Immanuel Casto: “La vera Età del Consenso è la propria consapevolezza”

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Intervista esclusiva al re del porn-groove, in giuria al Lovers Film Festival e in pista col nuovo disco L’Età del Consenso da cui sarà tratto il singolo Piromane.

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Fascinoso, empatico, eclettico: Immanuel Casto non è il divo lontano e supponente, ma un simpatico, intelligente ragazzo che trasuda passioni e col sigillo del Porn Groove è riuscito a rendere ironica pure la parolaccia e il sesso più rustico in pezzi irresistibili come Da grande sarai fr**io o Tropicanal. Ci ha concesso un’intervista esclusiva al Lovers Film Festival di Torino dove era in giuria.

Quando esce ‘Piromane’, il tuo nuovo singolo?

La data di uscita non ce l’ho ancora ma sicuramente sarà a maggio. Gireremo il video tra un paio di settimane. È un singolo che ho voglia di fare uscire ma che mi preoccupa anche un po’ perché non ho mai fatto una cosa così aggressiva. Questo è fraintendibile, perché, a livello di testi espliciti, ho fatto molto di più.

Perché aggressivo?

Mi espongo molto. È un pezzo quasi politico, pur non parlando di partiti, è un attacco a una certa forma di estremismo e a certe ideologie.

Ed esteticamente sarà aggressivo?

Sì, l’estetica è aggressiva. Ma vuol essere anche ridanciano e liberatorio.

La domanda sembra retorica ma la tematica sarà sessuale?

No! Spoilero il ritornello: Pom-pom-pom-pompiere ma esclusivamente perché scivola sulla lingua che è un piacere. Fondamentalmente il pezzo è un elenco di idee a cui darei fuoco…

Può ricordare quel tuo pezzo sul benzinaio…

Un rumeno mi farà il pieno! Quello è il classico pezzo un po’ goliardico, questo è più impegnato pur avendo un elemento brillante.

Invece l’album, L’Età del Consenso, è un omaggio ai Bronski Beat?

È una raccolta di 14 anni, dagli albori amatoriali, ma il titolo ha vari motivi: sia la maturità artistica, sia un riferimento all’album dei Bronski Beat che conteneva Smalltown Boy. In particolare sono affezionato a quel pezzo. Ci saranno anche due inediti. Sto contemporaneamente lavorando a un disco di soli inediti.

Qual è l’Età del Consenso?

È un argomento sottile, ogni esperienza è diversa: sta alla consapevolezza di ciascuno. Come il coming out, non si può forzare.

Quando uscirà?

La data ce l’ho ma posso dirti solo il mese, settembre.

Ci sarà sempre Romina Falconi?

Nel singolo sarà lei la vocalist. C’è un rapporto d’amicizia forte, ci consigliamo molto sulla scrittura. Anche lei sta lavorando a un suo album.

Ormai sei la nostra Natalia Aspesi: com’è stata l’esperienza di responsabile della Posta del Cuore di Gay.it?

È stata veramente molto bella. Mi ha contattato Gay.it proponendomi la rubrica. Inizialmente volevo tenere le aspettative basse, informali, una rubrica di cuori infranti. Poi mi sono reso conto che c’era l’occasione di trattare temi seri facendolo con un atteggiamento tranquillo e non rabbioso.

Alla fine sono stato elogiato per dire cose che fondamentalmente sono buon senso e senso pratico. Una risposta ottima e anche un fraintendimento buffo alla base: mi hanno chiesto pure se ‘ricevo anche coppie’. Ma non era un counseling online! Non ne avrei le competenze. Il riscontro è stato molto bello, ne ricevevo diverse al giorno. Il pubblico era abbastanza trasversale, diverse età ed orientamenti sessuali. Le domande più frequenti erano: sono innamorato di una persona ma lui non è innamorato di me, come posso fare? Oppure, al contrario: sono in una relazione, voglio una cosa ma il partner ne vuole un’altra, come posso fare? Sarebbe bello avere la ricetta!

Sei riuscito a sdoganare il sesso parlato attraverso l’ironia. Attraverso il tuo porn groove è diventato ironia e non associato alla violenza… Com’è nato artisticamente?

È nato spontaneamente. Abbraccio un’eredità un po’ dimenticata: se guardiamo agli anni Settanta e Ottanta, in termini di musica mainstream e non di nicchia, pensiamo a Ivan Cattaneo, Jo Squillo, alla Rettore di ‘Dammi una lametta che mi taglio le vene’, il primo Renato Zero ora non li ascoltiamo. Pensiamo a ‘Violentami sul metrò!’. Parlare di sesso non è semplice. Ci sono fiere dell’erotismo che sono ambienti opprimenti, grevi, squallidini. Farlo con ironia e stile si scade subito. Si sa che piace a tutti, bisogna parlarne nel modo giusto. Il sesso come immagine è fin troppo, ma parlare apertamente di sesso è difficile. Ho fatto l’ultima stagione di Loveline ma non è stato più prodotto. Arrivava spesso la domanda di una ragazza che chiedeva se si può restare incinte col sesso orale! Io vivo a Bologna, una sorta di torre d’avorio perché tra le città più gay-friendly, ma in generale l’ignoranza è altissima, soprattutto sul sesso sicuro.

‘Da grande sarai frocio’ ha addirittura un messaggio in realtà affettuoso, è una sorta di fiaba cantata…

L’ho scritto con Fabio Canino, solo un omosessuale dichiarato poteva farlo. Il pezzo è autoironico. Spesso neghiamo che già nell’infanzia ci siano elementi sull’identità di genere. In Prima Media l’insegnante di musica ci diceva che potevamo diventare ciò che volevamo: ho ribattuto che non “potrò mai diventare Regina di Francia”.

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