“Love Me Like There’s No Tomorrow” di Freddie Mercury diventa cartoon contro lo stigma dell’AIDS – video

È una storia d’amore tra due globuli bianchi, uno dei quali è stato infettato dal virus, a celebrare i 73 anni di Freddie Mercury. In forma animata.

Per celebrare quello che sarebbe stato il 73 ° compleanno di Freddie Mercury, nato il 5 settembre del 1946, Universal Music Group ha pubblicato un potentissimo video animato, sulle note di “Love Me Like There’s No Tomorrow“, brano del 1985, per dire basta allo stigma nei confronti dell’AIDS.

Diretto da Esteban Bravo e Beth David – con l’animazione di Woodblock – il video onora la vita e l’eredità del frontman dei Queen, attraverso un commovente racconto sul potere dell’amore, e sulla consapevolezza della lotta globale contro l’Aids.

Mercury, come dimenticarlo, è morto nel 1991 a causa di una malattia correlata all’Aids. Dave Rocco, EVP, Creative, UMG, ha dichiarato: “Tra le molte responsabilità che abbiamo nei confronti dei nostri artisti, quella di salvaguardare il loro retaggio è forse la più importante. Un’eredità tanto radicale quanto quella di Freddie Mercury, poi, è nostro dovere assicurarci che continui a provocare, educare e ispirare. Parlando con Jim Beach di “Love Me Like There is No Tomorrow”, sapevamo che questo pezzo doveva essere realizzato a immagine e somiglianza di Freddie: onesto, coraggioso e, soprattutto, bello. Volevamo raccontare una storia non di due uomini, ma piuttosto di una connessione e dell’ineffabile potere che l’amore ha nella conquista dell’incomprensione e della paura. È un riflesso del filo che attraversa l’opera di Freddie. È ciò che lo ha reso “mai noioso”, ed è parte del motivo per cui la sua magia sopravvive. Beth ed Esteban condividono questi tratti straordinari, ma soprattutto amani, che rispettano e comprendono Freddie. Sono narratori incredibilmente dotati che rappresentano e fanno parte della comunità LGBTQ +. Non potremmo essere più grati per il loro straordinario lavoro.”

Il video mostra due uomini in una relazione, con uno dei due che promette di non abbandonare mai l’altro, anche se sieropositivo. I registi Esteban Bravo e Beth David hanno dichiarato: “Volevamo raccontare una storia che fosse rilevante per la vita di Freddie, ma non esplicitamente su di lui. La crisi dell’Aids degli anni ’80 è una parte enorme della storia LGBT +, ed è qualcosa che sapevamo che doveva essere gestito con cura. È sottile la linea che divide il far luce su un argomento e perpetuare uno stigma, e siamo stati cauti a non sporgerci in stereotipi che avrebbero potuto danneggiare la moderna comprensione del virus dell’AIDS, piuttosto che aiutarla. È una storia d’amore tra due globuli bianchi, uno dei quali è stato infettato dal virus. Questa prospettiva ci ha dato una rappresentazione visiva più diretta del nostro conflitto, che ci ha permesso di esplorare le lotte che i personaggi affrontano nella loro relazionea, le loro percezioni, la percezione della società, il pregiudizio. La comunità LGBT + ha combattuto per anni per il diritto a un’adeguata ricerca e assistenza sanitaria, e grazie a quella lotta, milioni di vite sono state salvate. Volevamo celebrare quella vittoria. Attraverso la perseveranza, la forza e l’amore, i nostri personaggi non solo sopravvivono, ma vivono insieme vite lunghe e sane.”