Ariana Grande dà il via alle “Love Letters” per il Pride Month: “Devo tutto a voi”

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Anche quest'anno sul celebre magazine USA le star della musica mandano un messaggio d'amore alla comunità LGBTI.

ariana grande
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È il mese del Pride anche nella musica: Ariana Grande è la prima delle popstar che su Billboard celebrano la comunità LGBTI.


Nella musica come nella Tv la comunità LGBTI è stata spesso il “king maker”, o sarebbe meglio dire “queen maker” in questo caso,
in grado di ripescare dal dimenticatoio oscure starlette, dare venerazione globale a star ancora di nicchia oppure conferire una nuova giovinezza a leggende ormai sfiorite.

Sarà per questo che Billboard, la bibbia della musica, ha lanciato per il secondo anno di fila “Love Letters”, una serie di lettere d’affetto alla comunità LGBTI da parte di alcune delle popstar più friendly in circolazione. I messaggi vengono pubblicati quotidianamente dalla rivista lungo il Pride Month, ovvero il mese di giugno.

Ariana Grande Frankie Grande
Ariana Grande insieme al fratello gay, Frankie.

A iniziare la corrispondenza di quest’anno è stata Ariana Grande, una delle più “frociarole” tra le nuove leve della musica mondiale. Un rapporto quello tra la cantante e la comunità LGBTI, anche personale, per via dell’omosessualità del fratello Frankie, e tragico, quando il ricordo delle vittime dell’attentato al suo concerto di Manchester fu anche l’occasione per celebrare la vita libera e alla luce del sole da persone LGBTI di molti di loro.

Questo è il testo del suo messaggio:

“Non c’è nulla di più contagioso della gioia e dell’amore che emana la comunità LGBTQ. Sono cresciuta con un fratello gay di cui imitavo ogni mossa. Lo idolatravo. Tutto quello che faceva Frankie, lo facevo anch’io. Non ricordo differenze tra Frankie prima del coming out e Frankie dopo il coming out. Per me è sempre stato Frankie. La sessualità e il genere non sono mai stati argomenti di cui io e la mia famiglia abbiamo avuto timore di discutere. Quando Frankie ha fatto coming out con mio nonno, sorprendentemente impassibile (per la sua età), questo ha risposto: “Congratulazioni! Possiamo cenare ora? Ho una fame fottuta”.

Mi hanno insegnato a truccarmi le drag queen nei bar gay della città di New York. Ho debuttato a Broadway a 14 anni e facevo 8 show a settimana, ma non c’è mai stata una notte in cui ero troppo stanca per andare di corsa in un bar gay e fare una cover di Whitney (Houston, ndr) al volo prima di mettermi a letto.
Vedere la mia musica accolta e celebrata dalla comunità LGBTQ è stato tutto ciò di cui m’importava quando all’inizio pensavo alla mia carriera. Non c’era premio che potessi vincere o riconoscimento che potessi ricevere che mi avrebbe soddisfatto più di una drag queen da 1,80 m con una coda lunga 120 cm che è entrata in un mio meet & greet e ha detto “hey, ragazza” o incontrare una giovane persona queer a Starbucks che mi ha detto che la mia musica l’ha aiutata a diventare ciò che è. Davvero nulla.

L’amore è come la musica. Non conosce confini e non appartiene solo a un genere, un orientamento sessuale, una razza, una religione, un’età o una fede. È una libertà e un lusso delizioso che tutti dovrebbero poter assaporare e gustare. Sono grata e ispirata dalla comunità LGBTQ per l’eternità. Spero di creare inni per voi che vi diano conforto e possano spingervi ad ottenere la migliore delle vite, finché vivo. Grazie per celebrarmi nel mondo in cui io celebro voi.

Vi amo per sempre”.

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