Notte di Capodanno, ospedale di Padova riconosce due mamme

La compagna ha partorito la notte di Capodanno. Il direttore del reparto di un ospedale di Padova ha sostituito la parola “padre” con la parola “partner” per identificare la seconda mamma.

In mancanza di una legge sulle coppie di fatto è normale che ognuno si regoli come vuole e può. Quella che è successa a Padova, però, è una bella storia di Capodanno. La notte del 31 dicembre, nell’ospedale cittadino, i medici hanno gestito il parto di un bambino di una coppia lesbica: una delle due donne infatti, per restare incinta, ha scelto la via della fecondazione artificiale all’estero e poi si è recata a partorire presso l’ospedale patavino.

Nulla di nuovo se non l’obbligo "in corsa" per la struttura di modificare una prassi: l’assegnazione del braccialetto identificativo a mamma e papà; a Padova infatti questo viene consegnato oltre che al neonato e alla mamma anche al padre per motivi di sicurezza. Stavolta però, non essendoci il papà il direttore del reparto, il dottor Giovan Battista Nardelli, ha deciso di sostituire la parola "padre" dal braccialetto con quella "partner". «Di fronte a questa situazione – ha spiegato – abbiamo capito che era il caso di evitare la dicitura "padre" per evitare imbarazzi e abbiamo modificato i bracciali».

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