Carolyn Smith: “Con il sorriso e la positività ho vinto il cancro”

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“Le persone malate non devono vergognarsi: parlare di cancro è ancora un tabù, ma bisogna rompere il silenzio”.

Carolyn Smith
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È una combattente Carolyn Smith, giudice di Ballando con le Stelle: “Ogni mattina mi alzo e la prima cosa che faccio è indossare il sorriso”. Un gesto semplice, che ha imparato da sua madre.

Per il famoso giudice di Ballando con le stelle, Carolyn Smith, sorridere è il modo migliore per affrontare tutti gli “intrusi” della vita, intrusi che la ballerina e coreografa scozzese conosce molto bene. Dopo essersi salvata da un terribile incidente stradale e dopo aver perso mamma, papà e sorella, l’ultimo ospite indesiderato nella sua vita è stato un tumore al seno. Da lì è iniziato un periodo molto difficile: una cura lampo per non mollare il lavoro, un’operazione con delle complicazioni e una mobilità compromessa. Con tanta forza, energia e positività l’iconica Carolyn si è salvata e grazie al libro “Ho ballato con uno sconosciuto” ci insegna che anche le cose brutte che possono capitarci, alla fine, si rivelano delle lezioni di vita importanti.

A quanto racconta, il segreto del suo successo è il sorriso. Pensa che sia davvero così facile, sorridere, anche nei momenti più bui?

È la cosa più difficile da fare, mi creda, ma sono così tanto allenata che oramai non ho più di questi problemi.

Posso chiederle perché ha voluto raccontare il tutto su un libro?

Era una cosa che volevo fare da troppo tempo. Avevo voglia di dare supporto a tutte quelle persone fragili, invitandole, con la lettura, a non mollare mai.

Carolyn Smith
Carolyn Smith ha voluto raccontare la sua battaglia contro il cancro: “È ancora un tabù”.

Quando qualche malalingua sostiene che dietro il suo racconto ci sia una voglia di farsi pubblicità, cosa pensa?

Ci rimango molto male e penso che queste persone siano prive di buon senso e sensibilità. Io, nel mio lavoro, non ho bisogno di farmi pubblicità essendo una persona nota, ed affermata, da oltre quarant’anni. Poi, mi scusi: proprio a me imputano di essere una alla ricerca di visibilità quando faccio solamente Ballando con le stelle, una volta l’anno? Suvvia.

Nel libro parla anche dell’incidente stradale alla quale è sopravvissuta, del divorzio, della perdita di sua sorella, di sua mamma e, infine, anche di quella di suo padre. Dove ha trovato la forza di andare avanti?

Sicuramente gran parte del merito è di mia madre. Da piccola mi raccontava sempre le sue disavventure. Ha avuto diversi problemi di salute e ha passato molto del suo tempo in ospedale. Negli anni me ne ha sempre parlato in modo positivo, anche quando non se la stava passando proprio bene. Anche mia nonna era sempre in ospedale per problemi di cuore, ma anche di reni, eppure era sempre allegra. Ripensandoci credo di non averla mai vista piangere. Io non posso essere diversa da loro.

I suoi amati amici a quattro zampe che ruolo hanno avuto in questo periodo nero della sua vita?

Sono stati fondamentali. Dovrò ringraziare a vita Scotty e BB per quella famosa mattina dove fecero di tutto per arrivare al mio seno. Fu in quel momento che scoprii di avere “l’intruso”. Loro vivono in simbiosi con me, così come anche il mio Labrador e il mio Springador.

Nel libro racconta anche dell’importanza di avere una persona accanto. È così difficile trovare persone in grado di sostenere il dolore di un’altra persona?

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Mi ritengo una donna molto fortunata. Mio marito Tino non mi ha mai abbandonata, cosa che invece accade a tante donne, durante una malattia come questa. Tra me e Tino c’è una forte, ma strana, complicità: io sostenevo il suo dolore, mentre lui parlava con i medici. Io non volevo mai sentire tutti i dettagli. 

Carolyn Smith
Carolyn Smith con il suo libro: “Perché “rido e non mollo mai”? Perché a volte è la cosa più difficile da fare”.

In un’intervista ha raccontato che, mediaticamente parlando, il cancro è ancora un tabù. Pensa che bisognerebbe parlarne di più, o di farlo, anche con questa frequenza, ma in un altro modo?

Penso che bisognerebbe parlarne di più, ma nel modo giusto. Dobbiamo diffondere il verbo della positività e non solo gli episodi più tristi come fanno spesso i media. Le cose stanno cambiando ed io, nel mio piccolo, oltre a supportare l’AIRC, ho cercato di dare visibilità a tutte le donne in difficoltà. È normale aver paura, ma bisogna avere forza e speranza. La nostra sanità funziona alla grande. 

Cosa pensa di tutti quei ciarlatani che promettono cure alternative per sconfiggere il cancro?

Sono pericolosissimi. Non bisogna neanche ascoltarli. La fede, come la positività, sono due elementi importanti, ma solo la medicina può aiutarci in certe situazioni.

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