dio è lontano e noi cadiamo. Non credo nella religione. La religione è nella politica, nell’amore, nel denaro, nella droga, persino una malattia può diventare il nostro credo. La religione è una sorta di automatismo. Si crede in qualcosa senza farsi domande, perché abbiamo imparato da qualcuno o perché ci siamo convinti che va bene così, ma non esistono scorciatoie.

Infine un augurio a voi stesse e ai lettori di gay.it

Paola: Ci auguriamo davvero che questo  sia un anno di vero cambiamento. Di rivoluzione. Il nostro pensiero è positivo per quel che riguarda il futuro, ma è necessario molto impegno per riuscire a progredire. Quindi non posso fare altro che augurare a noi stesse e a tutte le persone che stanno leggendo…di “vincere il gioco’.

Chiara: Mi auguro che Win The game possa trasmettere a più persone possibili un messaggio forte e positivo e che possa in qualche modo essere uno spunto per prendere coraggio su una situazione che per ora vi blocca e non vi fa stare bene. Un bacio grande!

di Michele Sabia