Cannes 71, ecco i quindici film che concorreranno per la Queer Palm

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Amori estivi e serial killer, lesbiche kenyote e gypsy: ce n’è per tutti i gusti tra i titoli in corsa per il premio lgbt del Festival di Cannes...

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Plaire, aimer et courir vite (Piacersi, amare e correre veloce) di Christophe Honoré – concorso
Malinconia e vita che fugge con un colpo di vento sono il cuore di questa commedia sentimentale ambientata negli anni Novanta a Parigi. Il ventenne Arthur studia a Rennes e conosce Jacques, uno scrittore che vive con suo figlio. Sarà un’estate di passione turbolenta. Honoré torna al romanticismo di Les Chansons d’Amour ma dopo l’illuminante 120 BPM, il cinema gay francese non è più lo stesso…

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Un couteau dans le coeur (Un coltello nel cuore) di Yann Gonzalez – concorso

Inserito in extremis nella selezione ufficiale come l’attesissimo killer-thriller brutalissimo (e perversissimo) The House That Jack Built di Lars Von Trier, riabilitato a Cannes dopo sette anni, è anch’esso un mystery dall’atmosfera cupa: alla fine degli anni Settanta la produttrice di porno gay Anne (Vanessa Paradis con caschetto biondo platino) decide di lanciarsi in un film più ambizioso dopo essere stata lasciata dalla fidanzata. Ma un attore viene selvaggiamente assassinato: sospetti e inquietudini stravolgono la vita di Anne.

Gonzalez ha una fantasia visionaria davvero imprevedibile e dal suo gusto surreale ci aspettiamo qualcosa di mai visto: ma data la trama gore, ci sarà spazio per l’ironia o il regista nizzardo ci spiazzerà ancora una volta?

Whitney di Kevin Macdonald – proiezione di mezzanotte

Documentario imprescindibile su Whitney Houston, con footage e canzoni inedite, firmato da un premio Oscar. Icona queer per definizione!

Girl di Lukas Dhont – Un certain regard

Dramma gender su una ballerina quindicenne, Lara, intrappolata nel corpo di un maschio ma aiutata da un padre che farebbe qualsiasi cosa per lei. Sarà il nuovo Billy Elliot post-queer?

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Euphoria di Valeria Golino – Un certain regard

L’unico film gay a Cannes battente bandiera tricolore è un dramma famigliare in cui si fronteggiano Riccardo Scamarcio nei panni di un imprenditore gay dalla personalità spiccata (nuovamente omosessuale dopo Mine Vaganti) e il placido fratello, insegnante di Scuola Media (Valerio Mastandrea). L’esordio come regista di Valeria Golino, Miele, era assai interessante e lei, ospite all’ultimo Lovers Film Festival, ha ricordato che “siamo tutti un po’ omofobi” fugando i sospetti di politically correct. Molto, molto atteso.

Rafiki (Amiche) di Wanuri Kahiu – Un certain regard

È il film queer politico di quest’edizione: primo film kenyota a essere selezionato a Cannes, è stato bandito dal Kenya stesso perché “promuove chiaramente l’omosessualità femminile, contraria alla legge”.

Tratto dal racconto Jambula Tree della scrittrice ugandese Monica Arac de Nyeko e diretto da una donna, farà discutere e non poco: la storia d’amore tra due ragazze osteggiata da un predicatore violento è preannunciata da un trailer colorato decisamente sensuale.

The Harvesters (I mietitori) di Etienne Kallos – Un certain regard

Dramma etnico gender su una comunità minoritaria del Sud Africa che si autoimpone criteri di mascolinità butch anche per le donne. Non vi riveliamo altro sulla trama che implica complessi intrighi famigliari: potrebbe rivelarsi uno dei titoli più originali.

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El Angel (L’Angelo) de Luis Ortega – Un certain regard

Prodotto da Almodòvar, è la storia vera dell’argentino Carlos Robledo Puch, un giovane serial killer (ancora una volta, dopo The House That Jack Built) dai riccioli angelici ma dal soprannome raggelante di Angelo della Morte: undici assassinii tra il 1971 e il 1972. Un angelo sterminatore gay?

Graens (Frontiera) di Ali Abassi – Un certain regard

Misterioso thriller svedese in cui una poliziotta mette in crisi la sua vita e il suo senso di giustizia quando incontra un potenziale criminale di cui non riesce a provare la colpevolezza. Queerness tutta da scoprire!

cannesCarmen y Lola di Arantxa Echevarria – Quinzaine des Réalisateurs

Amore saffico spagnolo per una graffitista timida e un’avvenente gitana con opprimente famiglia tradizionalista. Musica e mood gipsy dal savor latino tutto da gustare.

Diamantino di Gabriel Abrantes e Daniel Schmidt – La Semaine de la Critique

Prodotto col supporto del Torino Film Lab, è la storia di una giovane stella del calcio in grado di reinventarsi letteralmente quando sul campo non c’è più ispirazione.

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Sauvage (Selvaggio) di Camille Vidal-Naquet – La Semaine de la Critique

È uno dei titoli più intriganti il cui hype sale di giorno in giorno: il prostituto 22enne batte per pochi soldi a Parigi mentre, in realtà, non cerca che l’amore di una vita. Già si parla del protagonista Félix Maritaux come di nuova stellina francese in ascesa (appariva, defilato, anche in 120 BPM).

Shéhérazade di Jean-Bernard Marlin – La Semaine de la Critique

L’amore fantasmatico tra un diciassettenne appena uscito di galera e una giovane prostituta marsigliese… Anche qui queerness tutta da scoprire!

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