Dolomiti Pride ‘momento di folklore e di esibizionismo?’: La replica degli organizzatori

di

Scontro a distanza tra il presidente della provincia autonoma di Trento e gli organizzatori del primo storico Dolomiti Pride.

CONDIVIDI
Facebook Twitter Google WhatsApp
4143 0

Il 9 giugno prossimo la città di Trento ospiterà per la prima volta nella sua storia un pride.

ll Dolomiti Pride vuole coinvolgere l’intera area dell’arco dolomitico e dell’Euregio, con quasi 50 associazioni che hanno deciso di condividere lo spirito e gli obiettivi della manifestazione. A loro si sono infatti aggiunti i Comuni di Trento e Bolzano, che hanno concesso il patrocinio alle iniziative in programma e al corteo del 9 giugno.

È andata invece in modo diverso, come scritto ieri, con la Provincia di Trento, che ha risposto alla richiesta di patrocinio con una lettera di diniego sottoscritta dal presidente Ugo Rossi, secondo cui il Pride sarebbe un momento “di folklore e di esibizionismo”.

Immancabile la replica degli organizzatori:

In molte città d’Italia, d’Europa e del mondo i rappresentanti delle istituzioni sfilano in quelli che Rossi definisce momenti “di folclore e di esibizionismo”. Mai avremmo immaginato di leggere parole tanto gravi e – ci si permetta – così poco accorte da parte del più alto rappresentante delle nostre istituzioni”. “Sappiamo bene quanto il Trentino coltivi e promuova la propria immagine. Un territorio all’avanguardia, aperto alla contaminazione, la Silicon Valley d’Italia, con un’università prestigiosa e centri di ricerca internazionali. Un territorio aperto, accogliente, vissuto da migliaia di studenti e ricercatori provenienti da tutto il mondo. La presa di posizione della Giunta provinciale contraddice questa immagine e fa compiere al nostro territorio un enorme passo indietro“.

Il Dolomiti Pride, rimarcano gli organizzatori, si compone di un calendario di oltre 70 eventi a conclusione dei quali si svolgerà un grande corteo. Non un evento calato dall’alto, ma il coronamento di un percorso che le associazioni promotrici hanno cominciato molti anni fa.

Siamo disponibili a confrontarci con tutte e tutti, ma non a mettere in discussione i principi che la stessa amministrazione provinciale ha sottoscritto entrando a far parte di RE.A.DY, la Rete Nazionale delle Pubbliche Amministrazioni contro le Discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere. Non accettiamo che i miopi giochi di riposizionamento politico in vista delle prossime elezioni provinciali avvengano sulla pelle della comunità LGBT+ e di chi crede nei suoi diritti. Svilire il significato del pride condanna all’invisibilità le tante persone che ancora non si sono accettate. Pensiamo ai tanti e alle tante giovani che nelle nostre città o nei piccoli centri vivono la propria condizione con paura e disagio e che di fronte a questa presa di posizione si sentono ulteriormente isolati e discriminati. D’altronde il Pride è nato proprio per dare visibilità alle persone LGBT+ e per abbattere i pregiudizi sociali di cui ancora sono vittime. Auspichiamo ora che all’interno della maggioranza che governa la nostra Provincia le forze che si riconoscono nei valori di inclusione, rispetto e libertà prendano una posizione netta a favore del Dolomiti Pride, inteso come gioioso e forte momento di rivendicazione e orgoglio per tutta la comunità LGBT+ trentina“.

La Provincia di Trento è governata da una coalizione di centro-sinistra autonomista guidata per l’appunto da Ugo Rossi, esponente del Partito Autonomista Trentino Tirolese.

Leggi   Varese Pride, neonazisti imbrattano il centro città: 'siete condannati all'estinzione'
Tutti gli articoli su:

Commenta l'articolo...