Polizia assolta per il suicidio di un gay

Secondo una corte degli USA non ci fu violazione del diritto alla privacy da parte del poliziotto che minacciò un giovane, poi suicidatosi, di rivelare la sua omosessualità

Una giuria americana ha sentenziato che gli agenti di polizia non sono responsabili del suicidio di un giovane gay. La corte ha spiegato che la Polizia di Allentown, in Pannsylvania, non ha violato il diritto costituzionale alla privacy di Marcus Wayman.

Nel 1997, Wayman e un amico furono interrogati dalla polizia per aver consumato bevande alcoliche senza essere maggiorenni. In quell’occasione vennero trovati nell’auto alcuni preservativi. L’agente Scott Willinsky dette loro una lezione sulla condanna dell’omosessualità contenuta nella Bibbia. Pare che gli agenti, inoltre, minacciarono di dire al nonno di Wayman che lui era gay. Wayman andò a casa e si suicidò.

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