Bosnia LGBT: a Sarajevo manifestazione contro l’omofobia

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Solidarieta' da parte di Ue, ambasciatori occidentali, politici.

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Si è svolta ieri a Sarajevo senza incidenti, grazie anche a un ingente dispiegamento delle forze di polizia, una manifestazione LGBT davanti alla sede del governo del Cantone di Sarajevo.

Alcune decine di persone si sono riunite per protestare contro l’omofobia mostrando cartelli con le scritte “La violenza non è normale”, “La famiglia non è un privilegio ma un diritto”, “La violenza è vietata”.

Violenza che è quotidiana, ha detto Lejla Huremovic, coordinatrice del Centro aperto di Sarajevo (Soc): “Ci prendono a sassate, ci sputano addosso, picchiano i nostri amici, e i genitori ci chiudono o ci buttano fuori di casa. Questa è la realtà. La nostra società è ancora omofoba e siamo qui per lottare per i diritti anche di quelle persone LGBT che oggi per paura non sono scese in piazza e di tutti coloro che desiderano una società migliore.

Le persone LGBT, dicono gli attivisti, subiscono violenze nelle scuole, nelle università, sui posti di lavoro, e in tutte le sfere della vita pubblica e sociale, ma il messaggio che i manifestanti lanciano oggi è che “non torneremo più nel silenzio, non saremo più invisibili“.

Solidarietà, sostegno e condanna della violenza hanno espresso ai manifestanti con un messaggio comune gli ambasciatori di alcuni paesi occidentali – per l’Italia Nicola MinasiSvezia, Gran Bretagna, Spagna, Germania, la delegazione dell’Unione Europea, il partito Nasa stranka e alcuni politici bosniaci.

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